エピソード

  • Watermark AI: la firma invisibile dell'intelligenza artificiale
    2026/09/01

    Dal 2 agosto 2026 ogni testo che Claude produce ha una firma invisibile, statistica, nascosta nelle parole. Non è un metadato, non è un codice: è il testo stesso. Un watermark che dice una cosa, solo una: questo testo è passato da un'AI. Non dice chi lo ha pensato, non dice chi lo ha scritto. La provenienza non è paternità.

    Il watermark esisteva già nel 2022. Lo ha inventato un professore di calcolo quantistico, Scott Aaronson, prestato a OpenAI. Funzionava, era pronto, e non è stato attivato: non conveniva. Quattro anni dopo la attiva Anthropic, non OpenAI, perché in Europa l'AI Act chiede che i testi generati siano riconoscibili.

    Un giornalista scrive di suo pugno ottomila battute, chiede alla macchina di correggere i refusi, e il testo è bollato con una lettera scarlatta. Ma la firma dice solo che è passato da un'AI. Chi la legge penserà che lo ha scritto la macchina. Ma se il detector non trova la firma, questo non vuol dire che il testo lo ha scritto una persona.

    Una storia di parole, di macchine, di sospetto. Questo testo l'ha scritto una macchina o una persona?

    Fonte: la lezione di Aaronson, Austin 2022.

    https://www.youtube.com/watch?v=fc-cHk9yFpg


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    18 分
  • Meta patteggia al processo: 18 Mld e i numeri che contano davvero
    2026/08/25

    Autunno 2021, una ragazza di sedici anni pubblica su Instagram la fotografia di un'automobile. Le piacciono le macchine, ha aperto il profilo da poco, sta provando a farsi un pubblico.

    Sotto la foto, uno sconosciuto scrive tre parole: torna in cucina.

    Lei può bloccare quel profilo oppure cancellare il commento. Nessuna delle due cose cambia qualcosa, perché quel commento non viola nessuna regola della piattaforma.

    Suo padre legge quelle tre parole. Lavora per Instagram: lo hanno richiamato per occuparsi del benessere degli utenti, di problemi come quello di sua figlia.

    Il 18 agosto 2026, in un tribunale federale di Oakland, quell'uomo è il primo testimone chiamato contro Meta. Si chiama Arturo Béjar.

    Del processo, in Italia, è arrivato quasi solo un numero: 1.400 miliardi di dollari. Non moltiplica i ragazzi danneggiati; moltiplica le volte in cui l'azienda ha dichiarato che andava tutto bene.

    Lo aveva dichiarato pubblicando un indicatore. Negli stessi mesi, dentro Instagram, un questionario mandato a quasi 240.000 utenti ne misurava un altro: fra i due ci sono tre ordini di grandezza, e nessuno dei due è falso.

    Poi ce n'era un terzo e quello lo guardavano tutti.

    La stessa domanda è già passata da un tribunale del New Mexico, dove Meta ha perso 942 milioni di dollari, dalla Commissione europea, che chiede di spegnere lo scorrimento infinito, e da un'aula del Tribunale delle Imprese di Milano, dove il 19 novembre si discute la stessa richiesta.

    Il 26 agosto 2026 il processo di Oakland si ferma prima del previsto: Meta patteggia. Pagherà almeno 12,1 miliardi di dollari in dieci anni, fino a 17,1 se anche le altre piattaforme accetteranno le stesse regole, e accetta una serie di limiti sull'uso dei minori.

    Nessuna sentenza. Quelle tre parole non sono mai diventate un verdetto: l'azienda ha scelto un numero, e lo ha pagato per non arrivare in fondo.

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    21 分
  • Chris Bangle e i due millimetri che l'AI non sa spostare
    2026/08/04

    Nel 2001, 14.800 persone firmano una petizione per farlo licenziare; la colpa era la forma di un'auto, in particolare il bagagliaio, quello della nuova BMW Serie 7. Chris Bangle, primo capo del design americano di BMW e tra i car designer più influenti di sempre, si trova per primo davanti a un problema, lo risolve e viene criticato; poi tutti lo copiano.

    In questa puntata di DigitMondo, Chris Bangle racconta cosa può e cosa non può fare l'intelligenza artificiale nel design, la differenza tra un'automobile e una car, i due millimetri che separano un progetto riuscito da uno fallito, il progetto Second Existence per il governo tedesco, la frase dipinta sui gradini del suo studio che risponde a molte domande.

    Un episodio su design, automobili,, creatività e intelligenza artificiale: perché una macchina può fare bene quello che facciamo noi, ma non quello che ci rende insostituibili.

    DigitMondo è il podcast di Digitalic per chi guida la tecnologia in Italia; se ti piace, segui il podcast e lascia una recensione.

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    27 分
  • Chi possiede l'AI africana - La storia di Kate Kallot
    2026/07/28

    Sopra il nord della Somalia passa un satellite americano che fotografa la Terra da cinquant'anni; la sua risoluzione è tarata sulle mega-fattorie dell'Iowa,; sui campi africani, larghi meno di un ettaro, non distingue quasi niente. Ahmed Mohamud cammina lì sotto da giorni, con la sua mandria cerca la pioggia ma non la trova, ha già perso cinquanta cammelli su settanta nel viaggio.

    Quel punto cieco non riguarda solo lui. I modelli AI imparano dai dati e dove i dati non ci sono i modelli non funzionano: niente previsioni meteo attendibili, niente stime di siccità, niente assicurazioni sui raccolti. Un agricoltore dell'Iowa sa cosa succederà al chilometro; Ahmed no.

    È il buco dell'AI su cui lavora Kate Kallot, che ha lasciato NVIDIA al culmine della corsa all'intelligenza artificiale e si è trasferita a Nairobi dove ha fondato Amini per dare una vista nuova ai satelliti. Poi ha capito la questione era anche un'altra: il problema non erano solo i dati mancanti, era la direzione che prendono i dati quando esistono.

    Quella direzione è la stessa da due secoli: la materia prima esce grezza dall'Africa, viene lavorata altrove, poi torna come prodotto finito a caro prezzo . Stavolta al posto dell'oro e dei diamanti ci sono le informazioni.

    Da qui nasce l'annuncio dell'11 maggio 2026, alla Taifa Hall di Nairobi, che Kate Kallot fa davanti a William Ruto ed Emmanuel Macron; sessant'anni prima suo nonno era stato assassinato nel Centrafrica appena uscito dal dominio coloniale francese.

    In questa puntata si sente la sua voce spiegare cosa chiedono in cambio le grandi aziende AI quando offrono l'intelligenza artificiale gratis alle scuole africane. La risposta contiene una domanda: con noi o per noi? Vale per Nairobi quanto per Milano e Bruxelles.

    DigitMondo è il podcast di Digitalic condotto da Francesco Marino. Ogni martedì.

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    17 分
  • L'antibiotico di Neanderthal: AI e medicine dagli estinti
    2026/07/21

    C'è uno scienziato che cerca nuove medicine tra i morti; anzi, tra gli estinti. Si chiama César de la Fuente, lavora a Filadelfia, e con l'intelligenza artificiale va a ripescare molecole nascoste nel DNA dei Neanderthal, dei mammut, perfino nei prioni, per creare nuovi antibiotici. La resistenza agli antibiotici è una delle minacce più grandi del nostro tempo, oltre quattro milioni di morti l'anno; la risposta di de la Fuente è un loop temporale da film di Nolan: andare nel DNA di specie estinte 40mila anni fa con una macchina del tempo: l’intelligenza artificiale, prendere molecole che i batteri di oggi non conoscono per creare nuovi antibiotici che potranno curare le infezioni di domani.

    In questa puntata il vero potere dell'intelligenza artificiale non è produrre di più o andare più veloci, è andare a cercare la vita dove abbiamo smesso di guardare.

    DigitMondo è il podcast di Digitalic, con Francesco Marino.

    Contributi audio: intervista a César de la Fuente nel podcast Lexicon di Interesting Engineering, https://interestingengineering.com/podcast/lexicon/molecular-de-extinction-using-ancient-molecules-to-combat-antibiotic-resistance

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    13 分
  • Il film AI che sfida l'Iran e protegge un popolo con i Deepfake
    2026/07/14

    Nel 2007, a Teheran, un ragazzo di poco più di vent'anni viene arrestato mentre suona il basso a un concerto clandestino. Diciannove anni dopo sale sul palco del Tribeca Film Festival con un film che nessun elicottero può fermare.

    Si chiama Ash Koosha, e il suo Dreams of Violets è il primo lungometraggio interamente generato con l'intelligenza artificiale ad arrivare in un grande festival: settantacinque minuti, due mesi e mezzo di lavoro e un budget di appena duemila dollari, per raccontare la repressione in Iran del gennaio 2026.

    Al centro c'è un ribaltamento che riguarda la tecnologie e non solo. I deepfake che temiamo perché è una la tecnologia che può rubare i volti alla alle perosone; Koosha li ha usati per la ragione opposta, per inventare volti che non esistono e proteggere le persone vere dalla vendetta del regime. La tecnologia della menzogna che diventa tecnologia della salvezza. Ma quella stessa scelta, lo scoprirà tra gli applausi di una sala di New York, ha un prezzo.

    Una storia di esilio, di intelligenza artificiale e di cinema che ci interroga sul nostro mondo: quando l'unico modo per mostrare la verità è rendere tutto finto, che cosa stiamo guadagnando, e che cosa stiamo perdendo?

    DigitMondo è il podcast di Digitalic. Se la puntata ti piace, segui il programma e falla ascoltare a qualcuno.

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    17 分
  • AI e corpo umano, la danza impossibile - Cora Gasparotti
    2026/07/16

    Quando pensiamo all’intelligenza artificiale la prima cosa che ci viene in mente è il cervello, ma cosa succede se l’AI interagisce con il corpo? Cosa vuol dire affidare all’AI l’immaginazione del corpo e della danza?

    In questo episodio di DigitMondo, ne parliamo con Cora Gasparotti, ricercatrice e coreografa che esplora il confine tra AI, tecnologia e movimento: da Casa Paganini, il laboratorio dell'Università di Genova, alla sua compagnia, la Omnia Visual Dance Theatre.

    Dalle allucinazioni dell'AI trasformate in passi di danza alle pose anatomicamente impossibili portate sul palco; dal corpo sapiente che immagina di non avere limiti all'intelligenza artificiale che non ha un corpo ma immagina di poterlo avere. Cora Gasparotti racconta come nasce una coreografia in co-creazione con l'AI, perché ha educato la sua intelligenza artificiale anche a darle torto, e cosa significa mettere le AI nei crediti di uno spettacolo, accanto ai danzatori, come autori dello spettacolo.

    Si parla anche del suo metodo, il Creative Movement Hacking, che usa la realtà virtuale per abitare corpi diversi dal proprio, e del rapporto con i suoi due robot da compagnia; fino a una domanda che riguarda tutti: dove finisce la tecnologia e dove cominciano le persone?

    DigitMondo è il podcast di Digitalic: storie di donne e uomini che stanno cambiando il nostro rapporto con la tecnologia.

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    23 分
  • Il lavoro sporco dietro l'AI - Joan Kinyua
    2026/07/07

    In un edificio di Nairobi c'è una stanza al secondo piano a dove è seduta Joan Kinyua, lei guarda al posto nostro le cose che non vorremmo vedere mai: deve etichettare e catalogare le scene e i testi più atroci che internet e la mente umana possono generare, fa in modo che l'AI possa riconoscere questi orrori per non inserirli mai nelle risposte che domani darà agli utenti. Lei fa la Data labeler, come altre migliaia di persone nei paesi più poveri, pagata pochissimo, spesso senza un contratto vero. Il suo è il lavoro invisibile che fa progredire l'AI, ma è anche quello di cui nessuno parla.

    Un giorno Joan ha spento lo schermo e si è alzata dalla sedia. Nel 2024 ha fondato la Data Labelers Association, la prima associazione dei lavoratori del dato nata in Kenya per dare voce e dignità a migliaia di persone che fino a ieri ufficialmente non esistevano.

    In questo episodio di DigitMondo attraversiamo la geografia nascosta dell'intelligenza artificiale, il cervello nei Paesi ricchi e le mani in quelli poveri; l'inchiesta che ha svelato chi rende ChatGPT meno tossico; la corsa al ribasso che lascia questi lavoratori senza tutele. Chi si sporca le mani al posto nostro?

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    13 分