『Qualcosa di personale』のカバーアート

Qualcosa di personale

Qualcosa di personale

著者: OnePodcast
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10月19日まで。※適用条件あり
Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. "Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata. 社会科学
エピソード
  • Giovanna Mezzogiorno: "Il mondo e il cinema sono feroci, ma io resto fuori dall'arena"
    2026/10/08
    l talento gliel'hanno riconosciuto da subito, agli inizi della sua carriera strepitosa, a vent'anni. Ma il rispetto è un'altra cosa e va riconquistato ogni giorno, ancora adesso, garantisce. E parliamo di Giovanna Mezzogiorno, una storia professionale al top, debutto a vent'anni a teatro con Peter Brook, al cinema con Sergio Rubini. Poi sono stati grandi successi e grandi premi, con Placido, Muccino, Ozpetek, Bellocchio, Comencini, Archibugi, Wenders, Amelio. Ora torna in sala con "Se ami qualcuno dillo", di Marco Bonini, e "Sotto a chi tocca", di Giorgio Pasotti: due commedie in cui si ride anche, ma amaro. E in cui lei brilla per ironia e profondità. Bonini racconta di suo padre, duro e insensibile che dopo il coma torna bambino: Mezzogiorno interpreta la madre del regista che non riconosce più l'ex marito e che deve fare i conti con la sua "stanza del dolore", il dispiacere delle occasioni perdute. Pasotti invece la coinvolge e stravolge in uno colloquio-thriller di lavoro a sei, dove vince chi è più spietato e le donne finiscono in minoranza. "È sempre ancora così, ma siamo più intelligenti e più forti. Gli uomini non lo capiscono, ma è la verità", garantisce l'attrice e regista. Mezzogiorno a 52 anni è in una forma strepitosa, alle spalle restano alcuni anni più privati: la maternità, due gemelli adorati, la coscienza chiarissima che sul set ti giochi tanto, ma "la vita è fuori". In studio ci racconta di un mondo "che non è buono": "In scena ognuno pensa per sé, a come viene meglio". E della sua empatia che sconfina, confessa, con la tontaggine ma che lei si tiene stretta: "Oggi devi essere competitivo ed empatico, un ossimoro". Ci spiega la differenza tra forza e resistenza: "Pratico la seconda. Quando sono nati i miei figli ho fatto un passo indietro anche nella professione, volevo vivermeli e l'ho fatto e non me ne pento, mai avuto baby sitter. Certo poi aver detto dei no e non essere rientrata nella forma codificata ha fatto svanire le proposte". Ci ha fatto il corto "Unfitting", su quelle proposte scemate, ma non è servito a nulla: "Lo sapevo già da prima", sorride. Oggi i ragazzi hanno 15 anni, le sono affezionatissimi, usano due telefonini coi tasti, non smartphone, senza social: "Si può fare", ci incoraggia. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    30 分
  • Giovanni Soldini: "Nel Mediterraneo non puoi salvare i naufraghi, ma si spendono 5000 euro di gasolio per un bagno"
    2026/10/01
    Giovanni Soldini racconta i suoi primi 60 anni, di cui una buonissima parte in mare, e l'ultima estate a terra, in Kenya, con Amref, che sostiene da sempre ma con cui questa volta è andato a visitare scuole e "geniali" pozzi e carri a energia solare. Il velista delle traversate record dell'oceano e del mondo - fino all'ultimo giro senza motore sul trimarano Maserati 70 - condanna il cattivismo per cui (non solo in Italia) non si raccoglie più la gente in mare: "Anche io ho avuto problemi a farmi portare a terra, negli Usa, perché mi aveva tirato su dopo un naufragio una nave cargo e nessuno mi voleva traghettare sulla costa". Ormai: "Mi fa male vedere che c'è una volontà politica di lasciar fare al mare quello che non sappiamo fare noi. Non si può risolvere problema della migrazione facendo rendendo la vita difficile ai soccorsi e facendo morire le persone. È una cosa barbara, in mare la gente si è sempre salvata". Soldini in prima linea su clima e risparmio energetico. "Il Mediterraneo bolle a 30 gradi, i coralli si sbiancano. Serve una volontà politica mondiale per affrontare questa emergenza, che non c'è". Dovremmo tutti consumare meno e meglio. "Non è possibile utilizzare dai 3000 ai 5000 litri di gasolio per andare a fare un bagno". E non va bene usare un pentolone a ogni pastasciutta: "Bastano una pentola a pressione e una ciotola e mezza d'acqua ogni mezzo chilo di pasta". Che cucina così anche a casa per i 4 figli: "Sono stato un buon padre, ma anche io ho fatto fatica, sei condizionato dalla società del controllo - riflette -. Così mi sono forzato a farli andare a scuola in bicicletta. Se non li lasci liberi di sbagliare come troveranno un po' di autostima?" Postilla: "Luna Rossa può vincere l'America's Cup" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    35 分
  • Chiara Gamberale: "Doppie merende, telefonini, mille attività. Non uccidiamo i desideri dei bambini"
    2026/09/24
    Potremmo definirla una "kamikaze dei sentimenti", ma il suo stile è tutt'altro che sentimentale. Alle presentazioni riempie i teatri, arrivata al suo 14mo romanzo ha ormai un popolo di fan accanitissimi. Sarà che Chiara Gamberale scrive libri terapeutici, per lei e per i lettori, dalle "Luci nelle case degli altri", a "Dieci minuti" a questo nuovo ultimo "Liberi tutti" (Feltrinelli). Ognuno sa da cosa si dovrebbe liberare, ma spesso non se lo dice più. Almeno gli adulti, perché i bambini lo saprebbero, ma i genitori glielo fanno dimenticare: soffocandoli con aspettative, cellulari, sport e impegni pomeridiani. Chiara ambienta la storia in una prima elementare (con l'ospedale gli unici luoghi dove siamo noi stessi) e riflette in studio sui suoi protagonisti, che poi sono quelli che abbiamo incontrato fuori dalle scuole dei nostri figli: famiglie "tutto bene" o in lutto, coppie apparentemente perfettissime, disfunzionali, monogenitoriali. Lei che fa la madre a tempo pieno, quasi una "mam-pa" mezza mamma e mezza papà ammette: "Mi sono dedicata tanto a mia figlia Vita, siamo entrate in simbiosi e ora è tempo per me e per lei che io trovi uno spazio tutto mio. Vorrei giocare al gioco dell'amore, ma è sempre più difficile, a volte mi sento radioattiva, cercata più per il personaggio che per il bisogno di coccole o di banalità". Gamberale ammette di innamorarsi di adulti-bambini, quelli che da piccola ci avresti potuto giocare, spesso "pericolosissimi". Intanto il mondo per le trenta-quaranta-cinquantenni libere è pieno di "MEIC", "maschi etero in crisi": fingono di stare benissimo, ma non sanno amare perché "non si sono fatti domande sulle loro ferite". Ci sarebbero anche gli "MR", i maschi responsabili, ma quelli di solito sono occupati. E i "maschi-divano", che dicono che dormono sul divano, appunto, e lasceranno le mogli. Ma non lo faranno mai. Gamberale ci dice anche delle persone "anancastiche" con "la sindrome del controllo", sua e di chi ci si riconoscerà. Chi organizza tutto e vuole che tutti stiano bene chiude all'imprevisto, che a volte è magico ed altre terribile. Come nel finale a sorpresa del thriller sentimentale "Liberi tutti", come nella vita. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    29 分
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