『Chiara Gamberale: "Doppie merende, telefonini, mille attività. Non uccidiamo i desideri dei bambini"』のカバーアート

Chiara Gamberale: "Doppie merende, telefonini, mille attività. Non uccidiamo i desideri dei bambini"

Chiara Gamberale: "Doppie merende, telefonini, mille attività. Non uccidiamo i desideri dei bambini"

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Potremmo definirla una "kamikaze dei sentimenti", ma il suo stile è tutt'altro che sentimentale. Alle presentazioni riempie i teatri, arrivata al suo 14mo romanzo ha ormai un popolo di fan accanitissimi. Sarà che Chiara Gamberale scrive libri terapeutici, per lei e per i lettori, dalle "Luci nelle case degli altri", a "Dieci minuti" a questo nuovo ultimo "Liberi tutti" (Feltrinelli). Ognuno sa da cosa si dovrebbe liberare, ma spesso non se lo dice più. Almeno gli adulti, perché i bambini lo saprebbero, ma i genitori glielo fanno dimenticare: soffocandoli con aspettative, cellulari, sport e impegni pomeridiani. Chiara ambienta la storia in una prima elementare (con l'ospedale gli unici luoghi dove siamo noi stessi) e riflette in studio sui suoi protagonisti, che poi sono quelli che abbiamo incontrato fuori dalle scuole dei nostri figli: famiglie "tutto bene" o in lutto, coppie apparentemente perfettissime, disfunzionali, monogenitoriali. Lei che fa la madre a tempo pieno, quasi una "mam-pa" mezza mamma e mezza papà ammette: "Mi sono dedicata tanto a mia figlia Vita, siamo entrate in simbiosi e ora è tempo per me e per lei che io trovi uno spazio tutto mio. Vorrei giocare al gioco dell'amore, ma è sempre più difficile, a volte mi sento radioattiva, cercata più per il personaggio che per il bisogno di coccole o di banalità". Gamberale ammette di innamorarsi di adulti-bambini, quelli che da piccola ci avresti potuto giocare, spesso "pericolosissimi". Intanto il mondo per le trenta-quaranta-cinquantenni libere è pieno di "MEIC", "maschi etero in crisi": fingono di stare benissimo, ma non sanno amare perché "non si sono fatti domande sulle loro ferite". Ci sarebbero anche gli "MR", i maschi responsabili, ma quelli di solito sono occupati. E i "maschi-divano", che dicono che dormono sul divano, appunto, e lasceranno le mogli. Ma non lo faranno mai. Gamberale ci dice anche delle persone "anancastiche" con "la sindrome del controllo", sua e di chi ci si riconoscerà. Chi organizza tutto e vuole che tutti stiano bene chiude all'imprevisto, che a volte è magico ed altre terribile. Come nel finale a sorpresa del thriller sentimentale "Liberi tutti", come nella vita. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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