エピソード

  • Paolo Crepet: "Tutti pazzi per Sinner. E perché tuo figlio è chiuso in casa a ordinare la pizza?"
    2026/07/23
    "Non tutti hanno un'anima, chi uccide i bambini non ce l'ha. Ma se ce l'hai è come un orto, va nutrita e coltivata". Paolo Crepet - psichiatra, sociologo, saggista, conferenziere nei teatri da sold out fisso - varcati i 70 anni e con decine di saggi alle spalle, firma, appunto, "Riprendersi l'anima" (HarperCollins) - già premio Hemingway - e ci indica una via stretta."L'IA ci fa scemi, lo scroll e l'algoritmo anche". Grandi e piccini. La strada è il gioco per i bambini, la creatività e il fare le cose insieme per gli adulti. Sfide, sconfitte, andare oltre la ripetizione e la comfort zone. Altro che ossessione dei corpi ed eterna giovinezza: "I nonni invece di fare la corsetta vadano a giocare coi nipoti. Vogliamo vivere fino a 130 anni ma senza vita, rinunciando a mangiare e bere con l'aggeggio della pressione addosso". E isolati."I signori delle Big tech ci vogliono individui e separati. Ma l'intelligenza non è individuale, è collettiva. Dunque, o la esercitiamo o abdichiamo". Ne va della democrazia: "Ci vogliamo consegnare a una monarchia digitale? Vogliamo ospedali controllati dai robot, scuole coi robot, Wimbledon giocata dai robot?"Il tennis è una sua croce e ossessione: "Possibile che, sbracati sul divano, ammiriamo Sinner e Alcaraz, che sanno cosa sono fatica e impegno, e poi ai nostri figli puliamo il nasino a 10 anni come a 20!?". Nulla contro i giovani: "Amo i rivoluzionari, ma quelli che osano, sfidano le onde da velisti, vanno a cercarsi un lavoro in Antartide, gli ultimi dei Mohicani". Da dove nasce la violenza nei ragazzi? "Dalla frustrazione. Non ci fidiamo di loro, li andiamo a prendere a scuola come pacchi Amazon. A proposito. Vorrei il divieto di ordinare cibo a casa sotto i 35 anni". E del cellulare sotto i 16? "Avanti così e arriveremo a una bella telecamerina inserita nel feto per postare foto del nascituro". E il profluvio di foto e video ci fa sempre meno sensibili: "Siamo micragnosi, anestetizzati dalle immagini, non ci fanno più effetto. Guerre e gattini. Ma ci pensate all'effetto dello scatto della strage di Capaci ai tempi?" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    31 分
  • Vanessa Casu: "Io non sono la mia cecità. Ho una figlia-cane guida, conosco il panico e la felicità"
    2026/07/16
    "Non c'è un podio del dolore. Anche se io ho passato una Divina Commedia a vent'anni, non è detto che oggi non possa essere felice. Faccio quello che mi pare, amo la mia cucciola Pancake, il mio cane guida. E voglio prendermi cura degli altri". Parola di Vanessa Casu, 30 anni, un'artrite reumatoide che e le ha tolto la vista un pezzettino alla volta fino alla cecità totale a 20 anni, appunto. In studio con Pancake, un labrador da 33 chili che lei chiama "la mia piccolina", ci porta la sua storia e la sua battaglia: "Non sono la portavoce della dinastia dei disabili. Sono Vanessa, che aveva paura di essere Vanessa al 20% una volta persa la vista. E che ha avuto per anni il buio dentro. Ma poi ne è uscita ed è diventata una bella ragazza indipendente". Una ragazza gay che ha avuto anche un paio di "storie tossiche", ha sofferto molto ma che ha ripreso a cercare l'amore ("non mi accontento della prima che passa perché sono cieca e sento così poca voglia di un impegno totale in giro"). Non cerca più invece il successo con la musica anche se ha una voce splendida - 4 sì a X Factor a 19 anni -, suona chitarra e batteria e compone canzoni in stile Janis Joplin. "Il mio è un genere che in Italia non esiste, pop ma anche rock e soul. Per avere successo non bastano il talento e una storia. Il mercato non vuole una ragazza cieca con la testa dura che non canta la canzone dell'estate e non cede alle mode". Quella ragazza oggi è cintura nera di kickboxe, si è laureata con lode in Media, comunicazione digitale e giornalismo e ha fatto dei suoi canali social un lavoro: sulla pagina Instagram vanessacasumusic raggiunge centinaia di migliaia di persone raccontando la sua vita e i suoi pensieri e ha scritto il libro "Io e Pancake. La mia storia, il mio cane guida e tutto quello che ci fa stare bene" (Rizzoli). E tra social, libro e intervista in studio riesce a farci stare davvero meglio tutti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    30 分
  • Gabriele Corsi: "Quanti uomini da poco. A indifferenti e cinici social chiedo solo 'Tu cosa fai'?"
    2026/07/09
    La provocazione a tutti i costi e i social violenti ("non sei un hater, sei solo uno stronzo"). Il libro mistero sangue sesso del vecchio direttore di giornale e il trapper ignorantissimo Colon che strabilia Sanremo con il brano "Attacca il diacono". La serie strabanale "Reinnamorarsi" a Roma e "i podcast dei podcast che al mercato mio padre comprò". Cattivissimi casi da promuovere che toccano al protagonista del primo romanzo di Gabriele Corsi, "Un uomo da poco. Sei disposto a peggiorare per migliorare la tua vita?". Insomma: essere senza scrupoli e morale porta più successo? Partiamo di qui, perché un conduttore storico di Radio Deejay (Chiamate Roma Triuno Triuno col Trio Medusa) e un volto tv (Iene, Eurovision, PrimaFestival, Dont' Forget the lyrics) assai amato ha sentito il bisogno di scrivere questa storia? "A volte mi dicono che sono troppo una brava persona. Penso invece che ci siano in giro troppe cattive persone", spiega in studio. Ma chi sono gli uomini "da poco" per l'autore? Quanti ne ha incontrati nel mondo dello spettacolo. E fuori? Corsi non si tira indietro, racconta chi e cosa non ama e perché ha detto parecchi no ("Domenica in" compresa). Sono show le imitazioni del suo "Sbrocco", modello del comico romano scadente, come le reading . Poi mostra il tatuaggio con il nome che gli hanno dato in Uganda, che significa "giorno di raccolta quando il raccolto è buono". "Questo vorrei che restasse, non un libro o la tv ma qualcuno che dica Gabriele ha provato a fare qualcosa". Ancora una volta, come con il suo primo libro "Che bella giornata. Speriamo che non piova", riesce a farci ridere e commuovere. Il suo segreto. Una news: da settembre lo vedremo condurre una nuova trasmissione: "Buy it now, mai più senza", in prima serata sul Nove. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    30 分
  • Cathy La Torre: "Tutte le volte che gli uomini rubano le invenzioni e violano i diritti delle donne"
    2026/07/02
    Quante volte avete parlato in riunione e vi hanno interrotte? Oppure un uomo ha ridetto la vostra stessa cosa ma è stato più ascoltato? E quante volte un uomo vi ha spiegato cose che eravate tranquillamente in grado di fare da sole, dallo stile di guida alle reazioni che dovreste avere. Aggiungete frasi come "non sono cose da donne" o "oggi sei nervosa, è uno di quei giorni" e crederete di avere completato il quadro maschilista. Sbagliato: da secoli che gli uomini si intestano le scoperte delle donne. Basta leggere “Tutte le volte che le donne hanno inventato qualcosa ma il merito se l'è preso un uomo” (Rizzoli). Si va dal tergicristallo, alla lavatrice, il Bacio Perugina, il Dna, la cura per la lebbra, il cromosoma Y, le stelle pulsar, scoperte da Nobel mai assegnati. L'ha scritto Cathy La Torre, avvocata da oltre un milione di follower e titolare di uno degli studi più importanti d'Italia sul fronte dei diritti. Ci spiega La Torre: "Io sono non binaria, ho tolto il seno, ho una parte di uomo in me. Sono anche sterile perché ho avuto un tumore alla cervice. Proprio per questo sono femminista e difendo, tra gli altri, i diritti delle donne, dall'aborto agli asili e alla giusta retribuzione. Ma vi dico di più, io difendo anche gli uomini dal sessismo nel quale sono immersi, il mito dell'uomo che non deve piangere e non chiedere mai". Per La Torre siamo nel tempo del transfemminismo: "I diritti o sono di tutti o sono privilegi. Se sei povera, infelice, discriminata, da te parte una catena di infelicità che influenza quelli che hai intorno". L'autrice di “Se è violenza non è amore” fa il punto anche su femminicidi, vittimizzazione secondaria e una legge sul consenso che in Italia proprio non riesce ad arrivare. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    29 分
  • Serena Dandini: "Le donne facevano paura nel '46 e anche oggi. Ma non le freghi piu"
    2026/06/25
    "Paura non abbiamo": il nuovo libro di Serena Dandini uscito per Einaudi è l'occasione per portarci in studio il coraggio e l'intelligenza, l'ironia e la caparbietà delle 21 Madri costituenti e di tante donne fortissime che le hanno seguite. Grazie alle Madri in Costituzione vennero messe paroline cruciali, come "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso", la base per far accedere alle posizioni della pubblica amministrazione le donne ma anche per il diritto di famiglia e quello delle lavoratrici. E poi dalla loro battaglia nacquero leggi venute molto più tardi, dall'abolizione del delitto d'onore allo ius corrigendi, dal divorzio all'aborto ("a rischio, ormai in corteo a difenderlo troviamo nonne, figlie e nipoti")Un grido scapigliato sulle pagine e in video in pieno spirito Dandini a scuoterci nei tempi dei Trump e dei Vannacci, "una figurina ritagliata dal passato", al quale l'autrice spiega con pazienza perché il femminicidio esiste ed è importante ricordarlo. Spiega anche al ministro Nordio perché il codice Rocco-Mussolini non è affatto il più bello del mondo. Ma il messaggio è più largo. "Siamo tutti chiusi in casa, spaventati dalle guerre, delusi dalla politica, con gli occhi sui telefonini. Mi è venuta voglia di dirmi e di dire a tutti svegliamoci. Guardiamoci indietro per vedere da dove veniamo e dove non vogliamo tornare". Due chicche: l'avviso a De Gregori ("lo adoro e se non vuole dare messaggi dal palco nessuno lo obbliga, ma non condanni chi lo fa come Bruce Springsteen"). E la rivelazione: "Mi piacerebbe rifare 'Parla con me', ma a questo punto lo chiamerei 'Il divano rosso'. Alle presentazioni mi chiedono sempre 'Torna il divano?'" (Intervista di Giulia Santerini) Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    30 分
  • Concita De Gregorio: "Basta coi guerrieri. Il cancro non si batte, si cura. In America sarei morta"
    2026/06/18
    "Tutti abbiamo un danno. Una malattia, un licenziamento, un lutto. È importante dare un nome alle cose e cercare la cura che fa per noi, che è diversa per ogni persona". "La cura" (Einaudi) è il titolo del nuovo romanzo di Concita De Gregorio, non un viaggio nella malattia ma nella vita. La sua e quella di chi ha incontrato sulla sua strada "nel tempo del dopo, quello in cui voglio solo cose belle e dico basta alle persone sasso". Cose belle come "abbracci da scimpanzé", contatto fisico con le persone, musica, teatro, mare e lavoro. Persone belle: "Quelle che ci fanno stare bene e non se ne vanno quando devono restare".Cosa succede in una donna davanti a una diagnosi di cancro? Qual è il primo pensiero, come lo dici ai figli. C'è una lista possibile di cose da fare o far trovare in tua assenza? In studio tocchiamo alcuni dei momenti più privati della giornalista, scrittrice e attrice, ma anche i più buffi, con i dialoghi surreali col prof che sta per operarla o con la compagna di stanza Angelina a ferragosto in un ospedale magico di Barcellona. Il quadro è molto più grande, punta alla bellezza e appunto, alla cura per tutti. "Se fossi nata in America sarei morta - è sicura Concita -. Le uniche battaglie politiche che contano oggi sono per la sanità e l'istruzione". Senza quest'ultima si cade nel tempo dei bulli, da Trump a Vannacci, nella solitudine e nella paura. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    33 分
  • Francesca Lollobrigida: "Le donne che mi criticano non sono realizzate. Ora una bimba e nuovi podi"
    2026/06/11
    "Atleta-mamma? Mi piace molto perché no?" A pochi mesi dalle sue due medaglie olimpiche Francesca Lollobrigida si presenta in studio prima di un allenamento in tuta dell'aeronautica, trucco perfetto e unghie rosa shocking: già pensa a nuove gare ma intanto, ammette, il prossimo progetto è una sorellina per Tommaso, tre anni. Il grande protagonista del suo oro nei 5000 nel pattinaggio di velocità (ha vinto l'oro anche sui 3000) alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina. È nella memoria di tutti l'immagine di Francesca che abbraccia il figlio in pista avvolta nel tricolore. Un gesto che le è valso tante lodi ma anche critiche pesanti. In studio ci racconta quanto lavoro c'è stato dietro i suoi risultati, il rientro dopo la maternità ("torni a gareggiare ma non sai se puoi tornare a vincere") e anche perché quel giorno ha fatto scendere in pista il bambino piccolo. Ci dice del suo rapporto con Gina Lollobrigida, di un marito-papà niente affatto mammo e di una visione del mondo e dello sport preziosa per incoraggiare tutte le donne che temono la maternità, non solo le atlete. In chiusura, ci svela la magia della sua specialità, che Lollobrigida ha regalato a tanti ragazzi in carrozzina con un pattino decisamente speciale come testimonial della campagna "Campioni ogni giorno". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    27 分
  • Serena Mazzini: "Partner e psicologi virtuali, orsetti e robot. L'Ia ci sfrutta e ci rende più soli"
    2026/06/04
    Serena Mazzini ha avuto 4 boyfriend virtuali ("diabolici, cercano le tue debolezze per spingere su quelle e farti pagare tendenzialmente una prestazione di sesso sintetico"), è entrata nelle chat di teenager che inneggiavano alla violenza e al nazismo ("facilissimo manipolarli"), si è fatta chiamare dall'assistente telefonico per anziani ("una delusione, non sa parlare di nulla"), ha dialogato con il padre morto ("più spendi più il caro defunto sarà verosimile e presente"). Tutto grazie all'intelligenza artificiale. Tutto per scrivere e spiegarci che "La tua solitudine è il nostro business. Come l'intelligenza artificiale sta trasformando le nostre relazioni" (Rizzoli), tema e titolo del suo nuovo saggio. "Oltre 800 milioni di persone nel mondo in questo momento stanno usando l'Ia - spiega in studio -. Doveva essere un supporto per il lavoro, viene usata per riempire vuoti. Un mercato da 532 miliardi di dollari". Nei vuoti dovrebbero esserci, appunto, fidanzati e amici, terapeuti, giocattoli, caregiver. E invece "ci sono boyfriend e terapeuti trovati via Chat Gpt, Gemini, Claude o Ecopilot. Che ti spingono prima o poi a pagare e a farlo sempre di più per non rompere un legame e per avere servizi aggiunti, dalla prestazione di sesso virtuale a un dialogo col caro defunto, magari anche con la sua voce. O orsetti parlanti che però (è successo) possono finire a darti informazione sul bondage". Grazie all'Ia si moltiplicano i video di abusi sui bambini. Senza contare che "con il loro tono confidenziale i chatbot creano un rapporto a specchio con qualcuno che non ti contraddice mai. Disabituandoti al confronto, fino a confermarti persino in tentativi suicidi" (storia vera, per ora americana). Serena Mazzini è una freelance esperta di media strategy, insegna advertising e teoria e metodo dei nuovi media alla Naba di Milano ed è co-host del podcast Burnout di Selvaggia Lucarelli. Per la newsletter "Vale tutto" di Lucarelli su Substuck (l'italiana più letta al mondo) scrive pezzi e inchieste, tra le più recenti quella che esamina oltre 3000 post di Andrea Sempio nell'arco di 7 anni (dai quali si è fatta un'idea originale e informata del nuovo grande accusato di Garlasco, che ci racconta). È nata a Stresa, ha vissuto i primi forum, è uscita dal guscio grazie alle community, ha studiato a Bologna, ma solo ora, a 30 anni, da espertissima digitale ha riscoperto l'amore per i contatti umani e il calore di una famiglia numerosissima. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    30 分