エピソード

  • Chiara Tagliaferri: "Mia figlia è nata con la Gpa e non è una merce. E io non sono una privilegiata"
    2026/05/14
    "Se non vuoi fare un figlio sei un’egoista, se lo vuoi sei un'egoista lo stesso". La scrittrice Chiara Tagliaferri una figlia ora ce l'ha ed è nata il 13 febbraio del '24 da tre mamme: una ha donato gli ovuli, una ha ospitato l’impianto con l’inseminazione del marito Nicola Lagioia, la terza è lei, che ha desiderato fortissimamente Lula per sette anni, dal giorno in cui compiuti i 40 ha scoperto che i suoi ovuli stavano scomparendo. Seguono tre fecondazioni assistite fallite in Italia e un mare di rabbia, senso di colpa e dolore, ma anche di desiderio e ricerca delle condizioni ideali per far nascere una nuova vita grazie a una mamma surrogata. Tema scivolosissimo: in Italia la gestazione per altri è reato universale, c'è chi è contro le "mamme forno" e chi continua a parlare di utero in affitto e sfruttamento del corpo delle donne, magari povere. "Privilegiata, ricca, radical chic, viziata, vecchia”: l'hanno accusata di tutto. Chiara ha risposto con il memoir Arkansas (Mondadori), il diario del suo dolore e dell'alleanza di tre donne serene e coscienti di ciò che facevano. "Il mio libro non è un manifesto, non voglio convincere nessuno - spiega in studio -. ma prima di giudicare vorrei che le persone sapessero di cosa parliamo. So che ci sono delle zone grigie nella Gpa, e dico che vanno regolamentate, Michela Murgia ne ha scritto tanto. Ma non è stato il nostro caso. Nella nostra storia ci sono state volontà e alleanza, fede e anche denaro certo, ma guadagnato onestamente". Quanto al pagamento: "La figlia non l'abbiamo comprata, non ha prezzo. Abbiamo rimborsato tutte le tutele mediche, psicologiche e legali che dessero alla gestante ogni garanzia", assicura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    28 分
  • Carmen Russo: “A Drive in facevo l’oca, ma ho fatto inserire il balletto. Oggi sogno il cinema”
    2026/05/07
    Si può usare un corpo da 90-60-90 per far conoscere il proprio talento senza compromessi? Qual è la vera emancipazione femminile? Come si resiste per oltre 40 anni tra palco, set e moltissima tv. Le risposte di Carmen Russo sono sorprendenti. Giovanissima miss esplosa con le copertine di Playman, regina della commedia sexy all'italiana, dopo il passaggio al Bagaglino è riuscita a conquistarsi una lunga carriera sul piccolo schermo tra sketch e danza, tra Rai e Mediaset ("A Drive in facevo l'oca ma ho fatto inserire il balletto che non c'era"), tra Italia e Sudamerica. Ora, a 66 anni portati con allegria (in studio ci mostra allungamenti e sgambetta), viene coinvolta in reality e trasmissioni come ospite, ma sogna una nuova vita da attrice. Si è appena messa alla prova nel ruolo di una produttrice dura e severissima nel film di Carlo Fenizi "La sobrietà", tra mockumentary e commedia nera, su Amazon Prime: "Una parte perfetta in cui mi conoscete poco, io sono molto forte e determinata". E sorridente: "Amo la vita". Così ha conquistato Enzo Paolo Turchi e Raffaella Carrà (anche Delon e Fellini ma questa è un’altra storia, che ci racconta). Così a 50 anni ha superato le critiche per la maternità tardiva di Maria, oggi tredicenne, "una studentessa modello che vuole fare la calciatrice". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Stefania Auci: "La mia doppia vita, tra Leoni e ragazzini perduti. L'amore si impara in famiglia"
    2026/04/30
    Stefania Auci è tornata in vetta alle classifiche dei più letti con l'"Alba dei leoni" (Nord), il prequel dei Leoni di Sicilia, un altro tomo da oltre 500 pagine. Come è possibile nel 2026 catturare un pubblico così ampio con la storia di fine 1700 di una famiglia di fabbri, poi, certo, divenuti commercianti di spezie, proprietari di tonnara, creatori del celebre amaro Florio, armatori e politici? Cosa salvare e cosa dimenticare di quella lunga vicenda italiana di amore e patriarcato, imprenditoria e avidità? Auci è anche una professoressa di sostegno in un istituto tecnico di Palermo. Perché una scrittrice letta e tradotta in oltre 40 paesi del mondo non lascia una professione tanto dura e complicata? Nella chiacchierata ci dice anche delle donne del sud ieri e oggi e soprattutto dei giovanissimi lasciati a se stessi. Compresa l'alunna che voleva graffiarla per un cellulare tolto in aula... Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Stefania Andreoli: "Vi dico la verità sulle famiglie 'perfette' e gli adolescenti che si armano"
    2026/04/23
    C'è un bambino di otto anni accoltellato nel giorno del suo compleanno al centro di "Un'ottima famiglia" (Rizzoli), il primo romanzo di Stefania Andreoli, psicologa, psicoterapueta e saggista che da oltre 25 anni si occupa di adolescenti e soggetti borderline. Da dove vengono le esplosioni di violenza dei ragazzi, in casa e a scuola. E come affrontarle? Che genitori e che famiglie siamo diventati? E quale ruolo giocano social e videogame in tutto questo? Andreoli risponde con l'esperienza clinica ma anche un intuito e una modalità unici. Non per niente la sua "stanza delle parole" live su Instagram il martedì è amatissima dei giovani e il suo spazio radiofonico nella trasmissione Catteland su Radio Deejay riceve decine di richieste di consulenza, soprattutto da padri e madri spaventati e disorientati dai loro figli. La dottoressa ci racconta anche che mamma è lei e i due "comandamenti" di casa Andreoli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Giacomo Bertagnolli, sciatore ipovedente dei record: "Due respiri e giù, la pista ce l'ho in testa"
    2026/04/16
    Alle gare io arrivo sempre all’ultimo momento al cancelletto. Due bei respiri e giù. Se arrivassi 40 minuti prima continuerei a ripensare al tracciato e mi farei un castello di carte che mi confonde, tensione inutile”. Parola di Giacomo Bertagnolli, anni 27, da Cavalese Val di Fiemme, una atrofia del nervo ottico dalla nascita che gli toglie il 95% della vista, il più medagliato di sempre alle Paralimpiadi: 13 podi, ben 5 solo a Milano-Cortina: due ori, due argenti e un bronzo con la sua guida Andrea Ravelli. Gli sci li ha messi ha due anni e mezzo, ma solo a 13 ha trovato la strada dello sci paralimpico: "Finalmente competevo ad armi pari, fino a lì mi avevano fatto giocare a hockey ma con bambini vedenti, sono finito in disparte". Come quando gli amici prendevano il patentino a 16 anni e lui è rimasto in bicicletta: "Vado giù come un pazzo anche con il downhill, faccio arrampicata e surf, ma non vedere ti toglie parecchio. Non posso guidare e fare tanti lavori, ma non voglio fare il lamentone, anzi amo spronare gli altri. Dico sempre che l'importante è cominciare. Provate tutto e troverete la vostra strada". Altri consigli? "Non fate sempre le stesse cose, staccate e non rispondete ad altri che a voi stessi Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Lidia Ravera: "Evadete dalla gabbia del femminile, scendete dal tacco 12 e niente tette per i 18"
    2026/04/09
    "Ho deciso di fare un regalo alle ragazze: possono essere persone, decidere di tagliarsi i capelli e venderli, scrivere e non diventare madri. Non essere carine per forza, secondo i cliché nei quali ci chiudono da sempre". Ecco perché Lidia Ravera, 40 anni dopo l'uscita, ha deciso che era il momento di ripubblicare il suo romanzo "Bagna i fiori e aspettami" (Bompiani) un coraggioso remake di "Piccole donne", il classico di Louisa May Alcott. Ci sono quattro tipi femminili riveduti e corretti e soprattutto la sua Jo, Giovanna, alla ricerca del (pessimo) padre: "una femminista vera perché libera". Dopo "Porci con le ali", esordio con fama e polemiche a fiumi a 25 anni, Ravera ha sentito il bisogno di scrivere un libro pieno di ironia e ritmo e con una scena di violenza su una 18enne. "La violenza c'è sempre stata ma cresce e si capisce perché, stiamo cambiando e gli uomini non lo accettano. Intanto abbiamo un governo che non sa fare una legge sul consenso. Il patriarcato non molla". Per fortuna ci sono i giovani, nei quali ha molta fiducia: "Felice della vittoria del No al referendum mi sono trovata a festeggiare la sera in una piazza piena di ragazzi. Hanno detto no alla riforma della giustizia, ma anche a Meloni, al pacchetto sicurezza, alla restrizione dei loro spazi, al genocidio a Gaza". L'autrice di "Age pride" e "Volevo essere un uomo" (Einaudi) fa i conti da sempre con l'età e l'essere nata femmina: "Se fossi nata maschio, mi sarei risparmiata molti svantaggi e avrei guadagnato 25 anni di vita in manutenzione mancata". La scrittrice torinese controcorrente ci dice anche del suo essere madre e nonna "contemplativa e viziante" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Dargen D'Amico: "La felicità c'è solo se condivisa, non posso stare bene se il mio vicino sta male"
    2026/04/02
    L'intelligenza artificiale e la guerra in Iran e a Gaza; il rap e la violenza tra i ragazzi ieri e oggi; l'amore che finisce "come un centro commerciale, del resto lo siamo tutti, lo sono diventate le nostre case, le nostre persone". Dargen D'amico nel nuovo album "Doppia mozzarella" mette il suo mondo interiore ma anche tutto quello che gira intorno. Tredici tracce per testi complessi e letterari, denuncia e riflessione a ritmo di rap, hip-hop, lo-fi urban e perfino una tarantella con una bella dose di elettronica nel disco. Lo stesso mondo che ci riporta a ritmi di ironia pacata e onestà in studio. Ammette che al tredicesimo album, ancora, quando deve incominciare un nuovo lavoro non sa se ci riuscirà e con il suo "esperto" da anni deve fare i conti con l'idea di non meritarselo. Una certezza però ce l'ha: "La felicità c'è solo se è condivisa, non posso stare bene se il mio vicino sta male". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Il comico Vittorio Pettinato: "Ho 500mila followers, ma la fama è arrivata... con Gualtieri e cestò"
    2026/03/26
    Ha cominciato a sei anni con Papa Wojtyla e Antonio di Pietro ("colpa del Trio e di Fiorello, i miei primi miti") ed è arrivato a trenta alle clamorose imitazioni di Gualtieri e Bad Bunny. Ma Vittorio Pettinato adora riprodurre anche le vanità comuni (è nei teatri con "Centro di vanità permanente"), dal prete influencer al global trotter, dal milanese imbruttito al romano super rilassato, dal critico gastronomico al "detoxer" digitale. Nato e cresciuto a Pavia, figlio di calabresi, ha vissuto a Milano e sta per trasferirsi a Roma, dove lavora a Radio2: "Sono sempre stato quello strano, isolato. Un bambino calabrese a Pavia e uno del nord a Lamezia Terme". Sarà per questo che ha sempre cercato di farsi voler bene: "Non sono un comico pungente, sono poco spinoso, un riccio senza aculei". Resta che Pettinato è l'unico in Italia ad avere il coraggio di recitare Dante in calabrese, a imitare ruvidi come Crepet e il suo idolo Gratteri ("ma lì ho fatto una pinna di complimenti nella dida") e a prendere in giro le interviste di Pasolini ("tutte col vento, dove le ha fatte hanno messo delle pale eoliche") Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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