エピソード

  • PMI, consulenza e filiere strategiche. Renato Goretta, Assoconsult
    2026/09/14
    Come stanno cambiando i bisogni delle piccole e medie imprese e quale ruolo può assumere il sistema della consulenza nell’accompagnarne le scelte? Da questa domanda prende avvio la conversazione ACEF tra Gianfranco Barbieri, Presidente dell’Associazione, e Renato Goretta, fondatore di Gesta Consulenza e Vicepresidente Assoconsult con delega alle PMI della consulenza e al Sistema Italia.

    Il confronto si apre con il recente rinnovo dei vertici di Assoconsult e con gli obiettivi del nuovo Consiglio di Presidenza. La linea indicata è quella della continuità rispetto al lavoro svolto negli ultimi anni, ma con nuovi progetti, a partire dalla costruzione di un «manifesto della consulenza». La delega affidata a Goretta comprende due responsabilità strettamente collegate: rappresentare e valorizzare le piccole e medie società di consulenza e, nello stesso tempo, intercettare i bisogni del tessuto produttivo italiano. L’obiettivo non è creare ambiti separati, ma favorire il dialogo tra società di consulenza di diversa dimensione e rafforzare il collegamento con la Piccola Industria e con le articolazioni territoriali di Confindustria.
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  • Composizione negoziata 2026: l’analisi del prof. Alessandro Danovi
    2026/09/14
    La composizione negoziata sta entrando in una fase di maggiore maturità. L’esperienza dei primi anni di applicazione, il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026, i principi elaborati dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e i più recenti interventi dell’Agenzia delle Entrate stanno progressivamente definendo una cornice operativa più chiara.

    Nella conversazione promossa da ACEF, il prof. Alessandro Danovi analizza questa evoluzione e affronta una questione centrale: la composizione negoziata resta un percorso flessibile oppure sta assumendo caratteristiche sempre più vicine a quelle di una procedura?

    La maggiore formalizzazione può rappresentare un limite, perché rischia di appesantire uno strumento nato per favorire il dialogo tra impresa e creditori. Allo stesso tempo, però, regole più precise aiutano a superare le incertezze che hanno caratterizzato le prime esperienze, nelle quali non sempre gli esperti possedevano un’adeguata conoscenza dello strumento o riuscivano a distinguere il proprio ruolo da quello del commissario giudiziale o del curatore.

    Il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026

    Il nuovo decreto dirigenziale aggiorna le precedenti versioni e recepisce le indicazioni emerse dall’applicazione concreta della composizione negoziata. Gli interventi più rilevanti riguardano il test pratico, la checklist, il protocollo di conduzione del percorso e la tracciabilità dell’attività svolta dall’esperto.

    L’obiettivo è favorire una maggiore standardizzazione del metodo di lavoro, senza però trasformare l’esperto nel soggetto che dirige o sostituisce l’imprenditore nelle trattative. Il debitore conserva infatti la regia del percorso, sceglie quali creditori coinvolgere e può condurre direttamente alcune interlocuzioni, purché vengano rispettati i doveri di correttezza, trasparenza e buona fede.
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  • Composizione negoziata: tre casi operativi con Gilberto Montecchi
    2026/09/14
    La composizione negoziata è ormai entrata in una fase più matura. Alla crescita delle esperienze concrete si accompagna, tuttavia, una produzione sempre più ampia di principi, indicazioni e orientamenti che esperti, advisor e imprese devono coordinare tra loro.

    Nel confronto con il dott. Gilberto Montecchi, ACEF ha scelto di partire da tre casi professionali per mettere a fuoco alcuni problemi ricorrenti e le relative implicazioni operative.
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  • Principi di Comportamento dell’Esperto della composizione negoziata - Alessandro Solidoro
    2026/09/14
    L’incontro con il dott. Alessandro Solidoro offre una lettura qualificata della Composizione Negoziata della Crisi e, soprattutto, del ruolo dell’esperto alla luce dei nuovi principi di comportamento. Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio la natura dello strumento, un percorso e non una procedura concorsuale. Questa distinzione non è solo terminologica ma incide sul modo in cui l’esperto deve porsi, sui limiti del suo intervento, sulle aspettative delle parti e sul rapporto con l’imprenditore. La CNC non nasce per sostituire gli strumenti tradizionali di regolazione della crisi, ma per offrire uno spazio di confronto strutturato, flessibile e orientato alla continuità aziendale.

    In questa prospettiva, possiamo dire con certezza cosa “non è” l’Esperto: non può essere assimilato né al commissario giudiziale né all’attestatore. È una figura autonoma, con funzioni proprie. Non decide al posto dell’imprenditore, non certifica il piano come farebbe un attestatore, non esercita poteri tipici di una procedura concorsuale. Il suo compito è agevolare le trattative, mantenere ordine nel percorso, favorire il dialogo tra soggetti con interessi e linguaggi diversi, verificando costantemente l’esistenza di una concreta prospettiva di risanamento.
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  • Affrontare scelte finanziarie in una fase complessa - Allianz
    2026/09/14
    In una fase nella quale le decisioni finanziarie richiedono più attenzione che in passato, anche famiglie, imprenditori e risparmiatori sono chiamati a scegliere con maggiore metodo e consapevolezza.
    Inflazione, tassi, mercati, passaggi generazionali, protezione del patrimonio e pianificazione degli investimenti sono temi che riguardano in particolare (ma non solo) la continuità e la stabilità dell’impresa familiare.

    Gianfranco Barbieri ne ha parlato con Paolo Campedelli di Allianz Bank Financial Advisors – Ufficio Consulenti di Modena, con il quale abbiamo collaborato in occasione dell’incontro dedicato al passaggio generazionale.

    Il confronto muove da una domanda semplice solo in apparenza: come si costruisce una decisione finanziaria consapevole quando il quadro economico cambia rapidamente e le esigenze delle persone diventano più articolate?
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  • Servitizzazione, filiere e valore per il cliente: il modello Bibus
    2026/09/14
    In questa intervista ACEF incontra Giuseppe Lodi di Bibus Italia per approfondire il tema della servitizzazione.Il termine richiama un cambiamento nel modo di concepire il rapporto tra impresa, prodotto, cliente e mercato.

    “Servitizzazione” significa spostare il centro della proposta di valore dal prodotto considerato in sé al sistema di servizi, competenze, progettazione, assistenza, logistica e capacità organizzativa che rende quel prodotto realmente utile per il cliente.

    Nel caso di Bibus Italia, questo approccio nasce dall’esperienza diretta sul mercato. L’azienda rappresenta in Italia il gruppo multinazionale Bibus, realtà nata nel 1947 e specializzata nella fornitura di servizi, sistemi e soluzioni in settori tecnici. La società italiana è stata fondata nel 2012 e ha costruito negli anni un percorso di crescita che l’ha portata a sviluppare sedi operative in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, con un team oggi composto da circa settanta persone.Bibus ha riconosciuto solo in un secondo momento che il proprio modo di lavorare corrispondeva al concetto di servitizzazione. Prima ancora della definizione, esisteva un metodo: ascoltare il cliente, comprendere il problema da risolvere, costruire una soluzione tecnica e organizzativa coerente con le sue esigenze.

    Una PMI che deve sviluppare un nuovo macchinario, un nuovo sottosistema o una soluzione tecnica specifica può trovare in Bibus un interlocutore capace di mettere insieme componenti, competenze e fornitori diversi, trasformandoli in un sistema coerente e utilizzabile. Il cliente può così concentrarsi sul proprio mercato, sulla produzione e sulla relazione commerciale, affidando a un partner specializzato una parte rilevante della complessità tecnica e organizzativa.

    Nel confronto con Gianfranco Barbieri, Presidente ACEF, emergono inoltre riflessioni più ampie sul ruolo dell’imprenditore, sulla capacità di assumere rischio, sul passaggio generazionale, sull’attrazione dei talenti e sulla necessità di creare ambienti di lavoro nei quali le persone possano crescere e contribuire allo sviluppo dell’impresa.
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  • Conversazione con Lucio Cecchinello, Team Principal LCR Honda
    2026/09/14
    Cosa significa guidare un Team di MotoGP quando ogni decisione deve tenere in considerazione rischio, organizzazione e risultato? Per il Ciclo Automotive 2026 è stato ospite ACEF Lucio Cecchinello, Team Principal della scuderia LCR.

    Il mondo della MotoGP offre un punto di osservazione particolarmente interessante: competizione globale, tecnologia, gestione delle persone, sponsor, comunicazione, controllo dei dettagli e capacità di decidere in contesti ad alta pressione.
    Con Gianfranco Barbieri, Presidente ACEF abbiamo visto come il motorsport possa essere un laboratorio avanzato di organizzazione e cultura d’impresa.
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  • Osservatorio Composizione Negoziata della Crisi - Conversazione con Sandro Pettinato
    2026/09/14
    La composizione negoziata della crisi è entrata in una fase nuova. I numeri, le prassi applicative e le recenti novità normative impongono una lettura più matura, capace di distinguere tra ciò che funziona, ciò che va corretto e ciò che rischia di compromettere l’efficacia dell’intero percorso.Nel video viene offerta una ricognizione aggiornata, al 22 giugno 2026, dello stato della composizione negoziata, alla luce del decreto dirigenziale di aprile, degli aggiornamenti della piattaforma, delle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’evoluzione dei dati raccolti negli ultimi anni.

    Il primo elemento che emerge è la crescita del ricorso allo strumento. Le domande di composizione negoziata hanno superato quota 4.600, collocando la CNC tra i principali strumenti oggi utilizzati per affrontare situazioni di crisi d’impresa, con numeri superiori a quelli del concordato preventivo. Questo dato, tuttavia, non può essere letto in modo automatico come indice di successo, l’aumento delle istanze può segnalare una maggiore conoscenza dello strumento, ma può anche nascondere ricorsi tardivi o domande deboli.

    Il dato più significativo riguarda piuttosto l’evoluzione qualitativa delle domande e delle chiusure favorevoli. Se nella prima fase applicativa le percentuali di successo erano molto contenute, oggi si registra un miglioramento sensibile, con una media di circa un caso favorevole su cinque.

    Restano però criticità rilevanti. La prima riguarda la tardività di molte domande, presentate quando la crisi è ormai cronicizzata o addirittura a ridosso di iniziative giudiziali. In questi casi la composizione negoziata rischia di diventare un passaggio formale, poco utile per l’impresa e dannoso per creditori, dipendenti e fornitori.
    Un secondo profilo riguarda la qualità dell’Esperto. E’ necessario affidare l’incarico a una figura dotata non solo di competenze tecniche, ma anche di capacità negoziale, autorevolezza, equilibrio e conoscenza concreta delle dinamiche aziendali.
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