Composizione negoziata 2026: l’analisi del prof. Alessandro Danovi
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Nella conversazione promossa da ACEF, il prof. Alessandro Danovi analizza questa evoluzione e affronta una questione centrale: la composizione negoziata resta un percorso flessibile oppure sta assumendo caratteristiche sempre più vicine a quelle di una procedura?
La maggiore formalizzazione può rappresentare un limite, perché rischia di appesantire uno strumento nato per favorire il dialogo tra impresa e creditori. Allo stesso tempo, però, regole più precise aiutano a superare le incertezze che hanno caratterizzato le prime esperienze, nelle quali non sempre gli esperti possedevano un’adeguata conoscenza dello strumento o riuscivano a distinguere il proprio ruolo da quello del commissario giudiziale o del curatore.
Il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026
Il nuovo decreto dirigenziale aggiorna le precedenti versioni e recepisce le indicazioni emerse dall’applicazione concreta della composizione negoziata. Gli interventi più rilevanti riguardano il test pratico, la checklist, il protocollo di conduzione del percorso e la tracciabilità dell’attività svolta dall’esperto.
L’obiettivo è favorire una maggiore standardizzazione del metodo di lavoro, senza però trasformare l’esperto nel soggetto che dirige o sostituisce l’imprenditore nelle trattative. Il debitore conserva infatti la regia del percorso, sceglie quali creditori coinvolgere e può condurre direttamente alcune interlocuzioni, purché vengano rispettati i doveri di correttezza, trasparenza e buona fede.
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