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Sottopelle: 6 minuti per sentirti.

Sottopelle: 6 minuti per sentirti.

著者: Massimiliano Sartini (SA.MA)
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Quante volte oggi hai risposto "bene" ? Sottopelle è sei minuti alla settimana per fermarti e sentirti — non una guida al benessere, non un manuale. Ogni puntata una domanda aperta, nessuna risposta obbligata. Solo spazio per quello che tieni dentro da troppo tempo: silenzi, ferite, parole mai dette, rabbia, padri e figli, il peso di essere stati forti troppo a lungo. Non sono uno psicologo. Ho cadute, risalite e domande senza risposta. Quello che ho, lo condivido. Forse non sei così sbagliato. In un mondo di podcast che vogliono migliorarti, Sottopelle è quello che ti chiede solo di fermarti.Massimiliano Sartini (SA.MA) 社会科学
エピソード
  • EP 08 · Siamo Saturi
    2026/08/13

    Puntata 8: «Siamo saturi» — la saturazione non è debolezza, è un segnale

    «Ti sei abituato... oppure sei saturo?»

    Me l'ha chiesto il mio terapeuta, durante una seduta. Non era una diagnosi: era una domanda. E non ho saputo rispondere. Perché non sono la stessa cosa: l'abitudine è un accordo silenzioso con qualcosa che non ti soddisfa ma con cui hai fatto pace. La saturazione è il momento in cui il bicchiere trabocca.

    È quasi Ferragosto. Tutti «in vacanza». E tutti con il telefono in mano.

    In questa puntata ti racconto la notte tra il 28 e il 29 giugno 2021. Le quattro di mattina, cinquantadue anni, un infarto. Sei ore dopo ero in sala operatoria. Nei giorni in terapia intensiva il telefono ce l'avevo, lì accanto — ma non lo guardavo. Non perché fossi diventato bravo: perché non me ne importava più niente. Le notifiche continuavano ad arrivare. Le urgenze si erano fermate tutte insieme.

    E quello che ho trovato in quel silenzio non era pace. Era tutto quello che non avevo sentito, perché non c'era mai stato abbastanza spazio per sentirlo. Paura. Stanchezza vera. Domande che non avevo ancora fatto.

    C'è un'altra cosa che il mio terapeuta mi ha detto e che non ho più dimenticato: la mente non distingue tra una cosa che ti è capitata davvero e una cosa che hai solo visto su uno schermo. Le elabora entrambe. Le porta entrambe con sé. È così che ho capito perché certi giorni ero stanco senza aver fatto niente: stavo portando dentro urgenze che non avevo scelto, storie di persone che non conoscevo, paure di cose che non mi riguardavano.

    E il corpo sa prima della testa. Sa quando è troppo. Io non l'ho ascoltato abbastanza a lungo, e alla fine il cuore ha alzato la voce nel modo che non lascia dubbi.


    LE DOMANDE DI QUESTA PUNTATA

    • Se spegnessi tutti gli schermi per 24 ore — telefono, TV, social — cosa pensi che troveresti?
    • Quante informazioni, stimoli, urgenze hai lasciato entrare oggi che non avevi invitato?
    • C'è qualcosa che stai portando dentro da giorni — una notizia, un pensiero, un'urgenza che non era tua — e che non hai ancora messo giù?


    Non devi rispondermi. Tienila lì. Sottopelle.


    LE CANZONI

    Troppo Rumore — uscita il 28 giugno 2026, cinque anni esatti da quella notte. Non come vittoria: come memoria.

    Siamo Saturi — dall'omonimo capitolo del libro. «Non siamo vuoti. Siamo pieni. Solo che nessuno ci ha insegnato a svuotare senza scoppiare.»


    CAPITOLI

    00:00 Ferragosto e il telefono in mano

    01:02 Ti chiedo 3 minuti in più

    01:25 Se spegnessi tutto per 24 ore

    02:20 La notte tra il 28 e il 29 giugno 2021

    03:28 Troppo Rumore

    04:25 «Ti sei abituato oppure sei saturo?»

    05:18 Siamo Saturi

    06:22 Le cose che entrano senza invito

    07:10 La mente non distingue

    07:45 Il corpo sa prima della testa

    08:45 La domanda da portare con te


    Oggi sforo: sono 9 minuti invece di 6. Più corta di così non riuscivo a raccontarla. Se adesso non ce li hai, torna con calma — il tuo tempo è tuo.


    PERCHÉ ASCOLTARLA

    Sottopelle non è un podcast per stare meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Non sono uno psicologo: sono uno che ha avuto tante cadute e tante risalite, ferite e domande a cui non ha ancora dato risposta. Sei minuti a settimana per costruire un passato di valore.


    IL PROGETTO

    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle: un libro, un disco firmato SA.MA. e queste puntate. Tutti i proventi vanno al Centro Cani Guida Lions.

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    9 分
  • EP 07 · Tra luci e Ombre
    2026/08/06

    Puntata 7: «Tra luci e ombre»

    La contraddizione non è un difetto. È architettura.

    Ti è mai capitato di sentirti in conflitto con te stesso? Non un dubbio su una scelta: qualcosa di più profondo. Il cuore che vuole buttarsi e la mente che dice no.

    La Puntata 6 ha lasciato una domanda sulle parole che mancano agli altri. La Puntata 7 sposta lo sguardo dentro: non più le parole che mancano, ma le parti di sé che si fatica ad abitare. E si apre con una premessa onesta: oggi i sei minuti non bastano. Massimiliano ne chiede due in più: non ha parlato troppo, c'è una cosa che non voleva tagliare. Se non ce li hai, torna quando ce li hai. Il tuo tempo è tuo.

    Si parte da un momento minuscolo e preciso: il telefono in mano, il numero già aperto sullo schermo, basta premere invio. E in quell'istante non si pensa, si sente. Si sa già che tono avrà la voce dall'altra parte, la frase che arriverà, il punto esatto in cui si chiuderà lo stomaco. E allora non si chiama. Poi ci si racconta che è per non litigare. Ma la verità è un'altra: non è stata evitata la telefonata, è stata evitata la reazione. E per evitare la reazione dell'altro si è rinunciato alla propria cosa da dire. Ecco cosa fa la mente: non dice «non farlo», sarebbe troppo facile da riconoscere. È più furba, ti fa vedere il finale prima dell'inizio. E tu ti fermi da solo, convinto di aver scelto.

    Poi il secondo movimento: il fallimento. Per anni una cosa da nascondere, la caduta come baratro e la risalita come gogna. Fino a riconoscere una fiamma che non si è mai spenta del tutto — non ottimismo, non forza nel senso convenzionale, ma un rifiuto quieto e ostinato di lasciare che fosse finita. Quella stessa parte che per anni non gli piaceva, che chiamava testardaggine ed eccesso, oggi ha un altro nome: «la cosa che mi ha salvato».

    E due incontri, nominati senza spiegazioni: in gioventù Don Luigi Giussani e Comunione e Liberazione, che una domanda profonda merita una risposta profonda; in età adulta Daisaku Ikeda e il Buddismo, che il cambiamento comincia dentro prima di manifestarsi fuori. Nessuno dei due rinnegato, perché la verità non si esclude: si amplia.

    Con la canzone Tra luci e ombre — Mille Emozioni, che qui non viene raccontata ma abitata, verso per verso: «Tra cuore e cervello un conflitto infinito». E poi: «Navigo tra due mondi senza soluzione». Senza soluzione non come resa, ma come accettazione che certe cose non si risolvono: si abitano. E abitarle, invece di combatterle, è la cosa più coraggiosa che puoi fare.


    LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA

    • Sei una persona in contraddizione e lo ammetti, o cerchi ancora di costruire una versione coerente di te stesso in cui tutto torna?
    • C'è una parte di te che non ti è mai piaciuta, che hai giudicato, nascosto o cercato di correggere, e che — se ci pensi bene — ti ha salvato più di una volta?


    E la domanda che resta: c'è una parte di te che stai ancora combattendo, quando forse meriterebbe solo di essere capita? Non devi rispondere adesso. Ma tienila lì.


    PERCHÉ ASCOLTARLA

    Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, e condivide quello che ha, non quello che sa.

    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, progetto multimediale che intreccia un libro, un disco firmato SA.MA e queste puntate. Tutti i proventi vanno al Centro Cani Guida Lions. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi sei minuti: sono preziosi, non sprecarli.

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  • EP 06 · Le parole che entrano nel corpo
    2026/07/30

    Una premessa: questa puntata non dura sei minuti. Ne dura nove. Non è una svista, è una scelta. Ci sono cose che non si tagliano senza tradirle, e le parole che entrano nel corpo sono una di queste. Non sono soltanto emozioni: sono segni che restano per decenni. Per questo, questa settimana, ti chiedo tre minuti in più del tuo tempo. So che è prezioso. Proprio per questo te li chiedo.

    Hai mai sentito fisicamente una parola? Non capita con la testa: sentita. Un momento in cui qualcosa detto da qualcuno ti ha cambiato il respiro, il battito, la postura.


    La Puntata 5 ha parlato della parola «abbastanza». La Puntata 6 va ancora più dentro: non nelle parole che diciamo o non diciamo, ma in quello che le parole fanno al corpo prima che la mente possa elaborarle.

    Il tema è la fisicità del linguaggio. Le emozioni non vivono solo nella testa: vivono nella gola stretta, nel petto che si chiude, nelle mani che tremano, nel respiro che cambia. E le parole — quelle ricevute e quelle mai arrivate — lasciano tracce che il corpo non dimentica.

    Si parte da un episodio preciso. «Che delusione.» Due parole, nessun urlo, dette da un padre a un bambino di nove anni. Non una punizione: una condanna. Il corpo di quel bambino le ha sentite come una sentenza, e da quel giorno ogni passo ha portato con sé quel sottotesto silenzioso. La stessa fisicità è quella della scrittura: una canzone che nasce da un'immagine che riempie prima il petto, poi la mente.

    Poi il territorio opposto: la parola che non è mai arrivata. «Sono fiero di te», inseguita per una vita intera, mai ricevuta a voce. E oggi riconosciuta comunque — non attraverso una frase, ma attraverso la certezza di averla meritata. Le parole mancanti non sono difetti: sono architettura.


    LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA


    • Hai mai sentito fisicamente una parola? Un momento in cui qualcosa detto da qualcuno ti ha cambiato il respiro, il battito, la postura?
    • C'è una parola che ti è mancata per tanto tempo, che avresti voluto sentire e non hai sentito — e che ancora ti manca?


    LE CANZONI: Parole Sottopelle · Vuoto Misto


    PERCHÉ ASCOLTARLA

    Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Solo il tempo che serve e due domande che restano addosso. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, ferite e domande a cui non ha ancora dato risposta. Condivide quello che ha, non quello che sa. Se cerchi uno spazio onesto in cui fermarti per davvero, questa puntata è per te.


    IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE

    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, un progetto multimediale che intreccia un libro a dieci «stanze» emotive, un disco e queste puntate. Le canzoni nascono dal vissuto e portano la firma di SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions.


    Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi questi nove minuti: servono a costruire un passato di valore.


    #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #ParoleSottopelle #podcastitaliano #emozioni #riflessione #domandeaperte #corpo #parole #vuotomisto

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