『Sottopelle: 6 minuti per sentirti.』のカバーアート

Sottopelle: 6 minuti per sentirti.

Sottopelle: 6 minuti per sentirti.

著者: Massimiliano Sartini (SA.MA)
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10月19日まで。※適用条件あり
Quante volte oggi hai risposto "bene" ? Sottopelle è sei minuti alla settimana per fermarti e sentirti — non una guida al benessere, non un manuale. Ogni puntata una domanda aperta, nessuna risposta obbligata. Solo spazio per quello che tieni dentro da troppo tempo: silenzi, ferite, parole mai dette, rabbia, padri e figli, il peso di essere stati forti troppo a lungo. Non sono uno psicologo. Ho cadute, risalite e domande senza risposta. Quello che ho, lo condivido. Forse non sei così sbagliato. In un mondo di podcast che vogliono migliorarti, Sottopelle è quello che ti chiede solo di fermarti.Massimiliano Sartini (SA.MA) 社会科学
エピソード
  • EP 15 · La voce AI e l'autenticità
    2026/10/01

    Puntata 15: «La voce AI e l'autenticità»

    SA.MA e la voce che ho scelto

    Si può dire la verità con una voce che non è la tua? E se fosse proprio quella voce a farti dire le cose che con la tua non hai mai detto?

    Questa volta i minuti sono più di sei. Ho lasciato parlare la musica. In questa puntata le canzoni non le leggo io: le ascolti dalla traccia originale, con la voce artificiale vera. È il paradosso di cui parlo: volevo che lo sentissi, non che te lo raccontassi.

    Mi chiamo Massimiliano Sartini. Le mie canzoni le firmo SA.MA: le iniziali di nome e cognome. Non una maschera: un punto d'incontro. I testi li scrivo io, tutti. Le ferite sono mie. La voce che le canta è costruita con l'intelligenza artificiale, e non è un segreto né un trucco. La mia voce vera non avrebbe retto certe emozioni. Non per come canto, ma per quello che la voce si porta dietro. La faccia, il nome, anni di persone che mi conoscono in un modo solo.

    La Puntata 14 si era chiusa su una frase: un nome diverso non per nascondermi, ma per mostrarmi in modo più preciso. Qui faccio un passo in più. Perché quella frase era vera, ma non era tutta la verità.

    C'è la storia di Samuele, giovane artista con cui avevo vinto un contest. Avevo scritto Sfiorami, scuotimi, salvami pensando alla sua voce. Lui l'ha ascoltata e mi ha detto una cosa semplice: non la sento mia. Sembrava un fallimento. Era un regalo: quella canzone non aveva bisogno della voce di un ragazzo, ma di quella di uno che ha quasi sessant'anni e si sta riprendendo in mano la vita.

    Poi le canzoni. Più di quello che pensi, tango che riprende la melodia di Libertango di Piazzolla, scritta quando ho smesso di chiedere il permesso di essere me. Una canzone sull'autenticità cantata da una voce artificiale: il mezzo e il messaggio sono due cose diverse. E Un Sorriso a Labbra Strette, quella in cui sono più nudo: la paura della morte, il dubbio di non aver dato abbastanza a mio figlio, a Perla, a chi mi ha voluto bene. Cose mai dette a voce. Nemmeno a Perla, nemmeno al mio terapeuta.

    Non è un manifesto sull'intelligenza artificiale. È il racconto di cosa mi ha permesso di dire una voce non mia, e di cosa ancora non riesco a dire nemmeno così. Il filtro mi ha aperto una porta. Non tutte.

    E la settimana prossima: le emozioni che non ci hanno insegnato a sentire, o che abbiamo imparato a nascondere così bene da non riconoscerle più.

    LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA

    • Hai mai usato qualcosa di «artificiale» per dire qualcosa di vero, un personaggio, uno pseudonimo, una terza persona, perché la tua voce diretta non bastava?
    • C'è qualcosa che hai scritto, in una lettera, un messaggio, un diario, che non avresti mai detto a voce? E quella differenza cosa dice di te?

    LE CANZONI: Più di quello che pensi · Un Sorriso a Labbra Strette, estratti dalle tracce originali firmate SA.MA


    PERCHÉ ASCOLTARLA

    Se hai mai affidato a una canzone, a una lettera o a un personaggio quello che non riuscivi a dire in faccia, questa puntata parla di te. E se ti chiedi cosa c'entri una voce artificiale con l'autenticità, qui c'è la risposta di chi l'ha scelta. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite.


    IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE

    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle (Youcanprint, 2025), il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone firmata SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions.

    Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te: sono preziosi, non sprecarli.

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    8 分
  • EP 14 · Le mani che raccolgono
    2026/09/25

    Puntata 14: «Le mani che raccolgono» — Chiedere aiuto

    Perché chiedere aiuto è così difficile? E perché, proprio quando non ce la fai più, continui a ripetere «ce la faccio da solo»?

    Per anni ho pensato che farcela da solo fosse la misura di quanto valevo. Poi un giorno il peso era lo stesso di sempre. Ero io che non ero più lo stesso.

    La Puntata 13 si era chiusa su una frase: a un certo punto ti accorgi che non ce la fai da solo. La Puntata 14 riparte esattamente da lì, dal momento più difficile da ammettere.

    Non è una puntata che ti spiega come si chiede aiuto. Niente consigli, niente tecniche. È il racconto di uno che per anni non ci riusciva: la paura di essere una delusione, il bisogno di dimostrare di non avere bisogno di nessuno, una gabbia costruita con le proprie mani, mattone dopo mattone. E nel periodo più buio, l'istinto di sempre: fare da solo.

    Mio padre, a modo suo, me l'aveva detto: si può chiedere aiuto, non è una vergogna. Il problema non era lui. Ero io. È la parte più scomoda: scoprire che certe gabbie nessuno ce le impone. Ce le costruiamo da soli. E poi non sappiamo nemmeno quando le abbiamo chiuse.

    Poi, due forme di fiducia. Qualcosa: la pratica buddista, che non porta il miracolo ma la lucidità di vedere la cosa giusta da fare. E la cosa giusta, quella volta, aveva un indirizzo preciso: lo studio di uno psicologo. E qualcuno: Perla, che una parte di quel peso la stava già portando, in silenzio, senza chiedere il permesso. Nella cena pronta quando non c'era fame. Nel non chiedere niente quando non c'erano risposte da dare.

    In mezzo, la canzone: Sfiorami, scuotimi, salvami, in due estratti dalla traccia originale. «Sono pezzo, sono scheggia»: il momento in cui ti disfi. «Le tue mani sono luce, calore, raduno, mi raccolgono pezzo a pezzo»: il momento in cui qualcuno ti raccoglie. Non una guarigione, una ricomposizione. Diverso, non uguale. Intero, non perfetto.

    Quello che resta non è una lezione. È una possibilità: il peso non diventa più leggero. Diventa diviso.

    E la settimana prossima, un paradosso: a volte, per dire le cose più vere, non usiamo la nostra voce. SA.MA, una voce artificiale, e perché non è un modo per nascondersi.

    Sei minuti per sentirti. Due domande da portare con te, e una terza, la più diretta finora: c'è qualcosa che stai portando da solo, adesso, che forse non dovresti portare da solo?

    LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA

    • Chiedere aiuto ti è mai sembrato una sconfitta? E se sì, era davvero una tua convinzione o la paura di deludere qualcuno?
    • C'è qualcuno che ti ha aiutato in un momento difficile senza che tu glielo chiedessi? E in quel momento, te ne sei accorto?


    LA CANZONE: Sfiorami, scuotimi, salvami, estratti dalla traccia originale firmata SA.MA


    PERCHÉ ASCOLTARLA

    Se ti sei mai detto «ce la faccio da solo» anche quando non era vero, se hai mai rimandato una telefonata, un messaggio, una richiesta, per non sembrare debole, questa puntata parla di te. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Solo qualche minuto e due domande che restano addosso. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, e condivide quello che ha vissuto, non quello che sa.

    IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE

    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone. Le canzoni portano la firma di SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions.

    Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te: sono preziosi, non sprecarli.

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  • EP 13 · Note di coda
    2026/09/17

    Puntata 13: «Note di coda»

    C'è una versione di te che mostri al mondo e una che tieni solo per te. Quanto distano?

    La Puntata 12 si è chiusa dentro un'immagine precisa: il caos che ti spoglia, che non ti lascia più l'energia per tenere in piedi le maschere. È da lì che parte la Puntata 13: da quella nudità improvvisa, da quella distanza che scopri tra chi sei davvero e chi mostri agli altri.

    Il tema di oggi non è l'apparenza da convegno, non è una lezione sui social. È qualcosa di molto più intimo: la fatica di essere una persona fuori e un'altra dentro. E soprattutto la fatica di togliersi la maschera, quando ci si è abituati a portarla.

    Il cuore della puntata è una metafora sensoriale: quella del profumo. Le note di testa, quelle che colpiscono subito, che dicono buono, troppo dolce, troppo forte e le note di coda, quelle che restano nell'aria anche quando non ci sei più. L'apparenza è sempre una nota di testa. La sostanza è quello che rimane.

    Il racconto è duplice, come sempre in Sottopelle. C'è l'esperienza vissuta: il film The Family Man, con Nicolas Cage, e la voce dell'ex-moglie che diceva «sotto sotto sei il manager anaffettivo» non un'identità, ma una maschera costruita dalle circostanze, indossata così a lungo da smettere di sentirne il peso. E c'è la canzone nata dalla stessa distanza: Troppo Rumore, già ascoltata in altre puntate ma raccontata qui da un'angolazione nuova non più l'anniversario dell'infarto, ma il rumore che resta quando la nota di testa finisce. «Stessa vita in vetrina, scorri, clicca, cambia nome, tanto non cambia niente» e poi il verso più onesto del brano: «forse sono io, forse è tutto fake». Non un'accusa. Un risveglio.

    Anche una critica ricorrente al libro quel «linguaggio quasi diaristico» diventa qui chiave di lettura: è proprio la nudità a far scrivere ai lettori «è come se avessi letto qualcosa di mio».

    Un avviso: la puntata di oggi è un po' più lunga del solito il tema aveva bisogno di più spazio per essere raccontato bene. Vale la pena restare.

    Il gancio verso la Puntata 14 nasce proprio da qui: quando finalmente ti riconosci, quando torni alla versione più vera di te, arriva il momento più difficile capire che non ce la fai da solo, e che chiedere aiuto non è una sconfitta, ma il gesto più onesto che esista.

    Sei minuti per sentirti anche se oggi sono qualcuno in più. Due domande da portare con te.

    LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA

    • C'è una versione di te che mostri al mondo e una che tieni solo per te. Quanto distano?
    • Hai mai fatto una scelta che non ti apparteneva solo per sembrare all'altezza delle aspettative di qualcun altro?

    LA CANZONE: Troppo Rumore, estratto dalla traccia originale firmata SA.MA

    PERCHÉ ASCOLTARLA
    Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Solo qualche minuto e due domande che restano addosso. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, e condivide quello che ha vissuto non quello che sa. Se cerchi uno spazio onesto in cui fermarti per davvero, questa puntata è per te.

    IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE
    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone. Le canzoni portano la firma di SA.MA. Un podcast di e con Massimiliano Sartini. Non per stare meglio: per sentire. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions.

    Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te — sono preziosi, non sprecarli.

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