EP 14 · Le mani che raccolgono
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Puntata 14: «Le mani che raccolgono» — Chiedere aiuto
Perché chiedere aiuto è così difficile? E perché, proprio quando non ce la fai più, continui a ripetere «ce la faccio da solo»?
Per anni ho pensato che farcela da solo fosse la misura di quanto valevo. Poi un giorno il peso era lo stesso di sempre. Ero io che non ero più lo stesso.
La Puntata 13 si era chiusa su una frase: a un certo punto ti accorgi che non ce la fai da solo. La Puntata 14 riparte esattamente da lì, dal momento più difficile da ammettere.
Non è una puntata che ti spiega come si chiede aiuto. Niente consigli, niente tecniche. È il racconto di uno che per anni non ci riusciva: la paura di essere una delusione, il bisogno di dimostrare di non avere bisogno di nessuno, una gabbia costruita con le proprie mani, mattone dopo mattone. E nel periodo più buio, l'istinto di sempre: fare da solo.
Mio padre, a modo suo, me l'aveva detto: si può chiedere aiuto, non è una vergogna. Il problema non era lui. Ero io. È la parte più scomoda: scoprire che certe gabbie nessuno ce le impone. Ce le costruiamo da soli. E poi non sappiamo nemmeno quando le abbiamo chiuse.
Poi, due forme di fiducia. Qualcosa: la pratica buddista, che non porta il miracolo ma la lucidità di vedere la cosa giusta da fare. E la cosa giusta, quella volta, aveva un indirizzo preciso: lo studio di uno psicologo. E qualcuno: Perla, che una parte di quel peso la stava già portando, in silenzio, senza chiedere il permesso. Nella cena pronta quando non c'era fame. Nel non chiedere niente quando non c'erano risposte da dare.
In mezzo, la canzone: Sfiorami, scuotimi, salvami, in due estratti dalla traccia originale. «Sono pezzo, sono scheggia»: il momento in cui ti disfi. «Le tue mani sono luce, calore, raduno, mi raccolgono pezzo a pezzo»: il momento in cui qualcuno ti raccoglie. Non una guarigione, una ricomposizione. Diverso, non uguale. Intero, non perfetto.
Quello che resta non è una lezione. È una possibilità: il peso non diventa più leggero. Diventa diviso.
E la settimana prossima, un paradosso: a volte, per dire le cose più vere, non usiamo la nostra voce. SA.MA, una voce artificiale, e perché non è un modo per nascondersi.
Sei minuti per sentirti. Due domande da portare con te, e una terza, la più diretta finora: c'è qualcosa che stai portando da solo, adesso, che forse non dovresti portare da solo?
LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA
- Chiedere aiuto ti è mai sembrato una sconfitta? E se sì, era davvero una tua convinzione o la paura di deludere qualcuno?
- C'è qualcuno che ti ha aiutato in un momento difficile senza che tu glielo chiedessi? E in quel momento, te ne sei accorto?
LA CANZONE: Sfiorami, scuotimi, salvami, estratti dalla traccia originale firmata SA.MA
PERCHÉ ASCOLTARLA
Se ti sei mai detto «ce la faccio da solo» anche quando non era vero, se hai mai rimandato una telefonata, un messaggio, una richiesta, per non sembrare debole, questa puntata parla di te. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Solo qualche minuto e due domande che restano addosso. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, e condivide quello che ha vissuto, non quello che sa.
IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE
Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone. Le canzoni portano la firma di SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions.
Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te: sono preziosi, non sprecarli.
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