Capitoli
0:00 Il DITO PUNTATO: RICONOSCERE IL GIUDIZIO NELLE RELAZIONI▫ Posizioni esistenziali: io OK-tu OK, io OK-tu non OK, io non OK-tu OK, io non OK-tu non OK▫ Tre stati dell'io: Genitore (regole e giudizi), Bambino (emozioni e adattamenti), Adulto (discernimento e libertà)▫ Il giudizio come difesa da una ferita interna: sentirsi inadeguati dentro porta a svalutare fuori▫ Ambiti dove osservare il proprio giudizio: lavoro, famiglia d'origine, coppia, amicizie
13:45 IL REGISTRATORE INTERNO: COSA ABBIAMO ASSORBITO DA PICCOLI▫ Registrazione automatica nei primi 5 anni: regole, ammonimenti, opinioni, pregiudizi▫ Messaggi armonici: genitori allineati creano sicurezza interiore▫ Messaggi discordanti: uno approva, l'altro vieta, generano ambivalenza e blocchi da adulti▫ Genitore normativo-severo vs genitore affettivo-accogliente: due facce dello stesso stato▫ Standard severi e perfezionismo come eredità del giudizio ricevuto
24:00 RICONOSCERE QUANDO IL GENITORE INTERNO STA PARLANDO▫ Parole chiave: sempre, mai, tutti, è ridicolo, si fa così e basta▫ Tono autoritario, condiscendente, che chiude il dialogo▫ La contaminazione: l'Adulto accetta dati del Genitore senza verificarli (origine dei pregiudizi)▫ Regole cristallizzate fuori contesto: ripetere automaticamente ciò che dicevano i nostri genitori▫ Il lavoro interiore di discernimento: questo è mio o l'ho solo registrato?
34:50 TRANSAZIONI COMPLEMENTARI E INCROCIATE: CHI PARLA A CHI▫ Transazione complementare: Adulto-Adulto, comunicazione fluida e paritaria▫ Transazione incrociata: domanda da Adulto, risposta da Genitore severo, dialogo si blocca▫ Riconoscere da quale stato rispondo: sto svalutando l'altro o sto dialogando?▫ Il conflitto nasce quando non siamo allineati sullo stesso livello▫ Possibilità di scegliere consapevolmente da quale parte rispondere
46:50 DALL'AUTOMATISMO ALLA SCELTA: FERMARSI PRIMA DI REAGIRE▫ Osservazione come spazio di libertà: riconoscere rabbia, frustrazione, nervoso prima di agire▫ Stop tra lo stimolo e la reazione: accorgersi che sta nascendo il giudizio▫ Scegliere la parte Adulta: osservare il fenomeno, ricordare gli accordi, fare richieste chiare▫ Comunicazione alla pari vs dito puntato: stesso messaggio, relazione preservata▫ Evitare escalation e liti mantenendo clima sereno pur ribadendo i propri bisogni
52:30 ESERCIZIO PRATICO: OSSERVA IL TUO DITO PUNTATO▫ In quali contesti tendo a giudicare di più: famiglia, lavoro, amicizie?▫ Quali parole uso quando giudico: sempre, mai, tutti sanno, è ridicolo▫ Cosa sto cercando di ottenere: conferma che valgo più dell'altro?▫ Quello che penso è mio o l'ho registrato dai miei genitori?▫ Scoprire che si possono avere relazioni sane senza stare col dito puntato
DESCRIZIONE
VI È MAI CAPITATO DI PUNTARE IL DITO CONTRO QUALCUNO E POI CHIEDERVI: MA PERCHÉ SONO STATO COSÌ DURO?
OPPURE DI SENTIRVI GIUDICATI PER UNA COSA DA NIENTE E RIMANERE BLOCCATI IN QUEL SENSO DI INADEGUATEZZA?
A volte lo facciamo noi. Una cosa da niente. Un piccolo errore dell'altro. E noi esplodiamo: "Ma possibile che tu faccia sempre così? Non impari mai niente!" Dito puntato, tono alto, giudizio netto. A volte lo subiscono noi. Facciamo qualcosa in modo diverso, prendiamo una decisione nostra. E l'altro: "Ma come hai fatto? Io al posto tuo non avrei mai... Sei sempre il solito!"
E ci sentiamo piccoli, sbagliati, inadeguati.In entrambi i casi ci chiediamo: chi stava davvero parlando in quel momento?Continuiamo il nostro viaggio dentro le tre parti di noi – e questa volta andiamo a fondo su quella che spesso prende il controllo: il Genitore interno.
Quella voce che dice "sempre", "mai", "devi", che giudica, che punta il dito. Che a volte usiamo noi per sentirci superiori. Che a volte gli altri usano con noi facendoci sentire non OK. E che spesso nasconde un Bambino ferito che cerca solo di proteggersi.
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