エピソード

  • Castrovillari, 5 luglio da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    2026/02/27
    Alle nove del mattino

    Il sonno mi ha restituito un po' di forze e di coraggio e voglio raccontarvi le mie sciagure!
    Il 2 luglio ho lasciato il signor M. a Catanzaro per recarmi a Cosenza, attraverso la foresta della Sila, così famosa già nell'antichità.
    Essa occupa una grande distesa di montagne e i suoi castagneti ombreggiano prati, ruscelli e circondano dei villaggi così freschi che è difficile credere che questi luoghi tanto simili agli altipiani della Svizzera si trovino alla stessa latitudine della Sicilia.
    La foresta oggi serve da rifugio agli ammalati ricchi di Cosenza e dai poveri briganti di tutta la Calabria: è un ospedale e un coro.
    L’ho attraversata senza incidenti, affascinato dalla purezza dell'aria e dalla bellezza della vegetazione.

    Luoghi narranti narrati e citati: Catanzaro - Cosenza - Montalto (Uffugo) - Rogliano - Spezzano (Albanese) - Tarsia - Castrovillari - Sibari - Napoli - Lagonegro

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    La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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    38 分
  • Castrovillari, 4 luglio da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    2026/02/27
    Alle due pomeridiane

    Se la mia mano tremante, i miei occhi stanchi e la mia testa vuota mi consentiranno di scrivere, vi racconterò cosa mi ha ridotto nello stato in cui mi trovo.
    Non avevo mai sentito nulla di simile al caldo infernale che fa nella Vallata che conduce da Cosenza a Castrovillari!

    Luoghi narranti narrati e citati: Cosenza - Castrovillari

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    La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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    2 分
  • Quando scende la notte a Orune da «Tutto il miele è finito» viaggio in Sardegna di Carlo Levi
    2026/02/27
    Quando è scesa la notte, a Orune, e il vento arriva a gelido da Santandria, e pare risalga il monte come qualcuno che corra su per l'erta con un suo fascio di spine pungenti, e le pozze d'acqua per terra si ricoprono di una crosta di ghiaccio che scricchiola sotto i piedi, al lume giallastro dei radi fanali, e chi si incontra per via invita a bere qualcosa, ci si rifugia volentieri, intirizziti, in un bar.
    Si resta in piedi a parlare, aspettando il bicchierino; i giovani parlano dei luoghi lontani dell'emigrazione, della crisi della pastorizia, delle riunioni per il piano di Rinascita, delle vicende del paese.

    Luoghi narranti narrati e citati: Orune - Bitti - Olbia - Nuoro

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    L'ultimo reportage di viaggio scritto da Carlo Levi è dedicato al suo incontro con la Sardegna che visita due volte, a 10 anni di distanza, nel maggio del 1952 e nel dicembre del 1962. Le riflessioni che trascrive nel suo diario raccontano una terra con i suoi miti e i suoi archetipi immutabili, una Sardegna di pietre e di pastori, ma anche una terra in cui si avverte il cambiamento della storia, una realtà che non è immobile.

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    15 分
  • Stilo, 27 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    2026/02/26
    Sono quattro giorni che non tocco penna. Ero troppo attonito è troppo triste per scrivere.Gli uomini, i luoghi, tutto ciò che ho visto mi è parso nuovo, singolare, diverso dal mondo dove ho vissuto fino a oggi.E, devo dirlo? Un terrore segreto mi assale quando penso a voi!Ora la sensazione di essere su un altro pianeta, che non vi rivedrò più.Quello che provo è nostalgia; non sto bene se non quando cammino, perché ogni passo mi avvicina a voi.Ma non appena bisogna mangiare, dormire, attendere, il mio cuore si chiude e la mia ragione si smarrisce!Ah, riguardatevi per me. Senza di voi il mondo sarebbe vuoto.L'estate avanza e la malaria ci assedia!Tutte le sere, come gli uccelli che guadagnano il proprio nido, cerchiamo un rifugio in cima alle rocce, in qualcuno di quei ripari che chiamano città e che i popoli della pianura hanno costruito ad altezze prodigiose per difendersi dalle incursioni dei barbari.Queste fortezze, che si innalzano come delle isole al di sopra dei flutti della malaria, oggi proteggono gli uomini non dai Saraceni, ma dalla peste: questo flagello dei paesi caldi è un diluvio invisibile che costringe le popolazioni a rifugiarsi sulle alture.Luoghi narranti narrati e citati: Stilo - Cattolica di Stilo (chiesetta bizantina citata erroneamente come chiesetta saracena) - Palmi - Casalnuovo (di Africo) - Gerace - Piana di Gioia (Tauro) - Seminara - Passo del Mercante - Stretto di Messina - Bagnara (Calabra) - Reggio (Calabria) - Capo Zefiro (o Capo Bruzzano) - Locri - Roccella (Jonica) - Tropea - CatanzaroSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Lettere dalla Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/02/lettere-dalla-calabria-del-1812-di.html La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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    44 分
  • Palmi, martedì 23 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    2026/02/26
    Finalmente abbiamo lasciato Reggio!
    Benché ci fossimo alzati alle quattro del mattino, non abbiamo potuto partire che alle otto.
    L'intendente, il sotto-intendente, il sindaco ed il comandante della piazza hanno esercitato tutta la loro autorità per quattro ore per procurarci quattro selle.
    Questo, in una città come Reggio, che si può definire la Parigi della Calabria!
    Interessare tutte le autorità di una provincia per ottenere delle selle!
    Basta questo per comprendere le difficoltà di un simile viaggio! Io sono abituato a qualsiasi tipo di difficoltà e sfido i calabresi più testardi a farmi perdere la pazienza.
    Ma la vivacità è l'attivismo sono delle qualità superflue in questo paese e anche pericolose, perché finiscono con lo scontrarsi con i pregiudizi di questo popolo.
    Nessuno qui impiega il proprio tempo.
    Esso non ha alcun valore e nessuno si rammarica di perderlo o di farlo perdere agli altri!

    Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Palmi - Cannitello - Scilla - Bagnara (Calabra) - Nicotera - Capo Vaticano - Casalnuovo (di Africo) - Gerace - Passo del Mercante

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    La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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    18 分
  • Orune uno dei luoghi della fantasia e della memoria «Tutto il miele è finito» di Carlo Levi
    2026/02/26
    Orune è per me uno dei luoghi della fantasia e della memoria; forse per il suono del suo nome, forse perché l'ho tenuta nella mia casa per anni nella sua forma di uccello, di snella, selvatica carroga dai neri occhi lucenti, con cui avevo finito, in qualche modo, per identificare quel paese, quei monti, quel vento d'aprile, e la «cucina vecchia», nera di antico fumo, e gli attitos, e le poesie, e balli sardi, e i pastori, e i ladri di pecore, e latitanti di un mondo archeologico è presente.
    Nella sua veste di uccello ritrovavo le voci dei pastori nelle capanne dal tetto di sughero, che ascoltano, soli, se stessi, di là dai tempi, cantando il «processo di Dio», e il vago suono metallico ronzante della lidelba, è la nobiltà dello sguardo boschivo di chi, non legato, guardi di fianco, pronto a celarsi, a muoversi e a fuggire.
    Quel paese è dunque per me un'immagine, una forma, un nome che unisce una realtà molteplice di animali e di pietre nell'immobile ondulare delle greggi del tempo.

    Luoghi narranti narrati e citati: Nuoro - Monte Ortobene - Orune

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    L'ultimo reportage di viaggio scritto da Carlo Levi è dedicato al suo incontro con la Sardegna che visita due volte, a 10 anni di distanza, nel maggio del 1952 e nel dicembre del 1962. Le riflessioni che trascrive nel suo diario raccontano una terra con i suoi miti e i suoi archetipi immutabili, una Sardegna di pietre e di pastori, ma anche una terra in cui si avverte il cambiamento della storia, una realtà che non è immobile.

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    16 分
  • Reggio Calabria, 21 giugno, a mezzanotte da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    2026/02/25
    È molto tardi per iniziare un racconto; ma non andrò a letto senza averli narrato quel che ho appena visto.
    Stasera sono uscito, alle nove, per respirare l'aria fresca e dolce della notte.
    Camminavo lentamente nel letto di un torrente asciutto, e che durante l'estate serve per la passeggiata degli abitanti di Reggio.
    La luna diffondeva una viva luce che delineava chiaramente i contorni delle palme egiziane ed edifici mezzo moreschi che circondano la città.
    Niente può eguagliare l'eleganza orientale di questi quadri notturni assai simili a dei disegni a china su carta colorata.
    Solo il cinguettio degli uccelli turbava il silenzio di questa notte maestosa e di maiocchi erano quasi costretti a posarsi sulla stella di Venere, il più brillante dei globi di fuoco sospesi nel cielo!
    Ero seduto sotto un gelso.Improvvisamente, udii in lontananza gli accordi di una chitarra.
    Tesi l'orecchio e avanzai verso il luogo da dove proveniva il suono, avendo cura di procedere sempre all'ombra degli alberi per paura che la vista di uno straniero facesse tacere il trovatore calabrese.
    Finalmente, lo scorsi sotto una terrazza, sulla quale c'era un gruppo di fanciulle avvolte in lunghi veli bianchi sedute accanto ad un gran fuoco di paglia.
    Uno dei divertimenti della gioventù calabrese, anche durante l'estate più tardi, è quello di accendere dei fuochi in certi giorni di festa e di danzarvi intorno.

    Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria)

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    La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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    5 分
  • Reggio Calabria, 21 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    2026/02/25
    Non mi rispondete mai. La nostra corrispondenza è zoppa, come dice la signora di Sévigné.
    Un vero amico, però, non è mai da disprezzare, fosse anche in capo al mondo, fosse a Reggio!
    Quando, penetrando nel suo cuore si trova l'amicizia, ci si sente rinascere.
    Credevate che saremmo partiti lunedì, come avevo scritto a mia madre.
    Non è affatto vero. Il signor M. ha un debole irresistibile per gli intendenti ed è rimasto imbrigliato con quello di Monteleone, il quale vuole offrirli un pranzo sontuoso.Sono proprio deciso a partire da solo se qualche altro invito lo tratterà oltre martedì.

    Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Monteleone (oggi Vibo Valentia)

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    4 分