エピソード

  • Bartels: Culto dell'antichità classica e gusto del pittoresco «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
    2026/05/06
    UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

    Bartels ha una grande ammirazione per le attività classica e per le sue manifestazioni artistiche.
    Il suo ideale di bellezza si identifica con l'elegante semplicità dell'arte greca intesa come gusto della sobrietà e senso dell'armonia e funge anche la lente attraverso cui filtrare momenti ed immagini del quotidiano.

    Luoghi narranti narrati e citati: Teatro di Taormina - Teatro di Siracusa - Seminara

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    Regione ai margini dei grandi itinerari del viaggio tardo-cinquecentesco e barocco, la Calabria viene toccata solo occasionalmente da quei viaggiatori che, in rotta verso Malta, approdano sulla sua costa tirrenica per ripararsi dalle burrasche e sfuggire ai pirati barbareschi. È col terremoto del 1783 che la Calabria balza all'attenzione richiamando viaggiatori da ogni parte d'Europa, compresi i tedeschi qui presi in considerazione.

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    5 分
  • Johann Heinrich Bartels: Le idee politiche «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
    2026/05/06
    UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

    La visione politica di Bartels si ispira ai principi dell'assolutismo illuminato.
    Buon governante è colui che opera nell'interesse della comunità promuovendo riforme e avendo sempre di mira il bene dei sudditi.
    Una delle spiegazioni più frequenti che il degrado della regione viene data dagli informatori locali - e Bartels la fa sua - è che al persistere di strutture feudali si affianca gli disinteresse colpevole del governo napoletano; e ciò non tanto per colpa del Re quanto per colpa dei suoi ministri e dei suoi funzionari che non lo informano sullo stato reale della regione e che fanno di tutto perché egli non vi si rechi in visita.

    Luoghi narranti narrati e citati: Nicastro - Castrovillari

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    Regione ai margini dei grandi itinerari del viaggio tardo-cinquecentesco e barocco, la Calabria viene toccata solo occasionalmente da quei viaggiatori che, in rotta verso Malta, approdano sulla sua costa tirrenica per ripararsi dalle burrasche e sfuggire ai pirati barbareschi. È col terremoto del 1783 che la Calabria balza all'attenzione richiamando viaggiatori da ogni parte d'Europa, compresi i tedeschi qui presi in considerazione.

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    6 分
  • Dettagli sulle usanze veneziane «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
    2026/05/06
    La stagione avanzava. Il nostro soggiorno a Venezia si era prolungato oltre i limiti prefissati dal nostro itinerario di viaggio. Rimandavamo la partenza di settimana in settimana, di giorno in giorno, e trovavamo sempre qualche buona ragione per rimanere. Invano, leggere nebbie cominciavano ad apparire al mattino sulla Laguna; invano, un improvviso acquazzone ci obbligava a ripararci sotto le arcate delle Procuratie o sotto il portico di una chiesa; invano, allorché passeggiavamo al chiaro di luna in Canal Grande, l'aria fresca della notte ci obbligava talvolta ad alzare il vetro della gondola e ad abbassare il drappo nero del felze; noi facevamo orecchio da mercante agli avvenimenti dell'autunno.Ci veniva sempre in mente un palazzo, una chiesa o un quadro che non avevamo visto.Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - Canal Grande - Chiesa di Santa Maria Formosa - Palazzo di Bianca Capello - Chiesa di San Zaccaria - (isola di) Mazzorbo - (isola di) Torcello - Accademia delle Belle Arti - Piazza San Marco - Palazzo Ducale - Caffè Florian - Gasthoff di San Gallo - Chiesa di San Marco - Campanile (di San Marco) - Loggetta del Sansovino - Torre dell’Orologio - Libreria Vecchia [Biblioteca Marciana o Libreria di San Marco]Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggio in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggio-in-italia-di-theophile-gautier.html Partire per il viaggio in Italia nell'agosto del 1850, come fece Théophile Gautier, non era più, a dire il vero, un atto fashionable. Dopo tanti pellegrinaggi compiuti sulle orme di Goethe, di Byron o di Stendhal, il turismo di massa era ormai saldamente radicato nella penisola e lo scrittore-turista correva il rischio di incrociarvi più redditieri che veri e propri artisti. Lo scrittore si mise in viaggio nei primissimi giorni d'agosto del 1850, provvisto di un sostanziale viatico accordatogli dal giornale; era stato infatti stipulato come rimborso la stesura in loco di una serie di feuilletons con le impressioni di viaggio, già annunciata ai lettori di «La Press».In effetti quel viaggio verso l'Italia è innanzitutto, agli occhi di Gautier, un pellegrinaggio alle fonti della bellezza, un ritorno ai sacri sentieri dell'arte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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    25 分
  • Johann Heinrich Bartels: Il brigante «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
    2026/05/05
    UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

    Nell'immaginario del viaggiatore straniero il brigante occupa, in riferimento alla Calabria, un posto centrale, anzi il calabrese è il brigante per eccellenza.
    Questo personaggio, quasi mai incontrato nella realtà, figura in vario modo in quasi tutte le relazioni di viaggio del tempo.
    Ad iniziare questo filone è, come noto, il Brydone col quale la figura del brigante si tinge di un misto di spirito cavalleresco e di ferocia.
    È così che ne riguardi del brigante si incomincia a provare, più che un senso di terrore, un senso di curiosità.

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    Regione ai margini dei grandi itinerari del viaggio tardo-cinquecentesco e barocco, la Calabria viene toccata solo occasionalmente da quei viaggiatori che, in rotta verso Malta, approdano sulla sua costa tirrenica per ripararsi dalle burrasche e sfuggire ai pirati barbareschi. È col terremoto del 1783 che la Calabria balza all'attenzione richiamando viaggiatori da ogni parte d'Europa, compresi i tedeschi qui presi in considerazione.

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    3 分
  • Johann Heinrich Bartels: La vita quotidiana «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
    2026/05/05
    UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

    Bartels è un osservatore attento delle manifestazioni della vita quotidiana in tutti i suoi aspetti.
    Intanto egli ha un'esatta percezione dell'organizzazione spaziale della vita sociale.
    Già a Morano, il primo centro calabrese visitato, nota come, ad eccezione dei ceti superiori, la gente comune trascorre gran parte della giornata all'aperto, davanti all'uscio di casa o nei vicoli, le donne mature con un copricapo di seta, blu o rosso, alla maniera turca, le ragazze col capo scoperto.
    Non mancano la notazione sulle consuetudini sociali, come la dote che una ragazza del popolo porta nel matrimonio: un vigneto o, a volte, solo qualche albero di gelso importante però nella conduzione di una piccola attività di bachicoltura. Interessanti sono pure le annotazioni sul linguaggio gestuale visto correntemente come parte integrante del sistema della comunicazione verbale.

    Luoghi narranti narrati e citati: Morano (Calabro)

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    Regione ai margini dei grandi itinerari del viaggio tardo-cinquecentesco e barocco, la Calabria viene toccata solo occasionalmente da quei viaggiatori che, in rotta verso Malta, approdano sulla sua costa tirrenica per ripararsi dalle burrasche e sfuggire ai pirati barbareschi. È col terremoto del 1783 che la Calabria balza all'attenzione richiamando viaggiatori da ogni parte d'Europa, compresi i tedeschi qui presi in considerazione.

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    8 分
  • Il Ghetto, Murano, Vincenza «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
    2026/05/05
    Un giorno giravamo a caso per gli angoli sperduti di Venezia, perché amiamo conoscere delle città qualcosa che va oltre la loro fisionomia ufficiale, disegnata, descritta e ovunque narrata, e siamo curiosi, una volta pagato il legittimo tributo di ammirazione, di sollevare la maschera monumentale che ogni città fa scendere sul suo volto, per dissimulare le proprie brutture e le proprie miserie. Di calle in calle, a forza di sbagliare strada, avevamo superato il Sestiere di Cannaregio, in una Venezia che non assomiglia affatto alla città civettuola degli acquarelli.Case mezze colorate con finestre chiuse da assi, campi deserti, spazi vuoti, dove asciugava la biancheria stesa sulle corde, e dove giocavano bambini cenciosi, spiagge aride sulle quali i calafati raddobbavano le barche in dense nuvole di fumo, chiese abbandonate e distrutte dalle bombe austriache, di cui alcune alcune erano venute a scoppiare in quell'estremo limite, canali dall'acqua verde e melmosa, sulla quale galleggiavano pagliericci vuoti e scarti di ortaggi, creavano un quadro di miseria, di solitudine di abbandono che faceva una penosa impressione.Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - Sestiere di Cannaregio - Canal Grande - Ghetto - Sinagoga - Cimitero Ebraico - (El) Puerto Santa Maria [Spagna] - Cimitero Arabo a Orano [Algeria] - Cimitero Cristiano nell’Isola di San Michele - Murano - Museo Correr - Palazzo Manfrin - FrezzeriaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggio in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggio-in-italia-di-theophile-gautier.html Partire per il viaggio in Italia nell'agosto del 1850, come fece Théophile Gautier, non era più, a dire il vero, un atto fashionable. Dopo tanti pellegrinaggi compiuti sulle orme di Goethe, di Byron o di Stendhal, il turismo di massa era ormai saldamente radicato nella penisola e lo scrittore-turista correva il rischio di incrociarvi più redditieri che veri e propri artisti. Lo scrittore si mise in viaggio nei primissimi giorni d'agosto del 1850, provvisto di un sostanziale viatico accordatogli dal giornale; era stato infatti stipulato come rimborso la stesura in loco di una serie di feuilletons con le impressioni di viaggio, già annunciata ai lettori di «La Press».In effetti quel viaggio verso l'Italia è innanzitutto, agli occhi di Gautier, un pellegrinaggio alle fonti della bellezza, un ritorno ai sacri sentieri dell'arte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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    25 分
  • Chiese, Scuole e Palazzi «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
    2026/05/04
    Anche San Francesco della Vigna, con il suo bel campanile bianco e rosso, merita di essere visitata.
    Vi è presso la chiesa un curioso chiostro, chiuso da grate di legno nero, che circonda una specie di cortile interno, infestato da malva selvatica, ortiche, cicuta, asfodeli, bardana e da altre piante che crescono tra le rovine e nei cimiteri, in mezzo alle quali si innalza una grotta a rocaille e a madrepore, abbastanza simile alle pietruzze di conchiglia che vengono vendute a Le Havre e a Dieppe.
    La grotta custodisce un effige di San Francesco in legno o in gesso colorato, un ninnolo devozionale, una cineseria gesuitica. Sotto le arcate umide e verdastre del chiostro, in mezzo a tombe lise dallo strofinio e a iscrizioni già illeggibili, abbiamo notato, su una lapide in pietra una gondola scolpita, dal rilievo un po' logoro ma ancora molto visibile. Ricopriva una tomba di gondolieri, come quella dei Zorzi di Cataro nella Chiesa di San Sebastiano; ogni traghetto aveva così il suo luogo di sepoltura.

    Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - San Francesco della Vigna - Chiesa di San Sebastiano - San Pantalon - Chiesa di Santa Maria della Salute - Hotel de l’Europe (ex) - Scuola di San Rocco - Canal Grande - Palazzo Vendramin-Calergi - Calle San Paternian - Palazzo Barbarigo

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    Partire per il viaggio in Italia nell'agosto del 1850, come fece Théophile Gautier, non era più, a dire il vero, un atto fashionable. Dopo tanti pellegrinaggi compiuti sulle orme di Goethe, di Byron o di Stendhal, il turismo di massa era ormai saldamente radicato nella penisola e lo scrittore-turista correva il rischio di incrociarvi più redditieri che veri e propri artisti. Lo scrittore si mise in viaggio nei primissimi giorni d'agosto del 1850, provvisto di un sostanziale viatico accordatogli dal giornale; era stato infatti stipulato come rimborso la stesura in loco di una serie di feuilletons con le impressioni di viaggio, già annunciata ai lettori di «La Press».In effetti quel viaggio verso l'Italia è innanzitutto, agli occhi di Gautier, un pellegrinaggio alle fonti della bellezza, un ritorno ai sacri sentieri dell'arte.

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    29 分
  • Johann Heinrich Bartels: Il carattere dei Calabresi «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
    2026/05/04
    UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

    Nel tratteggiare il carattere dei calabresi Bartels sottolinea in primo luogo la disponibilità umana e la generosità: «Ho parlato con molti calabresi, tutta gente forte, ben fatta, che si comporta amichevolmente, con premura ed è di una bontà toccante. Uno di loro, dall'aspetto molto povero, mi ha voluto lasciare il suo mantello per la notte, avendo visto che non c'erano coperte; un altro dopo aver calcolato i suoi tempi di lavoro, che contrariamente al suo desiderio non gli consentivano di accompagnarci, è corso dalla nostra guida per spiegargli con precisione tutti i luoghi pericolosi che avremmo trovato lungo il percorso. È così che fanno a gara per compensare con la buona volontà ciò che la povertà impedisce loro di fare».

    Luoghi narranti narrati e citati: Seminara - Pizzo (Calabro) - Castrovillari

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    14 分