エピソード

  • Quel Pinturicchio sembra appena dipinto «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
    2026/09/25
    È quasi impossibile chiedere di più ad un restauro, di quanto è stato ottenuto per gli affreschi del Pinturicchio nella cappella Baglioni di Santa Maria Maggiore a Spello.
    Lo stato in cui si trovavano era avvilente, perché una brodaglia marroncina era stata stesa sopra per uniformare, nel cospicuo magistero di uno sciagurato restauratore di molti decenni fa, i toni evidentemente troppo brillanti poi le infiltrazioni d'acqua, le muffe avevano fatto il resto.
    A vederli in quello stato, nessuno poteva immaginare che sarebbero tornati chiari e squillanti come quelli, di poco posteriore, della Libreria Piccolomini a Siena.
    Questi di Spello sono firmati e datati nel 1501, seguono quindi di poco gli affreschi Borgia e in genere quelli romani, eccettuata la Cappella Bufalini all’Ara Coeli, che è anteriore di un bel po' appunto.

    Luoghi narranti narrati e citati: Cappella Baglioni di Santa Maria Maggiore (Spello) - Spello - Libreria Piccolomini (Siena) - Cappella Bufalini all’Ara Coeli (Roma)

    Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.

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    6 分
  • Miracolo di Assisi «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
    2026/09/25
    Raramente accade di provare un'emozione così intensa da una visita ad un monumento che si conosce a menadito e che è stato solamente restaurato.
    Ma in quella «restauro» può annidarsi un abisso, spalancarsi una voragine.
    Solo che si pensi all'infame del restauro (ma perché usare questa parola onesta?) di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, vandalicamente storpiata, mutilata, avvilita.
    Tutto il contrario di quanto avvenuto nella Basilica inferiore ad Assisi, perché di questa si tratta, e che, dopo anni di intralci messi in opera dalla Corte dei Conti, l'Istituto Centrale del Restauro, con la Sovrintendenza alle gallerie dell'Umbria, ha restituito ad un fulgore che nessuno, io credo, poteva pensare che fosse neanche possibile, molto più che non si tratta di un fulgore posticcio, ottenuto con metodi subdoli e ridipinture insidiose, ma davvero è soltanto riportando alla luce le superfici pittoriche, quali, quasi miracolosamente, si erano conservate sotto uno spesso strato di polvere, carbonati, muffe.

    Luoghi narranti narrati e citati: Assisi - Santa Maria di Collemaggio (Basilica de L'Aquila) - Basilica inferiore (di San Francesco d’Assisi)

    Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.

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    10 分
  • La fontana delle 99 cannelle a L’Aquila «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
    2026/09/28
    Che questa fontana abbia a novantanove cannelle, né una di più né una di meno; che questo numero rispecchi quello dei castelli dalla cui unione, sotto Federigo, sarebbe nata L'Aquila, nel cuore d'Italia; sono tutte notizie che vanno da contorno ad una realtà così diversa da quella delle altre fontane, da rendere, questa, un esemplare unico che sta fra la fontana, i giochi d'acqua, il teatro.
    Ma la scena, in realtà, non è di dove si guarda; la scena è questo squadrato e irregolare trapezio datato nel 1272 e finito qualche secolo dopo, con i suoi getti sommessi, i suoi colori focati scambiati come in una scacchiera.

    Luoghi narranti narrati e citati: Fontana delle 99 cannelle - L’Aquila - Fonte Gaia di Jacopo della Quercia - Villa d’Este (Tivoli)

    Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.

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    6 分
  • La chiesa di S. Pietro ad Alba Fucense «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
    2026/09/28
    Non saranno molti a sapere dove si trovi un luogo dal nome così suggestivo come Alba Fucense; e si dice luogo, perché la città antica, a cui il nome corrispondeva, è scomparsa da un pezzo, e di quella medievale ben poche sono le rovine, seppure quanto mai romantiche, sull'alto cucuzzolo.
    Ma questa peregrina località che, per gli scavi condotti nel sito della città romana, e soprattutto per restauro felicissimo della chiesa di San Pietro, diverrà perfino una meta turistica, non è neppure di difficile accesso; a pochi chilometri da Avezzano, in due ore si raggiunge da Roma.
    Il luogo è di una grandiosità naturale e illimitata: forse da nessun altro posto è possibile vedere vicinissimo un monte così alto e grande come il Velino: parte dal suolo diritto come un muro.
    Intorno, la catena del Sirente, a grandi falcate, recinge pianori fitti di mandorle: quasi al centro spicca (e siamo più di mille metri) il colle su cui sorgono la chiesa di San Pietro e le rovine di Alba.

    Luoghi narranti narrati e citati: Chiesa di S. Pietro (Alba Fucens) - Alba Fucens - Ponte di Pavia - Ponte di Santa Trinita (Firenze) - Chiesa di S. Gereone (Basilica di Colonia) - Chiesa di S. Maria in Campidoglio (Basilica di Colonia) - Chiesa dei SS. Apostoli (Basilica di Colonia)

    Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.

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    13 分
  • Piombino «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
    2026/09/08
    PIOMBINO è stata elevata a Principato alla fine del Cinquecento.Così, per molti secoli, e attraverso tante vicende, Piombino restò come un'altra minuscola San Marino: e questo spiega come, seppure risentisse di Pisa, non appare proprio, anche per quel po' di arte che sia rimasto, terra Pisana.Due passi da Piombino, FOLLONICA è, si voglia o no, terra Senese e voleva entrare nella provincia di Siena, staccandosi da Grosseto, ma non ce l'ha fatta. Ma i senesi ci vanno lo stesso a fare i bagni, e Follonica sa industriarsi per rendersi sempre più sgradevole.Già non possedeva grandi bellezze, ma la spiaggia, il golfo-lunato con Punta Ala da una parte e Piombino dall'altra.Ed ecco che hanno costruito le case sulla spiaggia, e la passeggiata al mare è una passeggiata di tetti: il mare si vede appena sopra le tegole, come la corda tesa per il salto in alto.Ecco in che modo si è conciata Follonica, e perfino un grattacielo, provinciale, sgradevole e che si vede da tutte le parti.Credevo proprio non ci fosse nient'altro da osservare oltre queste edilizia sguaiata invece ecco che scappa fuori un monumento così curioso che è impossibile tacerne.È la chiesa, diavolo, dedicata a San Leopoldo.La chiesa ha tutto il pronao in ghisa, con un fregio, colato in ghisa, nel tenero ostile del Bartolini, che non sembra vero, sembra di sognare che sia in quella materia invece che nel marmo gelido e funerario che il tempo predilesse.È stata una bella idea di portarmi a SCARLINO: non ci avrei mai pensato, non ricordavo quanto fosse storico il luogo. Salirci e come arrampicarsi sul vello di una pecora, tanto son finiti gli ulivi, densi scuri, quest’ulivi leccini della Maremma.Si arriva ad un paesino tutto rimpastato nell'Ottocento, con le sue finestrine, i suoi portoncini, quel decoro che in Toscana sa sempre di fagioli lessi e di buongiornoalei. In fondo è bene che il nome di POPULONIA sia rimasto solo a quel minuscolo paesino in alto sul promontorio, col suo cassero, il suo maschio, le sue stradette pulite, e sotto, i boschi e tanti ulivi. È bene che, sul mare, abbia cambiato nome e si chiami Baratti, un nome qualunque, da tre braccia una lira, e anche un po’ cialtrone, come si addice al tono della Maremma.Ma quando si arriva là, si resta senza fiato. A SUVERETO c'è lo stupido grattacelino che sconcia il profilo povero e antico del paese. Poi, subito all'ingresso, una chiesetta sul genere del San Giovanni di Campiglia, forse più antica, ma meno ornata.Ma il paese è grazioso.In alto ha un Palazzo Comunale con una scala esterna assai bella, nel disinvolto uso di archi di vario raggio e di colonne ora più alte ora più basse.E poi diverse case che rivelano la struttura tipica delle case-torri pisane, con i montanti di pietra e fra mezzo le finestre, polifore a Pisa, modestamente bifore a Suvereto.Luoghi narranti narrati e citati: Elba (isola) - Isola d’Elba (storia) - Cavoli (spiaggia) - Rodi (isola) - Piombino - Porto Azzurro (Portolongone) - Follonica - Scarlino - Cala Martina - Populonia - Baratti - Maremma - Tomba dei Carri (Necropoli di Populonia) - Campiglia Marittima - Suvereto - Massa (Marittima) - S. Gimignano - CertaldoViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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    33 分
  • Ultimo lembo di Maremma «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
    2026/09/09
    Un fiume largo immobile come un canale olandese, e l'Olanda occhieggia anche dalla piana livellata, dagli argini rialzati: ma ci sono monti azzurrognoli all'orizzonte e un cielo di un celeste tenero e terso, già simile al Meridione.
    Siamo in Maremma, non in Olanda.
    L'acqua dell'Ombrone, così devastatrice quando è in piena, ora non è neppure melmosa, e riflette la luce in modo estatico, laminare, anche solenne.
    Perché solenne è questo ultimo lembo di Maremma, dove si arriva per una strada di sassi e il mare non si vede finché non si è sulla battima, e un vento fresco di maestrale flagella gentilmente.

    Luoghi narranti narrati e citati: Maremma - Padule della Trappola - Abbazia di San Rabano - Punta Ala - Parco del Circeo - Parco Nazionale d’Abruzzo - Parco del Gennargentu - Parco dell’Uccellina

    Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.

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