エピソード

  • Da Frosinone alla Fiat, dalla Fiat a Queen Car con Mario Verna - Fondata in Piemonte
    2026/10/07
    I bisnonni di Mario Verna scendono dall'Appennino ai tempi della bonifica della Maremma, ricevono la terra e la coltivano: la bisnonna fa il formaggio, il bisnonno toglie le pietre dai campi con il carretto. Suo padre, abruzzese, ha uno studio di ingegneria a Frosinone, sua madre è toscana. Mario cresce lì, smonta le macchinine senza saperle rimontare, studia ingegneria impiantistica a Cassino per continuare lo studio paterno. Nel 2001, appena laureato, riceve una telefonata da Torino: una selezione nella Fiat Auto. Tre prove, test psicoattitudinali, otto ore di assessment e un colloquio con un membro del consiglio di amministrazione, e il 2 novembre 2001 comincia. Resta in Fiat e poi in FCA fino al 2017: acquisti, auto usate, area manager, direttore d'area, direttore del Motor Village di Milano, responsabile della logistica per l'Italia, con otto traslochi in 16 anni. Poi tre anni alla guida di SsangYong per Italia e Austria. Dopo il lockdown sceglie un'impresa di famiglia: oggi è amministratore delegato e direttore generale di Queen Car, concessionaria torinese con tre saloni. In questa puntata: la selezione del 2001, con otto persone attorno al tavolo, quattro valutatori che ruotano e otto ore di casi inventati; i tre mesi all'Isvor, con due settimane in tuta blu a montare i paraurti della Punto e due ad ascoltare i reclami dei clienti in cuffia; la stretta di mano all'Avvocato, seduto davanti a lui in seconda fila agli auguri di Natale del Lingotto, con il bastone e il tweed; il padre che gli dice «vai» perché quell'occasione non l'aveva né cercata né voluta; le piattaforme di sviluppo dell'Alfa Romeo ad Arese, dal disegno del centro stile al motore che incontra la scocca, e la macchina accesa a fine linea; perché secondo lui l'epoca Marchionne è stata un'epoca italiana, con Pomigliano e Melfi ristrutturati e nessuno stabilimento chiuso; la Corea del Sud, 60 milioni di abitanti di cui 20 a Seul, e la capacità di essere popolo; i tre trolley pronti nella casa torinese durante il lockdown; perché oggi si compra un'auto come la comprava il nonno; la chioma che è l'esito della radice, e i cipressi nei cimiteri; la narrazione da Instagram senza fatica e senza cadute, e la storia che va prima vissuta e poi raccontata; l'intelligenza artificiale come strumento e non come fine; e cosa succede quando, nei momenti di solitudine di una vita di traslochi, ti chiedi come sarebbe andata se fossi rimasto a Frosinone con tuo padre. Il suo oggetto è un regolo calcolatore, quello degli studi universitari del padre, con la custodia rotta dal tempo. Lo porta sempre con sé perché per lui è il senso del progresso: prima dell'azione serve il pensiero, e la differenza tra mezzi e fini decide come gestiamo le nostre vite. E il suo lascito ai ragazzi in una frase: «Cercate di trovare interessante quello che fate prima di immaginare che l'interessante sia altrove.»

    Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast.

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    48 分
  • Irene Mesturino: sessant'anni di sipario e un teatro tenuto in piedi - Fondata in Piemonte
    2026/10/03
    Giuseppe Erba nasce in una famiglia di vivaisti: il padre Carlo Ernesto era il vivaista del re. Da giovane corre tra le serre e propone giardini nelle ville, poi conosce sua moglie Elda portando a casa di lei un alberello di Natale. Nel dopoguerra, quando la gente ha bisogno di ridere, entra nel mondo dei cinema, ne costruisce uno e lo chiama Flora. Poi passa al teatro: contribuisce alla ricostruzione dell'Alfieri e porta a termine quella del Regio, che inaugura il 10 aprile 1973 con I vespri siciliani, regia di Maria Callas e Raina Kabaivanska in scena. Sua nipote Irene Mesturino ci è nata in mezzo. È figlia di Germana Erba, che crea il liceo per danzatori, attori e cantanti che oggi porta il suo nome, e di Gian Mesturino, architetto, scenografo, preside e attore. Nel 1994, finita la maturità, il padre le chiede una mano per l'estate: portare duemila giovani a teatro. Un anno dopo Torino Spettacoli ottiene dal ministero il riconoscimento di teatro stabile privato di pubblico interesse, pochi giorni prima che Giuseppe se ne vada. Irene è ancora lì, da 32 anni. Oggi condivide la direzione artistica con Girolamo Mangione, e il Teatro Erba, quello rimasto alla famiglia, è tornato a dedicarsi alle produzioni della compagnia. In questa puntata: il 1969, quando il cinema Flora diventa teatro e i camerini non sono pronti, così Vittorio Gassman e Renato Rascel si cambiano nella stanza degli ospiti dei nonni; perché Germana si chiama Germana, e il trucco dei bigliettini nel raccoglitore; il Gioiello, chiuso per dieci anni con il manifesto del Portaborse in facciata e rinato nel 2000 con la formula del long running, mentre Forbici Follia è arrivato al 26° anno; i biglietti venduti dal cantiere, con l'abito da sera sopra gli stivaloni di gomma; il porta a porta nelle fabbriche e la risposta «ma signorina, si figuri se io vado a teatro»; il passaggio nel 2022 di Alfieri e Gioiello a un imprenditore romano arrivato dalla finanza e innamorato del teatro attraverso la formazione; Gelindo, il pastore monferrino che Gian riporta in scena a ottant'anni, e il teatro portato nelle parrocchie e nelle RSA senza pubblicità; vent'anni di Plauto e il libro in preparazione per la prossima stagione; perché l'Erba, dicono gli spettatori, è come andare a pranzo dallo zio; gli spettatori ambasciatori e i giovani in platea il sabato sera alle 21; e come si prende in mano un teatro quando chi l'ha costruito ti ha lasciato una squadra. Il suo oggetto è una balena, regalo di piccoli spettatori. Viene da quella vera che Giuseppe Erba portò nelle piazze di tutta Italia negli anni Cinquanta, su un autotreno costruito apposta, passando la dogana di notte con i doganieri avvertiti di non avvicinarsi troppo perché poteva mordere. Oggi è la balenottera con rossetto e mascara di Torino Spettacoli, e la sala dell'Erba ha la forma della sua pancia. E il lascito dei suoi in una frase: «Il domani non mi fa paura, perché il domani siete voi.»

    Per scoprire la stagione del Teatro Erba: torinospettacoli.com

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    1 時間 3 分
  • Alessandro Rondoletto apre la prima farmacia per animali - Fondata in Piemonte
    2026/09/28
    Alessandro Rondoletto, amministratore di PARA.FARMA SRL a Torino, dopo anni di consulenza per farmacie e parafarmacie apre la prima farmacia dedicata agli animali della regione. Nella puntata racconta perché ha scelto un mercato ancora vuoto in Piemonte e cosa cambia rispetto a una parafarmacia tradizionale.

    Con Orazio Ventimiglia. prodotto da torinopodcast.com

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    49 分
  • 20 anni dopo, l'80% dei negozi di Torino ha ancora il gradino — Giovanni Ferrero, CPD
    2026/09/25
    Paolo Osiride Ferrero prende la poliomielite a pochi mesi, nel 1938, quando il vaccino esiste ma in Italia non è ancora arrivato. Il nonno gli mette in mano una fisarmonica, perché la gente guardi quello che fa e non quello che è. Diventa un bambino prodigio, poi tenore del Coro Rai: primo disabile assunto, dopo che il direttore del coro disse alla commissione che scartare il migliore sarebbe stato un errore. Negli anni successivi costruisce la Consulta per le Persone in Difficoltà.Suo figlio Giovanni ci entra quasi per sbaglio. Prima lascia l'università, va via di casa a vent'anni, vende multiproprietà suonando i campanelli — e scopre solo molto più tardi di essere fortemente DSA. Poi una giornata al Palaruffini, migliaia di bambini con e senza disabilità che fanno sport insieme, e la certezza che quella era la sua storia. Oggi dirige un'organizzazione con 18 dipendenti, una dozzina di collaboratori e circa 200 volontari, 2,5 milioni di entrate da bandi l'anno, 700 famiglie seguite ogni mese dopo l'onda lunga del Covid.In questa puntata: com'è nato Turismabile, il progetto che ha smesso di parlare con l'assessore alle politiche sociali per andare da quello al turismo — e perché il Piemonte è oggi la regione italiana che lavora meglio sul turismo accessibile; perché a vent'anni di distanza la mappatura dice ancora che l'80% dei negozi di Torino non è accessibile; lo spot con Fabio Cannavaro in carrozzina che Luciano Moggi fece riscrivere in una mattina; perché Giovanni parla di apartheid 2.0 quando un ingresso ha i gradini e quello "per disabili" sta sul retro; la differenza fra inclusione e disability washing; perché la frase storica «nulla su di noi senza di noi» andrebbe completata con «con competenza»; il bambino di sette anni in divisa da vigile con la paletta del CPDillo davanti ai parcheggi della scuola; e cosa succede quando un ex presidente dell'aeroporto di Caselle e di Intesa Sanpaolo Innovation Center si ritrova, da presidente della Consulta, dall'altra parte del tavolo a chiedere fondi.Il suo oggetto è se stesso: la polo del CPD, seconda pelle. E il lascito del padre in una frase: «Non possiamo essere quelli dei fuochi d'artificio. Il giorno dopo rimane tutto come prima. Dobbiamo essere la goccia che cade ogni giorno sulla pietra.»Per sostenere la Consulta o diventare volontario: cpdconsulta.it

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  • 70 anni di pubblicità da Torino: dal Carosello al QR code — Paolo Bussolino
    2026/09/22
    Nel 1956 due ragazzi di 23 anni senza una lira aprono un'agenzia di pubblicità a Torino, in un Paese dove quel mestiere quasi nessuno sapeva cosa fosse. Uno era Giovanni Bussolino, che gestiva un bar in centro aprendo alle 4:30 del mattino. Settant'anni dopo, quell'agenzia è ancora lì: 20 persone, e un posizionamento che non ha mai cambiato.Paolo Bussolino guida oggi Bussolino Sistemi di Comunicazione e fa direct response marketing da quasi 40 anni: non la pubblicità che si fa ricordare, ma quella che chiede una risposta subito. Coupon sui giornali, mailing cartacei testati dalla versione A alla G, campagne abbonamenti per Mondadori quando aveva un milione di abbonati, spot in TV con numero verde e QR code per Telethon, Lega del Filo d'Oro, Progetto Arca, Save the Children, UNICEF, UNHCR. E la CEI, primo cliente del terzo settore, rimasto per 30 anni: il primo spot dell'8×1000 è loro, con un casting fra sacerdoti veri perché «se fai vedere un prete, quello deve essere un prete».In questa puntata: perché la TV in calo di ascolti è oggi la miglior alleata del web; perché il costo contatto televisivo alle 11 del mattino regge il confronto con quello online; come funziona Live Report, la piattaforma che dal 2010 dice quanti QR code sono stati inquadrati canale per canale; perché il loro interlocutore non è quasi mai il direttore marketing ma l'amministratore delegato; cosa insegnavano i retori del V secolo a.C. che vale ancora oggi; quando un testimonial funziona e quando è solo il segno che non avevi un'idea migliore; e come si celebrano 70 anni con «Connessioni di luce», il concorso per artisti under 35 nato da una polemica interna sull'albero di Natale dell'agenzia, la cui installazione vincitrice si accende a ottobre sul balcone di via San Francesco da Paola.L'oggetto che ha portato: una calcolatrice tascabile. «Una di quelle che ho dimenticato sul tavolo di molti clienti.»

    Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast: il primo e unico podcast che racconta la passione dietro le imprese di questo territorio.

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  • Non aveva mai fatto una torta. Oggi è 3 boutique e 400 matrimoni l'anno - Fabrizio Racca
    2026/09/18
    Fabrizio Racca esce dal Politecnico di Torino con una laurea in design del prodotto e nessuna torta alle spalle. La sua formazione da pasticcere dura tre ore e mezza: un professionista passa in laboratorio, gli lascia quattro ricette e se ne va. Da lì traduce tutto in percentuali, come farebbe un progettista, e si paga otto anni di prove ed errori.
    Nel 2015 apre la prima boutique in via Gorizia, a Santa Rita: il quartiere più sbagliato possibile per la pasticceria contemporanea, scelto apposta. Per mesi la gente guarda le vetrine e non entra. A farla entrare è sua madre, in piedi sulla porta a parlare con chi passa, per due anni.
    Oggi sono tre boutique a Torino, un laboratorio a Collegno, 27 persone, oltre 40 stagisti l'anno da tutto il mondo e più di 400 matrimoni.
    In questa puntata: perché la monoporzione da 100 grammi è un veicolo di emozioni e non un dolce, la scatola disegnata come un gioiello, il temporary all'aeroporto di Caselle, una masterclass da 40 posti andata sold out in quattro secondi, e perché il futuro non è il delivery ma l'esperienza.

    Fondata in Piemonte racconta le imprese che nascono e restano qui, con chi le ha costruite.

    Con Orazio Ventimiglia, prodotto da Torino Podcast

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  • MoreNews: da Cuneo ha costruito il gruppo editoriale più letto del Nord Ovest - Enrico Anghilante
    2026/09/14
    Enrico Anghilante ha fondato MoreNews, il gruppo di testate online che da Cuneo è arrivato a coprire Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Ha iniziato a fare impresa mentre studiava legge, in un settore che tutti davano per finito: l'editoria locale. Oggi le sue testate sono il modo in cui una parte del Nord Ovest legge le notizie del proprio territorio, e la stessa logica l'ha portata nello sport, dal volley al basket. In questa puntata parliamo di come si costruisce un gruppo editoriale restando in provincia, di perché il territorio è un vantaggio e non un limite, e di cosa serve per far crescere un'impresa lontano dai centri.

    Fondata in Piemonte racconta le imprese che il Piemonte lo hanno scelto.

    Con Orazio Ventimiglia.

    Prodotto da Torino Podcast.

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  • Bicerin, il liquore che Torino beve dal 1930 - Luca Vincenzi
    2026/09/10
    Nel 1930 Ferdinando Vincenzi apre in Borgo San Paolo, in via Cesana, un laboratorio per produrre un liquore che non esisteva: cacao, crema e nocciola del Piemonte al posto del caffè della ricetta settecentesca. Quel liquore si chiama Bicerin, e oggi è uno dei prodotti più riconoscibili di Torino nel mondo. In questa puntata di Fondata in Piemonte parliamo con Luca Vincenzi, quarta generazione della famiglia, che guida le Distillerie Vincenzi insieme al fratello Andrea. Una ricetta rimasta segreta per quasi un secolo, la scelta di certificare il Bicerin kosher nel 2012, l'export in oltre 40 paesi e cosa vuol dire portare avanti un'azienda di famiglia senza trasformarla in un museo. Nel maggio 2025 il Comune di Torino gli ha assegnato la Benemerenza Civica.

    Fondata in Piemonte racconta le imprese e le realtà che questa terra ha costruito, una conversazione alla volta.

    Con Orazio Ventimiglia. Un progetto Torino Podcast.

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    54 分