『Da Frosinone alla Fiat, dalla Fiat a Queen Car con Mario Verna - Fondata in Piemonte』のカバーアート

Da Frosinone alla Fiat, dalla Fiat a Queen Car con Mario Verna - Fondata in Piemonte

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10月19日まで。※適用条件あり
I bisnonni di Mario Verna scendono dall'Appennino ai tempi della bonifica della Maremma, ricevono la terra e la coltivano: la bisnonna fa il formaggio, il bisnonno toglie le pietre dai campi con il carretto. Suo padre, abruzzese, ha uno studio di ingegneria a Frosinone, sua madre è toscana. Mario cresce lì, smonta le macchinine senza saperle rimontare, studia ingegneria impiantistica a Cassino per continuare lo studio paterno. Nel 2001, appena laureato, riceve una telefonata da Torino: una selezione nella Fiat Auto. Tre prove, test psicoattitudinali, otto ore di assessment e un colloquio con un membro del consiglio di amministrazione, e il 2 novembre 2001 comincia. Resta in Fiat e poi in FCA fino al 2017: acquisti, auto usate, area manager, direttore d'area, direttore del Motor Village di Milano, responsabile della logistica per l'Italia, con otto traslochi in 16 anni. Poi tre anni alla guida di SsangYong per Italia e Austria. Dopo il lockdown sceglie un'impresa di famiglia: oggi è amministratore delegato e direttore generale di Queen Car, concessionaria torinese con tre saloni. In questa puntata: la selezione del 2001, con otto persone attorno al tavolo, quattro valutatori che ruotano e otto ore di casi inventati; i tre mesi all'Isvor, con due settimane in tuta blu a montare i paraurti della Punto e due ad ascoltare i reclami dei clienti in cuffia; la stretta di mano all'Avvocato, seduto davanti a lui in seconda fila agli auguri di Natale del Lingotto, con il bastone e il tweed; il padre che gli dice «vai» perché quell'occasione non l'aveva né cercata né voluta; le piattaforme di sviluppo dell'Alfa Romeo ad Arese, dal disegno del centro stile al motore che incontra la scocca, e la macchina accesa a fine linea; perché secondo lui l'epoca Marchionne è stata un'epoca italiana, con Pomigliano e Melfi ristrutturati e nessuno stabilimento chiuso; la Corea del Sud, 60 milioni di abitanti di cui 20 a Seul, e la capacità di essere popolo; i tre trolley pronti nella casa torinese durante il lockdown; perché oggi si compra un'auto come la comprava il nonno; la chioma che è l'esito della radice, e i cipressi nei cimiteri; la narrazione da Instagram senza fatica e senza cadute, e la storia che va prima vissuta e poi raccontata; l'intelligenza artificiale come strumento e non come fine; e cosa succede quando, nei momenti di solitudine di una vita di traslochi, ti chiedi come sarebbe andata se fossi rimasto a Frosinone con tuo padre. Il suo oggetto è un regolo calcolatore, quello degli studi universitari del padre, con la custodia rotta dal tempo. Lo porta sempre con sé perché per lui è il senso del progresso: prima dell'azione serve il pensiero, e la differenza tra mezzi e fini decide come gestiamo le nostre vite. E il suo lascito ai ragazzi in una frase: «Cercate di trovare interessante quello che fate prima di immaginare che l'interessante sia altrove.»

Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast.

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