エピソード

  • America Week - Episodio 84
    2026/10/16
    NEW YORK (ITALPRESS) - Mancano diciotto giorni alle elezioni di metà mandato del 3 novembre e sulla Casa Bianca incombe una spada di Damocle. Donald Trump continua a ripetere che l'economia va benissimo, che i prezzi scendono e che gli elettori devono comportarsi come se sulla scheda ci fosse ancora il suo nome, favorendo così... i democratici! Infatti sempre meno americani sembrano credergli. Persino nel movimento MAGA cresce il malcontento. La guerra contro l'Iran non dà segnali di soluzione. L'inflazione di settembre è salita al 3,7%, la benzina sfiora i quattro dollari e mezzo al gallone e i salari reali diminuiscono. Restano le polemiche sui documenti Epstein ancora non completamente pubblicati.
    xo9/fsc/gsl
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  • America Week - Episodio 83
    2026/10/09
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Mancano meno di quattro settimane alle elezioni americane del 3 novembre e in diversi Stati si vota già per posta. Donald Trump gira come una trottola per salvare i candidati repubblicani in difficoltà ma il paradosso è che molti di quei candidati sono in difficoltà proprio per colpa sua. Trump chiamato in soccorso quando i candidati del GOP scendono nei
    sondaggi, ma più interviene il presidente e più rischia di trascinarli ancora più giù.
    Mercoledì Trump era in Texas per sostenere Ken Paxton, candidato repubblicano al Senato contro il democratico James Talarico. Persino il governatore repubblicano Greg Abbott ha preferito non partecipare. I sondaggi spiegano perché Trump sia corso in Texas: secondo YouGov e New York Times/Siena, Talarico è avanti di sei punti su Paxton, mentre un sondaggio pubblicato proprio giovedì li dà alla pari. Un risultato comunque sorprendente in uno Stato che Trump aveva vinto con quasi 14 punti di vantaggio! Trump insiste: "I miei comizi stanno salvando ancora una volta il
    Partito Repubblicano!". I sondaggi raccontano una storia diversa.

    xo9/sat/gtr
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    6 分
  • America Week - Episodio 82
    2026/10/02
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Due storie che apparentemente non hanno nulla a che vedere con Donald Trump raccontano l’America di oggi meglio di tanti discorsi politici.
    La prima arriva da Cornell, università nello Stato di New York tra le più prestigiose del mondo. Una studentessa sostiene di essere stata violentata nel 2024 per ore da sette uomini in una confraternita, dopo aver bevuto e assunto droghe. Nella chat della fraternity qualcuno annunciò che c’era “free pussy” disponibile. Gli accusati contestano le accuse e non ci furono incriminazioni penali. Ma dopo una causa civile e la pubblicazione di nuovi documenti, l’inchiesta è stata riaperta.
    Violenze e misoginia nei campus americani non sono certo nate con Trump, ma il clima è cambiato. Nel 2011 Obama aveva imposto alle università regole che facilitavano le denunce di violenza sessuale e abbassavano lo standard della prova. Trump le cancellò nel suo primo mandato rafforzando invece le garanzie degli accusati. Proprio questa settimana la sua amministrazione ha definitivamente cancellato le regole introdotte da Biden, ripristinando quelle del 2020.
    I sostenitori parlano di “due process”. I critici temono che denunciare diventi ancora più difficile. C’è poi un segnale “culturale” che rimane difficile da ignorare: nel 2024 l’America ha riportato alla Casa Bianca un uomo che una giuria civile aveva ritenuto responsabile di abuso sessuale ai danni di E. Jean Carroll.
    Poi c’è Christa Pike, 50 anni, nel braccio della morte del Tennessee da oltre trent’anni per un terribile omicidio commesso quando ne aveva 18. Mercoledì lo Stato ha cercato di ucciderla con un’iniezione letale. Una dose di pentobarbital non è bastata. Gliene hanno somministrata una seconda. Pike respirava ancora. I giornalisti l’hanno sentita respirare e russare per quasi un’ora e lamentare un bruciore al braccio.
    È finita in ospedale in condizioni critiche. Il governatore repubblicano Bill Lee ha sospeso le esecuzioni e ordinato un’indagine. Marsha Blackburn, candidata repubblicana a succedergli, ha già proposto la sua soluzione: tornare alla sedia elettrica.

    xo9/sat/gsl
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  • America Week - Episodio 81
    2026/09/25
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Donald Trump caccia dalla Casa Bianca CNN, MS NOW e Politico perché non gli piace quello che raccontano di lui. Un giudice federale gli ordina di farli rientrare. Le grandi televisioni americane, per solidarietà, sospendono il pool video presidenziale. Così giovedì accade qualcosa di surreale: mentre alla Casa Bianca arriva Xi Jinping, le televisioni di Stato della Cina possono seguire il loro presidente, mentre le principali reti americane non trasmettono le immagini ufficiali dell’incontro. Sembra una commedia ma c’è poco da ridere. Trump sapeva che cacciare i giornalisti sgraditi sarebbe stato difficilmente sostenibile. Ci aveva già provato durante il primo mandato e i tribunali lo avevano fermato. Questa volta il giudice Timothy Kelly, nominato dallo stesso Trump, ha ordinato di “reintegrare e ripristinare” immediatamente gli accrediti di CNN, MS NOW e Politico. Alla fine sono rientrati.
    xo9/mrc/gsl
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  • America Week - Episodio 80
    2026/09/18
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - La prossima settimana Donald Trump arriverà a New York, al Palazzo di Vetro, per parlare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nessuno sa ancora davvero cosa dirà, ma già si parla degli incontri che potrebbe avere, a cominciare da quello con Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Venezuela: un rapporto che Trump potrà presentare come uno dei successi della sua politica estera. Ma quale politica estera americana arriverà quest’anno alle Nazioni Unite? È la domanda sollevata da Anne Applebaum in un'analisi pubblicata da The Atlantic. La sua tesi è che con Trump non sia cambiato semplicemente il rapporto dell’America con alleati e avversari: starebbe cambiando la natura stessa del potere americano.
    xo9/fsc/gtr
    (video di Stefano Vaccara)
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    6 分
  • America Week - Episodio 79
    2026/09/11
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Quanto costa il voto di un americano? Donald Trump questa settimana ha dato una cifra: 5.000 dollari. È la somma che il presidente ha promesso a ogni cittadino adulto se a novembre i repubblicani conserveranno Camera e Senato. Una promessa da oltre 1.300 miliardi di dollari, senza spiegare come finanziarla e con interrogativi sulla sua fattibilità e legalità. Ma la questione è soprattutto politica: possono 5.000 dollari convincere gli americani a dimenticare tutto il resto? Perché proprio Dallas? E perché organizzare la prima convention repubblicana della storia prima di un’elezione di midterm?
    xo9/fsc/azn
    (video di Stefano Vaccara)
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    6 分
  • America Week - Episodio 78
    2026/09/04
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - L'America è già in piena campagna elettorale. Mancano due mesi alle elezioni di midterm e, se si votasse oggi, Donald Trump rischierebbe di essere il migliore alleato dei democratici. Non perché il presidente abbia perso il controllo del Partito Repubblicano. È vero esattamente il contrario. Trump domina ancora il GOP e mobilita la sua base. Ma l'uomo indispensabile per portare i trumpiani alle urne è diventato anche un problema per conquistare tutti gli altri. Trump ha chiesto ai suoi sostenitori di andare a votare a novembre facendo finta che sulla scheda ci sia anche lui. I democratici probabilmente non potrebbero chiedere di meglio. Alcuni sondaggi lo danno al minimo della sua carriera politica. Ma ancora più interessante è capire perché.

    fsc/gsl
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    6 分
  • America Week - Episodio 77
    2026/07/31
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Anthony Fauci, l'immunologo divenuto il volto della risposta americana al Covid e consigliere di presidenti democratici e repubblicani, può avere commesso errori, può avere cambiato indicazioni, pronunciato frasi infelici e mostrato vanità davanti a una fama improvvisa.
    Ma quello andato in scena mercoledì al Senato non è stato un esame serio degli errori commessi durante il Covid. È stato un processo politico.
    Per quasi tre ore, un medico di 85 anni, ora in pensione, che ha servito il governo federale per oltre mezzo secolo è stato insultato, deriso e trattato come un criminale.
    Fauci ha invocato più di cento volte il Quinto Emendamento, rifiutandosi di rispondere ai senatori guidati dal libertario Rand Paul, che da anni conduce una personale crociata contro di lui e promette di mandarlo in prigione.
    Per Paul il verdetto era già scritto. Cercava soltanto una contraddizione con cui aggirare la grazia preventiva concessa da Joe Biden.
    Ma lo spettacolo offerto agli americani non cercava la verità.
    Era la costruzione di un nemico del popolo.
    Ed è proprio per questo che il processo a Fauci riguarda molto più di Fauci. Riguarda un'offensiva che oggi il trumpismo ha fatto propria contro l'America della conoscenza, della scienza, delle università, della cultura e soprattutto del servizio pubblico indipendente dalla politica.

    xo9/sat/gtr
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    5 分