エピソード

  • America Week - Episodio 77
    2026/07/31
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Anthony Fauci, l'immunologo divenuto il volto della risposta americana al Covid e consigliere di presidenti democratici e repubblicani, può avere commesso errori, può avere cambiato indicazioni, pronunciato frasi infelici e mostrato vanità davanti a una fama improvvisa.
    Ma quello andato in scena mercoledì al Senato non è stato un esame serio degli errori commessi durante il Covid. È stato un processo politico.
    Per quasi tre ore, un medico di 85 anni, ora in pensione, che ha servito il governo federale per oltre mezzo secolo è stato insultato, deriso e trattato come un criminale.
    Fauci ha invocato più di cento volte il Quinto Emendamento, rifiutandosi di rispondere ai senatori guidati dal libertario Rand Paul, che da anni conduce una personale crociata contro di lui e promette di mandarlo in prigione.
    Per Paul il verdetto era già scritto. Cercava soltanto una contraddizione con cui aggirare la grazia preventiva concessa da Joe Biden.
    Ma lo spettacolo offerto agli americani non cercava la verità.
    Era la costruzione di un nemico del popolo.
    Ed è proprio per questo che il processo a Fauci riguarda molto più di Fauci. Riguarda un'offensiva che oggi il trumpismo ha fatto propria contro l'America della conoscenza, della scienza, delle università, della cultura e soprattutto del servizio pubblico indipendente dalla politica.

    xo9/sat/gtr
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  • America Week - Episodio 76
    2026/07/24
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Per mesi Donald Trump ha ripetuto agli americani che la guerra contro l’Iran era praticamente vinta. L’Iran era stato “annientato”. Il suo esercito “distrutto”. Il programma nucleare “obliterato”. Teheran, secondo Trump, implorava un accordo. Eppure, dopo quasi cinque mesi di guerra, l’Iran continua a combattere. Lo Stretto di Hormuz resta paralizzato, gli Houthi in Yemen hanno riaperto il fronte del Mar Rosso, il petrolio ha superato nuovamente i cento dollari al barile e altri soldati americani sono tornati a casa nelle bare. Se l’Iran è stato davvero annientato, come può ancora colpire basi, navi e alleati degli Stati Uniti? La risposta è semplice: Trump continua a mentire agli americani perché non vuole ammettere di avere iniziato una guerra senza un vero piano per terminarla.

    xo9/sat/gsl
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  • America Week - Episodio 75
    2026/07/17
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Donald Trump non ha parlato del passato. Ha parlato del futuro.
    Formalmente il Presidente degli Stati Uniti ha dedicato il suo raro discorso televisivo alle elezioni del 2020, tornando ancora una volta a sostenere, senza prove riconosciute dalle autorità e dai tribunali, che gli siano state rubate. Ma in realtà il vero messaggio era rivolto alle elezioni di metà mandato del prossimo novembre. Trump ha definito il sistema elettorale americano "così rotto e così vulnerabile che nessuno può difenderlo". Ha accusato membri del cosiddetto deep state di aver "nascosto e minimizzato l'entità delle interferenze della Cina", presentando nuovi documenti dell'intelligence appena desecretati che dovranno ora essere analizzati e verificati.
    xo9/fsc/gtr
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  • America Week - Episodio 74
    2026/07/10
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Ci sono settimane in cui Donald Trump non riesce a ottenere nulla di ciò che vuole. E poi ci sono settimane come questa, in cui ottiene quasi tutto. Eppure il mondo appare più instabile di prima. È il paradosso degli Stati Uniti che hanno appena compiuto 250 anni. Al vertice della NATO di Ankara Trump ha fatto ciò che sa fare meglio: provocare, umiliare gli alleati e monopolizzare la scena. Ma, al di là dello stile, ha raggiunto un risultato concreto: gli europei hanno accettato di aumentare drasticamente la spesa per la difesa, proprio come Washington chiedeva da anni.
    col3/gsl (Video di Stefano Vaccara)
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  • America Week - Episodio 73
    2026/07/03
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Il 4 luglio gli Stati Uniti celebreranno il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza. Un traguardo che avrebbe dovuto rappresentare un momento di unità nazionale. E invece arriva nel momento in cui l'America appare più divisa non soltanto sul proprio futuro, ma perfino sul proprio passato.
    Perché gli Stati Uniti sono un Paese diverso da quasi tutti gli altri. Non nascono da un'etnia, una lingua o una religione comune. Nascono da un'idea: che il potere non appartenga a un re, ma ai cittadini; che tutti gli uomini siano creati uguali e che i diritti dell'individuo precedano quelli dello Stato. È questa l'idea rivoluzionaria contenuta nella Dichiarazione d'Indipendenza del 1776. Ed è proprio per questo che la domanda più importante, oggi, è forse la più semplice: può sopravvivere un Paese nato da un'idea quando quell'idea non è più raccontata nello stesso modo? A porsi questa domanda è un importante saggio pubblicato da The Atlantic e firmato da Yoni Appelbaum. L'autore osserva come gli Stati Uniti siano arrivati al loro 250° compleanno senza riuscire più a condividere una narrazione comune della propria storia.
    mgg/gtr
    (Video di Stefano Vaccara)
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    7 分
  • America Week - Episodio 72
    2026/06/26
    NEW YORK (ITALPRESS) - La politica americana questa settimana è stata scossa da due terremoti. Da una parte Donald Trump, sempre più nervoso, sempre più isolato dentro il suo stesso partito, anche se ancora protetto da una Corte Suprema che continua a concedergli vittorie decisive sull'immigrazione. Dall'altra il Partito Democratico, che mentre vede Trump traballare non riesce però a presentarsi come un'alternativa compatta. Anzi: da New York arriva una scossa politica che fa tremare l'establishment democratico quasi quanto Trump fa tremare quello repubblicano.
    xo9/fsc/gtr
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  • America Week - Episodio 71
    2026/06/19
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – C’è una parola che questa settimana è risuonata più di ogni altra attorno all’accordo tra Stati Uniti e Iran: humiliation. Umiliazione. Donald Trump era arrivato al G7 in Francia convinto di poter finalmente cambiare la narrazione della sua presidenza. Dopo mesi dominati dalla guerra con l’Iran, dallo scandalo Epstein e da sondaggi in calo, il memorandum firmato con Teheran doveva essere il suo grande ritorno: il presidente che aveva promesso di chiudere la guerra e riportare stabilità in Medio Oriente. Invece si è trovato al centro di una nuova tempesta.
    Le critiche non arrivano soltanto dai democratici. Arrivano da falchi repubblicani, commentatori conservatori e perfino da tradizionali sostenitori di Israele. L’accusa è semplice: dopo tre mesi di guerra, migliaia di morti e miliardi di dollari spesi, gli Stati Uniti ottengono più o meno ciò che avevano prima del conflitto, mentre l’Iran riceve nuove aperture economiche, investimenti internazionali e un graduale alleggerimento delle sanzioni.

    xo9/sat/gtr
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  • America Week - Episodio 70
    2026/06/12
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - C'è una parola che descrive meglio di ogni altra la settimana politica americana: accerchiamento. Donald Trump appare sempre più assediato da crisi che non riesce a scacciare, e la Casa Bianca ricorda sempre più Little Big Horn: il generale Custer circondato dai guerrieri Lakota, Cheyenne e Arapaho che stringono lentamente il cerchio. La differenza è che i nemici di Trump non arrivano tutti dalla parte avversa. Alcuni stanno emergendo dal suo stesso campo.

    xo9/sat/gtr
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    5 分