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America Week

America Week

著者: Agenzia di Stampa ITALPRESS
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概要

Rubrica di Stefano Vaccara da New York che analizza e commenta l’attualità americana.Agenzia di Stampa ITALPRESS 政治・政府
エピソード
  • America Week - Episodio 58
    2026/03/20
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Donald Trump sulla guerra con
    l'Iran cambia tono ogni giorno: promette che finirà presto, esclude le truppe di terra, poi lascia aperta la porta a nuove escalation, mentre il Pentagono prepara una richiesta da 200 miliardi di dollari per sostenere operazioni chissà ancora per quanto. Intanto il conflitto ha già colpito infrastrutture energetiche cruciali in Iran e nel Golfo, ha rimesso in tensione lo Stretto di Hormuz e ha fatto impennare il prezzo del petrolio, con effetti immediati sui mercati globali.
    Anne Applebaum, su The Atlantic, ha colto il nodo essenziale. "Donald Trump non pensa in modo strategico. Non pensa storicamente, né geograficamente, né razionalmente. Non collega le azioni che compie oggi agli eventi che accadranno tra settimane". E ancora: "Non considera le conseguenze più ampie delle sue decisioni. Non si assume responsabilità quando queste decisioni vanno male. Agisce per impulso. E quando cambia idea, nega quello
    che aveva detto prima". Prima una guerra senza strategia, poi sorpresa per le conseguenze. Prima gli alleati tenuti all'oscuro, poi accusati di non aiutare.
    Per mesi, scrive Applebaum, molti leader hanno cercato di convincersi che dietro Trump ci fosse comunque un piano, un'ideologia, una logica, un tentativo di dare un senso a decisioni che senso non avevano.

    sat/azn
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    6 分
  • America Week - Episodio 57
    2026/03/13
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Donald Trump continua a dire che gli Stati Uniti contro l’Iran “hanno vinto”. Però ogni volta aggiunge una frase diversa. Prima dice che la guerra era “finita nella prima ora”. Poi che bisogna “finire il lavoro”. Poi che bisogna capire “quando fermarsi”. Se gli obiettivi cambiano ogni giorno, vuol dire che anche la strategia era inesistente. Più passano i giorni, più appare chiaro che l’amministrazione Trump ha miscalcolato la reazione dell’Iran. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche e valutazioni dell’intelligence, il regime di Teheran non è affatto sul punto di crollare. Anzi. La guerra ha prodotto l’effetto opposto: ha rafforzato il nazionalismo interno e consolidato il sostegno al governo. Nel frattempo l’economia globale paga il prezzo del conflitto. Il petrolio ha superato i 100 dollari al barile. Lo Stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale, è di fatto paralizzato. Il mercato azionario americano ha registrato la peggiore giornata dall’inizio della guerra e il prezzo della benzina negli Stati Uniti continua a salire. Tradotto: la guerra buca le tasche degli americani. E il conto cresce rapidamente anche per il bilancio federale. Secondo il Pentagono, i primi tredici giorni di guerra sono già costati circa 11 miliardi di dollari.

    sat/gsl
    (Video di Stefano Vaccara)
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    6 分
  • America Week - Episodio 56
    2026/03/06
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Questa settimana in America è sembrata infinita: una guerra con l'Iran che gran parte dell'opinione pubblica non voleva, il Congresso che ha rinunciato a esercitare fino in fondo il potere costituzionale, la cacciata di Kristi Noem dalla Homeland Security, l'uscita di nuovi dettagli sugli Epstein Files con Pam Bondi che sarà chiamata a difendersi in una deposizione al Congresso sotto giuramento, e perfino un senatore che alza in aula il sospetto di un intreccio tra Epstein, Trump e servizi segreti russi.

    abr/gtr
    (Video di Stefano Vaccara)
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    6 分
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