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Sottopelle: 6 minuti per sentirti.

Sottopelle: 6 minuti per sentirti.

著者: Massimiliano Sartini (SA.MA)
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Quante volte oggi hai risposto "bene" ? Sottopelle è sei minuti alla settimana per fermarti e sentirti — non una guida al benessere, non un manuale. Ogni puntata una domanda aperta, nessuna risposta obbligata. Solo spazio per quello che tieni dentro da troppo tempo: silenzi, ferite, parole mai dette, rabbia, padri e figli, il peso di essere stati forti troppo a lungo. Non sono uno psicologo. Ho cadute, risalite e domande senza risposta. Quello che ho, lo condivido. Forse non sei così sbagliato. In un mondo di podcast che vogliono migliorarti, Sottopelle è quello che ti chiede solo di fermarti.Massimiliano Sartini (SA.MA) 社会科学
エピソード
  • EP 07 · Tra luci e Ombre
    2026/08/06

    Puntata 7: «Tra luci e ombre»

    La contraddizione non è un difetto. È architettura.

    Ti è mai capitato di sentirti in conflitto con te stesso? Non un dubbio su una scelta: qualcosa di più profondo. Il cuore che vuole buttarsi e la mente che dice no.

    La Puntata 6 ha lasciato una domanda sulle parole che mancano agli altri. La Puntata 7 sposta lo sguardo dentro: non più le parole che mancano, ma le parti di sé che si fatica ad abitare. E si apre con una premessa onesta: oggi i sei minuti non bastano. Massimiliano ne chiede due in più: non ha parlato troppo, c'è una cosa che non voleva tagliare. Se non ce li hai, torna quando ce li hai. Il tuo tempo è tuo.

    Si parte da un momento minuscolo e preciso: il telefono in mano, il numero già aperto sullo schermo, basta premere invio. E in quell'istante non si pensa, si sente. Si sa già che tono avrà la voce dall'altra parte, la frase che arriverà, il punto esatto in cui si chiuderà lo stomaco. E allora non si chiama. Poi ci si racconta che è per non litigare. Ma la verità è un'altra: non è stata evitata la telefonata, è stata evitata la reazione. E per evitare la reazione dell'altro si è rinunciato alla propria cosa da dire. Ecco cosa fa la mente: non dice «non farlo», sarebbe troppo facile da riconoscere. È più furba, ti fa vedere il finale prima dell'inizio. E tu ti fermi da solo, convinto di aver scelto.

    Poi il secondo movimento: il fallimento. Per anni una cosa da nascondere, la caduta come baratro e la risalita come gogna. Fino a riconoscere una fiamma che non si è mai spenta del tutto — non ottimismo, non forza nel senso convenzionale, ma un rifiuto quieto e ostinato di lasciare che fosse finita. Quella stessa parte che per anni non gli piaceva, che chiamava testardaggine ed eccesso, oggi ha un altro nome: «la cosa che mi ha salvato».

    E due incontri, nominati senza spiegazioni: in gioventù Don Luigi Giussani e Comunione e Liberazione, che una domanda profonda merita una risposta profonda; in età adulta Daisaku Ikeda e il Buddismo, che il cambiamento comincia dentro prima di manifestarsi fuori. Nessuno dei due rinnegato, perché la verità non si esclude: si amplia.

    Con la canzone Tra luci e ombre — Mille Emozioni, che qui non viene raccontata ma abitata, verso per verso: «Tra cuore e cervello un conflitto infinito». E poi: «Navigo tra due mondi senza soluzione». Senza soluzione non come resa, ma come accettazione che certe cose non si risolvono: si abitano. E abitarle, invece di combatterle, è la cosa più coraggiosa che puoi fare.


    LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA

    • Sei una persona in contraddizione e lo ammetti, o cerchi ancora di costruire una versione coerente di te stesso in cui tutto torna?
    • C'è una parte di te che non ti è mai piaciuta, che hai giudicato, nascosto o cercato di correggere, e che — se ci pensi bene — ti ha salvato più di una volta?


    E la domanda che resta: c'è una parte di te che stai ancora combattendo, quando forse meriterebbe solo di essere capita? Non devi rispondere adesso. Ma tienila lì.


    PERCHÉ ASCOLTARLA

    Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, e condivide quello che ha, non quello che sa.

    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, progetto multimediale che intreccia un libro, un disco firmato SA.MA e queste puntate. Tutti i proventi vanno al Centro Cani Guida Lions. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi sei minuti: sono preziosi, non sprecarli.

    #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #ParoleSottopelle #podcastitaliano #emozioni #riflessione #domandeaperte #contraddizione #luciombre #fallimento

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    9 分
  • EP 06 · Le parole che entrano nel corpo
    2026/07/30

    Una premessa: questa puntata non dura sei minuti. Ne dura nove. Non è una svista, è una scelta. Ci sono cose che non si tagliano senza tradirle, e le parole che entrano nel corpo sono una di queste. Non sono soltanto emozioni: sono segni che restano per decenni. Per questo, questa settimana, ti chiedo tre minuti in più del tuo tempo. So che è prezioso. Proprio per questo te li chiedo.

    Hai mai sentito fisicamente una parola? Non capita con la testa: sentita. Un momento in cui qualcosa detto da qualcuno ti ha cambiato il respiro, il battito, la postura.


    La Puntata 5 ha parlato della parola «abbastanza». La Puntata 6 va ancora più dentro: non nelle parole che diciamo o non diciamo, ma in quello che le parole fanno al corpo prima che la mente possa elaborarle.

    Il tema è la fisicità del linguaggio. Le emozioni non vivono solo nella testa: vivono nella gola stretta, nel petto che si chiude, nelle mani che tremano, nel respiro che cambia. E le parole — quelle ricevute e quelle mai arrivate — lasciano tracce che il corpo non dimentica.

    Si parte da un episodio preciso. «Che delusione.» Due parole, nessun urlo, dette da un padre a un bambino di nove anni. Non una punizione: una condanna. Il corpo di quel bambino le ha sentite come una sentenza, e da quel giorno ogni passo ha portato con sé quel sottotesto silenzioso. La stessa fisicità è quella della scrittura: una canzone che nasce da un'immagine che riempie prima il petto, poi la mente.

    Poi il territorio opposto: la parola che non è mai arrivata. «Sono fiero di te», inseguita per una vita intera, mai ricevuta a voce. E oggi riconosciuta comunque — non attraverso una frase, ma attraverso la certezza di averla meritata. Le parole mancanti non sono difetti: sono architettura.


    LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA


    • Hai mai sentito fisicamente una parola? Un momento in cui qualcosa detto da qualcuno ti ha cambiato il respiro, il battito, la postura?
    • C'è una parola che ti è mancata per tanto tempo, che avresti voluto sentire e non hai sentito — e che ancora ti manca?


    LE CANZONI: Parole Sottopelle · Vuoto Misto


    PERCHÉ ASCOLTARLA

    Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Solo il tempo che serve e due domande che restano addosso. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, ferite e domande a cui non ha ancora dato risposta. Condivide quello che ha, non quello che sa. Se cerchi uno spazio onesto in cui fermarti per davvero, questa puntata è per te.


    IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE

    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, un progetto multimediale che intreccia un libro a dieci «stanze» emotive, un disco e queste puntate. Le canzoni nascono dal vissuto e portano la firma di SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions.


    Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi questi nove minuti: servono a costruire un passato di valore.


    #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #ParoleSottopelle #podcastitaliano #emozioni #riflessione #domandeaperte #corpo #parole #vuotomisto

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    9 分
  • EP 05 · Abbastanza non mi basta
    2026/07/23

    Una nota prima di iniziare: di solito sono sei minuti, questa volta sono circa nove. La puntata era troppo ricca e mi sono lasciato andare. Non è una guida, non è un consiglio: è solo che avevo più cose da dire del solito e non me la sono sentita di tagliarle.


    Cosa succede quando non solo hai smesso di sentire, ma hai smesso anche di desiderare?

    La Puntata 4 ha parlato dell'eredità silenziosa del «resisti, non sentire». La Puntata 5 raccoglie quella ferita e la porta un passo avanti. Il filo conduttore è la parola «abbastanza» — non astratta, ma vissuta: la separazione, la voce che diceva che senza qualcuno non eri nessuno, e il fatto che a forza di sentirla hai cominciato a crederci. È lì che inizia la rassegnazione silenziosa. Non con un crollo. Con un adattamento.

    Il cuore della puntata è questo: la differenza tra gratitudine e rassegnazione. Sembrano la stessa frase — «mi accontento», «va bene così», «non mi serve altro» — ma non lo sono. La gratitudine nasce dalla pienezza: scelgo di volere ciò che ho. La rassegnazione nasce dalla resa: ho smesso di credere di poter volere altro, e chiamo pace quella che è solo stanchezza. La domanda scomoda è come distinguerle in te stesso, perché la rassegnazione è brava a travestirsi da saggezza.

    La prima domanda tocca proprio quella linea, partendo dalla storia personale della separazione per aprirsi a chi ascolta: ti è mai capitato di convincerti di qualcosa di sbagliato su te stesso solo perché qualcuno te lo ha ripetuto abbastanza a lungo?

    La seconda parte da un'immagine inedita: lo skipper amico, la barca che rappresentava la libertà e che invece è diventata la sua gabbia. Da lì nasce Il Viaggio dell'Anima, e la domanda: quanto spesso quello che pensiamo ci renda liberi, in realtà ci tiene fermi?


    La chiusura non risolve niente. Lascia il peso giusto. Sei minuti per sentirti — o nove, questa volta. Il coraggio di volere di più non è ingratitudine.


    LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA

    • C'è stato un momento in cui hai capito che ti stavi accontentando — e che «abbastanza» non era abbastanza?
    • Quando hai smesso di chiedere il permesso — a qualcun altro, o a te stesso — per volere di più?


    LA CANZONE: Abbastanza non mi basta · Tra il cielo e l'abisso


    PERCHÉ ASCOLTARLA

    Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Solo sei minuti e due domande che restano addosso. Questa volta i minuti sono circa nove, perché mi sono lasciato andare — ma il patto è lo stesso. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, e che condivide quello che ha — non quello che sa. Se cerchi uno spazio onesto in cui fermarti per davvero, questa puntata è per te.


    IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE

    Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, un progetto multimediale che intreccia un libro a dieci «stanze» emotive, un disco e questo podcast. Le canzoni nascono dal vissuto e portano la firma di SA.MA. SOTTOPELLE — Sei minuti per sentirti. Un podcast di e con Massimiliano Sartini. Non per stare meglio: per sentire. Nuova puntata ogni settimana. Tutti i proventi del progetto Parole Sottopelle vanno al Centro Cani Guida Lions.

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    9 分
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