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Saussure e grida

Saussure e grida

著者: Irene Lami
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Saussure e grida è un podcast semiserio sulla scienza della lingua.

Qui scoprirete che la linguistica non è solo l'arte di imparare una nuova lingua, ma molto di più.

Insieme vedremo come la lingua influenza la nostra vita quotidiana, perché abbiamo una lingua, come pensiamo tramite la lingua, come con la lingua modifichiamo il mondo e noi stessi, e molto altro ancora.

In ogni episodio, che uscirà a cadenza mensile intorno alla metà di ogni mese, affronteremo curiosità e aneddoti sul mondo del linguaggio umano e la sua magia.

Quindi, se vuoi scoprire il fascino della linguistica, unisciti a Saussure e grida in questo viaggio divertente e sorprendente!Irene Lami
社会科学 科学
エピソード
  • 5. Sopravvivere all’esame di Linguistica Generale, la serie: la classificazione tipologica
    2026/10/16
    In questa puntata di Sopravvivere all’esame di Linguistica Generale affrontiamo la classificazione tipologica.Dalle lingue isolanti, agglutinanti, flessive e polisintetiche agli universali linguistici di Greenberg, passando per l’ordine dei costituenti, l’allineamento ergativo-assolutivo e le lingue topic-prominent. Perché il finlandese incolla i morfemi uno dietro l'altro? Perché l’italiano è più analitico del latino? E cosa c’entrano Wilhelm von Humboldt, Ed Sheeran e i doppiaggi di Gualtiero Cannarsi con tutto questo?Una puntata per capire come funzionano le lingue, quali proprietà condividono e perché classificarle è un po’ più complicato che metterle in qualche scatolina.La linguistica generale, ma con meno ansia e più cazzeggio.Grafiche: Gianluca La BrunaLa sigla è stata prodotta da White Hot e fornita da https://freebeats.ioFonti:Arkadiev, P. (2023). Polysynthesis: Lessons from Northwest Caucasian languages. In J. Audring, K. T. Frantzi, N. Koutsoukos, G. Markopoulos, & K. Nikolou (Eds.), Comparing typologies. Online proceedings of the 13th Mediterranean Morphology Meeting (MMM13) (pp. 1–25). University of PatrasBerlin, B., & Kay, P. (1969). Basic color terms: Their universality and evolution. University of California Press.Campbell, L. (2017). Language Classification: History and Method. In B. D. Joseph & R. D. Janda (Eds.), The Handbook of Historical Linguistics (2nd ed.). Wiley-BlackDryer, M. S. (1992). The Greenbergian Word Order Correlations. Language 68(1): 81–138.Dryer, M. S. (2013). Order of subject, object, and verb. In M. Haspelmath & M. S. Dryer (Eds.), The world atlas of language structures online. Max Planck Digital Library. https://wals.info/chapter/81Ge, P., & Comrie, B. (2022). Correlations of valency alternations and morphological types: A typological perspective. Lingua, 273, Articolo 103304.Graffi, G. (2010). The Pioneers of Linguistic Typology: From Gabelentz to Greenberg. In J.J. Song (Ed.). The Oxford Handbook of Linguistic Typology (pp. 25–42). Oxford University Press.Graffi G., & Scalise S. (2013). Le lingue e il linguaggio: Introduzione alla linguistica (2nd ed.). Bologna: Il Mulino. Greenberg, J. H. (1954). A quantitative approach to the morphological typology of language. In R. F. Spencer (Ed.), Method and perspective in anthropology. University of Minnesota Press.Greenberg, J. H. (Ed.). (1963). Universals of language: Report of a conference held at Dobbs Ferry, New York, April 13-15, 1961. MIT Press.Greenberg, J. H. (1966). Some universals of grammar with particular reference to the order of meaningful elements. In J. H. Greenberg (Ed.), Universals of language (2nd ed.). MIT Press. (Original work published 1963)Haspelmath, M. (2010). An empirical test of the agglutination hypothesis. In J. J. Song (Ed.), The Oxford handbook of linguistic typology (pp. 513–529). Oxford University Press. doi.orgHaspelmath, M., & Sims, A. D. (2010). Understanding morphology (2nd ed.). Routledge.Iacobini, C. (2006). Morphological typology. In K. Brown (Ed.), Encyclopedia of language and linguistics (2nd ed., Vol. 8, pp. 278–282). Elsevier.Jones, W. (1807). The third anniversary discourse, delivered 2 February, 1786. In A. M. Jones (Ed.), The works of Sir William Jones (Vol. 3, pp. 24–46). John Stockdale.Koerner, E. F. (1995). History of typology and language classification. In E. F. K. Koerner & R. E. Asher (Eds.), Concise history of the language sciences: From the Sumerians to the cognitivists (pp. 212–217). Pergamon Press.Li, C. N. & Thompson, S. A. (1976). Subject and Topic: a new typology of language. Subject and Topic (pp. 457–489). Academic Press.Sapir E (1921). Language: an introduction to the study of speech. Harcourt, Brace & World.Schlegel, F. (2009). Sulla lingua e la sapienza indiani (A. Zagatti & S. Fedalto, Eds.). Il Calamo. (Originale, 1808)Simone, R. (1995). Universali linguistici. In Enciclopedia Italiana Treccani - V Appendice. Istituto della Enciclopedia Italiana.Song, J. J. (2010). Setting the stage. In J. J. Song (Ed.), The Oxford handbook of linguistic typology (pp. 1–19). Oxford University Press. doi.orgTomlin, R. S. (1986). Basic Word Order: Functional Principles. Croom HelmVerkerk, A., Shcherbakova, O., Haynie, H. J., Skirgård, H., Rzymski, C., Atkinson, Q. D., Greenhill, S. J., & Gray, R. D. (2026). Enduring constraints on grammar revealed by Bayesian spatiophylogenetic analyses. Nature Human Behaviour, 10(1), 126–136.WALS. (2013). World Atlas of Language Structures Online (M. S. Dryer & M. Haspelmath, Eds.) (v2020.6). Zenodo. https://wals.info
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    52 分
  • 39. Multilinguismo, lingua e potere — intervista a Nicolas Femia
    2026/09/16
    In questo episodio parliamo con Nicolas Femia, dottorando in Multilinguismo all'Università di Göteborg.
    La sua ricerca si concentra sulle ideologie linguistiche, sul multilinguismo e sugli approcci decoloniali, con particolare attenzione al modo in cui le persone costruiscono la propria identità attraverso le pratiche linguistiche.

    Insieme affrontiamo alcune domande apparentemente semplici, ma niente affatto scontate: quando possiamo dire che una persona è davvero multilingue? Perché alcune lingue vengono considerate più prestigiose di altre? Esiste davvero una differenza linguistica tra lingua e dialetto? E perché continuiamo a parlare di "semilinguismo", nonostante sia un concetto ormai fortemente criticato dalla ricerca?

    Parliamo anche di translanguaging, linguistic citizenship, colonialità del linguaggio e del rapporto tra lingua, potere e disuguaglianze sociali, cercando di capire come il nostro modo di parlare e di classificare le lingue rifletta, ma possa anche mettere in discussione, le strutture di potere della società.

    Una conversazione ricca di spunti, che mostra come il multilinguismo non significhi semplicemente conoscere più lingue, ma possa diventare un modo diverso di guardare alle persone, alle loro esperienze e alle loro pratiche linguistiche.

    Grafiche: Gianluca La Bruna

    La sigla è stata prodotta da White Hot e fornita da https://freebeats.io

    Fonti consigliate:
    • Bourdieu, P. (1977). The economics of linguistic exchanges. Social Science Information, 16(6), 645–668.
    • Bucholtz, M., & Hall, K. (2005). Identity and interaction: A sociocultural linguistic approach. Discourse Studies, 7(4–5), 585–614.
    • Fraser, N. (1995). From redistribution to recognition? Dilemmas of justice in a "post-socialist" age. New Left Review, (212), 68–93.
    • Karlander, D., & Salö, L. (2023). The origin of semilingualism: Nils-Erik Hansegård and the cult of the mother tongue. Journal of Sociolinguistics, 27(5), 506–525.
    • Pandey, A. 2016. Monolingualism and Linguistic Exhibitionism in Fiction. New York, NY: Palgrave Macmillan.
    • Rosa, J. (2019). Looking like a language, sounding like a race: Raciolinguistic ideologies and the learning of Latinidad. Oxford University Press.
    • Rosa, J., & Flores, N. (2017). Unsettling race and language: Toward a raciolinguistic perspective. Language in Society, 46(5), 621–647.
    • Santos, B. D. S. (2007). Beyond abyssal thinking: From global lines to ecologies of knowledges. Review (Fernand Braudel Center), 30(1), 45–89.
    • Stroud, C. (2001). African mother-tongue programmes and the politics of language: Linguistic citizenship versus linguistic human rights. Journal of Multilingual and Multicultural Development, 22(4), 339–355.
    • Veronelli, G. A. (2015). The coloniality of language: Race, expressivity, power, and the darker side of modernity. Wagadu: A Journal of Transnational Women's & Gender Studies, 13, 108–134
    Articoli di Nicolas:
    • Femia, N. (2024). Essentialist traps and how to avoid them: Language as key for empowering education. Educare, (1), 11–27.
    • Femia, N. (2025a). Reinventing the Legitimate Speaker of Suburban Swedish: Negotiating Boundaries Through Linguistic Citizenship in a Swedish Classroom. Journal of Language, Identity & Education, 1–15.
    • Femia, N. (2025b). When we talk about language: a narrative perspective on (in)visible multilingualisms in a Swedish school. Journal of Multilingual and Multicultural Development, 1–15.

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    1 時間 7 分
  • 4. Sopravvivere all’esame di Linguistica Generale, la serie: la classificazione genealogica delle lingue del mondo
    2026/08/16
    In questa puntata della serie Sopravvivere all’esame di Linguistica Generale affrontiamo la classificazione genealogica delle lingue: dall’idea di famiglia linguistica alla ricostruzione del protoindoeuropeo, passando per Grimm, Saussure e il metodo comparativo.Quante lingue esistono nel mondo? E soprattutto: come facciamo a capire quali sono imparentate tra loro e quali invece si assomigliano solo perché sono entrate in contatto?Vediamo perché le lingue non sono oggetti facili da mettere in scatole, perché classificare significa sempre fare delle scelte, e perché dietro un semplice “albero genealogico delle lingue” si nasconde una storia molto più complessa fatta di cambiamenti, contatti e contaminazioni (e poi parleremo anche di tocario, perché evidentemente alcune lingue lasciano traumi indelebili). L’haka Ka Mate è stata composta da Te Rauparaha, capo della iwi Ngāti Toa Rangatira, all'inizio del XIX secolo. La versione inserita nell’episodio è interpretata da Te Maurea Whiritoi, gruppo giovanile di kapa haka della Nuova Zelanda: https://www.youtube.com/watch?v=HIEyOimWhu0 La canzone in Telugu è Naatu Naatu, composta da M. M. Keeravani per il film RRR, uscito nel 2022 e diretto da S. S. Rajamouli. Grafiche: Gianluca La Bruna La sigla è stata prodotta da White Hot e fornita da https://freebeats.io FONTI: Blasi, D. (2024). Tackling the impossibility—and necessity—of counting the world’s languages. SAPIENS. https://www.sapiens.org/language/world-languages-counting-methods/ Blust, R. (2013). The Austronesian Languages. Asia-Pacific Linguistics. Campanile, E., Comrie, B., & Watkins, C. (2005). Introduzione alla lingua e alla cultura degli Indoeuropei. Il Mulino. Campbell, L. (1997). American Indian Languages: The Historical Linguistics of Native America. Oxford University Press. Campbell, L. (2013). Historical Linguistics: An Introduction (3rd ed.). Edinburgh University Press. Campbell, L. (2017). Language Classification: History and Method. In B. D. Joseph & R. D. Janda (Eds.), The Handbook of Historical Linguistics (2nd ed.). Wiley-Black.de Saussure, F. (1879). Mémoire sur le système primitif des voyelles dans les langues indo-européennes. Vieweg. Durante, M. (1976). Risultanze della comparazione indoeuropea. Edizioni dell'Ateneo. Ethologue: https://www.ethnologue.com/ Glottolog: https://glottolog.org/ Graffi G., & Scalise S. (2013). Le lingue e il linguaggio: Introduzione alla linguistica (2nd ed.). Bologna: Il Mulino. Hammarström, H., Forkel, R., Haspelmath, M., & Bank, S. (2023). Glottolog 5.0. Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology. Hjelmslev, L. (1938). Études sur la notion de parenté linguistique. Première étude: Relations de parenté des langues créoles. Revue des études indo-européennes, 2, 271–286. Hock, H. H., & Joseph, B. D. (2009). Language History, Language Change, and Language Relationship: An Introduction to Historical and Comparative Linguistics (2nd ed.). Mouton de Gruyter. Jones, W. (1807). The third anniversary discourse, delivered 2 February, 1786. In A. M. Jones (Ed.), The works of Sir William Jones (Vol. 3, pp. 24–46). John Stockdale. Meillet, A. (1925). La méthode comparative en linguistique historique. Aschehoug. Morey, S., Post, M. W., & Friedman, V. A. (2013). The language codes of ISO 639: A premature, ultimately unobtainable, and possibly damaging standardization [Conference handout]. Research, records and responsibility (RRR): Ten years of the Pacific and Regional Archive for Digital Sources in Endangered Cultures (PARADISEC) Conference. Romaine, S. (2000). Language in Society: An Introduction to Sociolinguistics. Oxford University Press. Schrijver, P. (2016). Sound change, the Italo-Celtic linguistic unity, and the Italian homeland of Celtic. In J. T. Koch & B. Cunliffe (Eds.), Celtic from the West 3: Atlantic Europe in the Metal Ages – Questions of shared language (pp. 489–502). Oxbow Books. Stevens, B. (2006). Aeolism: Latin as a dialect of Greek. The Classical Journal, 102(2), 115–144. United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization. (2021, November 24). UNESCO launches World Atlas of Languages to celebrate and protect linguistic diversity. https://www.unesco.org/en/articles/unesco-launches-world-atlas-languages-celebrate-and-protect-linguistic-diversity?hub=747 Vovin, A. (2017). Origins of the Japanese language. Oxford University Press.
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    46 分
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