エピソード

  • 7. Lo Stato fantoccio: dalla nascita dalla Repubblica di Salò alla fine della guerra
    2026/07/11
    Il 25 luglio 1943, Mussolini, dopo essere stato destituito dal Gran Consiglio del fascismo, viene arrestato per ordine del Re. L'Italia, da lì a poco, firmerà l'armistizio con gli Alleati: mentre il Re, insieme al nuovo capo del governo Badoglio, si rifugia a Brindisi, gran parte del Paese viene occupata dai nazisti. Hitler decide anche di liberare Mussolini e metterlo a capo di un governo fantoccio, con sede a Salò: nasce così la Repubblica Sociale Italiana, asservita agli ordini nazisti e orientata a perseguitare i fascisti che avevano "tradito" Mussolini, e in generale qualsiasi oppositore. La RSI si macchia di violenze atroci e il Paese di fatto piomba in una guerra civile, oltre a essere occupata da forze straniere. Nonostante questo, grazie ai partigiani e alla risalita del Paese degli Alleati, il Paese viene pian piano liberato dai nazifascisti. Il 25 aprile Milano viene liberata e Mussolini è costretto ad arrendersi. Ma compirà un ultimo vile atto.
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  • 6. La seconda guerra mondiale per l'Italia: dalla non belligeranza alla caduta di Mussolini
    2026/06/27
    Nel settembre 1938, Benito Mussolini viene acclamato come l'uomo che è riuscito a mantenere la pace in Europa, scongiurando l'aggressività nazista. Un anno dopo, il 1° settembre 1939, Adolf Hitler decide di attaccare la Polonia: inizia così la Seconda guerra mondiale. Mussolini viene informato dei piani di aggressione solo qualche giorno prima dell'inizio dell'invasione. L'Italia del 1939 non è pronta per entrare in guerra, così Mussolini decide di dichiarare "la non belligeranza", un'espressione di comodo per mantenere l'alleanza con la Germania nazista ma evitare momentaneamente l'ingresso in battaglia. Il 10 giugno 1940, però, vista le rapide vittorie di Hitler, l'Italia viene trascinata dal Duce in guerra (anche se non è pronta). Mussolini vuole combattere "una guerra parallela" a quella della Germania nazista, ma i suoi piani falliscono miseramente: l'esercito italiano viene respinto in Grecia e anche le colonie italiane in Africa vengono presto liberate. Il Duce, in ogni caso, porta la guerra avanti, inviando a morire tantissimi soldati in Russia, pur di non ammettere la sconfitta e tirarsi indietro di fronte all'alleato tedesco. Fino a quando il 25 luglio 1943, saranno i gerarchi fascisti a mettere la parola "fine" al suo governo: al termine di una riunione speciale del Gran Consiglio del Fascismo, Mussolini viene destituito.
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  • 5. L'allievo tedesco: il rapporto tra Hitler e Mussolini
    2026/06/27
    Il rapporto tra Adolf Hitler e Benito Mussolini è molto più complesso di quello che di solito si pensa: Mussolini è fonte di ispirazione per Hitler, ma ben presto "l'allievo arriverà a superare il maestro". Il viaggio di Hitler in Italia nel 1938, che ufficialmente celebra l'alleanza tra il regime nazista e quello fascista, e che nelle immagini dell'Istituto Luce è fatto di momenti di complicità e ammirazione tra il Führer e il Duce, nasconde una realtà diversa. I due non si piacciono: il loro rapporto è contrassegnato da un miscuglio inestricabile di sospetto, invidia, ammirazione, timore e senso di superiorità. Mussolini, che per molti anni si sente "superiore" a Hitler, poi dovrà prendere atto dell'avanzamento dell'alleato nazista e cercherà dei modi per stare al suo passo. È in questo contesto che vengono proclamate le leggi razziali in Italia, nonostante in un primo momento l'antisemitismo non fosse una bandiera politica del fascismo: gli ebrei diventano il pretesto ideale per il Duce per rafforzare l'asse tra la Germania e l'Italia e il "nemico" su cui scaricare il malcontento popolare, dopo le imprese coloniali italiane e le fallimentari politiche fasciste. Al contrario di quello che si pensa, quindi, le leggi razziali non furono imposte da Hitler all'Italia, ma furono una decisione politica autonoma di Mussolini.
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  • 4. Italiani brava gente: il colonialismo fascista
    2026/06/27
    Uno degli obiettivi di Mussolini era riprendere il progetto coloniale italiano, per fare dell'Italia un grande Impero. Il tentativo di conquistare l'Etiopia, avviato a fine Ottocento, era fallito miseramente ad Adua nel 1896, quando l’esercito italiano aveva subito una clamorosa sconfitta nei pressi della città etiope. Con la nuova aggressione all’Etiopia, Mussolini vuole lavare l’onta storica di Adua ed espandere la presenza coloniale dell’Italia in Africa. Il tentativo di conquistare l'Etiopia si rilevò ben più difficile del previsto e soprattutto portò a una serie di massacri di civili e militari etiopi, esecuzioni sommarie, uso di armi chimiche vietate dal diritto internazionale. L'Africa veniva vista come una terra di risorse da depredare, così come i suoi abitanti. Il colonialismo italiano è stata una delle pagine più buie della nostra storia, ma ancora oggi se ne parla troppo poco e a noi è arrivato il mito "degli italiani brava gente", che però non ha riscontro nella realtà dei fatti.
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  • 3. "Ha fatto anche cose buone"
    2026/06/10
    Il 4 novembre 1925, la polizia fascista evita un tentativo di attentato alla vita di Mussolini. Negli anni successivi, il dittatore subirà almeno altri quattro attentati, riuscendo sempre a salvarsi. I tentativi di uccidere Mussolini vengono usati dal regime per due fini: da una parte viene glorificata la figura del Duce come "invincibile", dall'altra si procede alla repressione delle libertà di stampa e di opposizione. In questi anni, viene anche portata avanti una grande opera di fascistizzazione dell'Italia, che passa dal linguaggio, dall'architettura, dall'economia, dallo sport. Sono anni in cui la propaganda diventa fondamentale e contribuisce a creare tutta una serie di falsi miti sul fascismo, molti dei quali resistono ancora oggi.
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  • 2. Il fascismo prende il potere: dalla Marcia su Roma, all'omicidio Matteotti
    2026/06/10
    "Preparate l'elogio funebre per me". Giacomo Matteotti, deputato socialista e uno dei principali oppositori di Mussolini, pronuncia queste parole a un suo collega deputato dopo aver denunciato in Parlamento le violenze fasciste durante le elezioni. È il 30 maggio 1924. Pochi giorni dopo, il 10 giugno, Matteotti viene rapito e ucciso da un commando fascista. In questa seconda puntata di Rewind sulla storia del fascismo, raccontiamo come Benito Mussolini sia riuscito a prendere il potere, attraverso le violenze delle squadracce fasciste, la marcia su Roma e, infine, tramite l'omicidio di Giacomo Matteotti. L'uccisione di Matteotti, che in un primo momento fece vacillare il governo Mussolini (tanto che si pensò che il fascismo stesse per cadere), in realtà fu utilizzata dal Duce per rafforzare il suo potere e far cadere le istituzioni liberali: in un discorso pronunciato alla Camera dei deputati il 3 gennaio del 1925, Mussolini si assunse la responsabilità politica e morale dell'omicidio Matteotti, dando vita così alla dittatura fascista.
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  • 1. Nessuno vide nascere il fascismo: dai Fasci di combattimento alle elezioni del 1921
    2026/05/01
    Il 23 marzo 1919, in una sala del primo piano di Palazzo Castani in piazza San Sepolcro, a Milano, si ritrovano poco più di 200 persone. Benito Mussolini, direttore del quotidiano Il popolo d'Italia, ha fondato un nuovo movimento: i Fasci di combattimento, che radunano soprattutto veterani della Prima guerra mondiale, rivoluzionari, anarchici di varia estrazione. Nessuno fa caso a quel raduno, nessuno - neanche lo stesso Mussolini - avrebbe mai immaginato che da lì sarebbe nato il regime che per vent'anni avrebbe preso il comando dell'Italia. Ma chi era Benito Mussolini? Come nacque il fascismo e come iniziò a diffondersi? Qual era il rapporto tra Mussolini e D'Annunzio? Ne parliamo nella prima puntata della terza stagione di Rewind. Errata corrige: al minuto 28:30, si parla di Enrico De Nicola, non di Enrico De Camera
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  • 8. L’11 settembre e la guerra all’America di Bin Laden
    2024/05/09
    La storia dell’attentato alle Torri Gemelle e della guerra all’America di Al-Qaida comincia molto prima dell’11 settembre 2001. L’organizzazione terroristica viene fondata nel 1988, dopo che il giovane Osama Bin Laden, rampollo saudita di buona famiglia, si convince che gli Stati Uniti siano i principali responsabili di tutti i mali che affliggono il mondo islamico. Sono moltissimi gli attentati organizzati in giro per il mondo in quegli anni, tutti con uno stesso obiettivo: i cittadini americani. La rete diventa sempre più ampia e grazie all’incontro con un uomo, nel 1996 in Afghanistan, viene costruito l’attentato più famoso della storia. (00:00) La capretta (2001) (06:53) La base (1966 - 1989) (13:06) Guerra all'America (1990 - 2000) (21:42) L'attentato alle torri gemelle (2000 - 2001) (30:36) Guerra al terrore (2001 - 2022)
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