『Qualcosa di personale』のカバーアート

Qualcosa di personale

Qualcosa di personale

著者: OnePodcast
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Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. "Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata. 社会科学
エピソード
  • Cathy La Torre: "Tutte le volte che gli uomini rubano le invenzioni e violano i diritti delle donne"
    2026/07/02
    Quante volte avete parlato in riunione e vi hanno interrotte? Oppure un uomo ha ridetto la vostra stessa cosa ma è stato più ascoltato? E quante volte un uomo vi ha spiegato cose che eravate tranquillamente in grado di fare da sole, dallo stile di guida alle reazioni che dovreste avere. Aggiungete frasi come "non sono cose da donne" o "oggi sei nervosa, è uno di quei giorni" e crederete di avere completato il quadro maschilista. Sbagliato: da secoli che gli uomini si intestano le scoperte delle donne. Basta leggere “Tutte le volte che le donne hanno inventato qualcosa ma il merito se l'è preso un uomo” (Rizzoli). Si va dal tergicristallo, alla lavatrice, il Bacio Perugina, il Dna, la cura per la lebbra, il cromosoma Y, le stelle pulsar, scoperte da Nobel mai assegnati. L'ha scritto Cathy La Torre, avvocata da oltre un milione di follower e titolare di uno degli studi più importanti d'Italia sul fronte dei diritti. Ci spiega La Torre: "Io sono non binaria, ho tolto il seno, ho una parte di uomo in me. Sono anche sterile perché ho avuto un tumore alla cervice. Proprio per questo sono femminista e difendo, tra gli altri, i diritti delle donne, dall'aborto agli asili e alla giusta retribuzione. Ma vi dico di più, io difendo anche gli uomini dal sessismo nel quale sono immersi, il mito dell'uomo che non deve piangere e non chiedere mai". Per La Torre siamo nel tempo del transfemminismo: "I diritti o sono di tutti o sono privilegi. Se sei povera, infelice, discriminata, da te parte una catena di infelicità che influenza quelli che hai intorno". L'autrice di “Se è violenza non è amore” fa il punto anche su femminicidi, vittimizzazione secondaria e una legge sul consenso che in Italia proprio non riesce ad arrivare. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    29 分
  • Serena Dandini: "Le donne facevano paura nel '46 e anche oggi. Ma non le freghi piu"
    2026/06/25
    "Paura non abbiamo": il nuovo libro di Serena Dandini uscito per Einaudi è l'occasione per portarci in studio il coraggio e l'intelligenza, l'ironia e la caparbietà delle 21 Madri costituenti e di tante donne fortissime che le hanno seguite. Grazie alle Madri in Costituzione vennero messe paroline cruciali, come "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso", la base per far accedere alle posizioni della pubblica amministrazione le donne ma anche per il diritto di famiglia e quello delle lavoratrici. E poi dalla loro battaglia nacquero leggi venute molto più tardi, dall'abolizione del delitto d'onore allo ius corrigendi, dal divorzio all'aborto ("a rischio, ormai in corteo a difenderlo troviamo nonne, figlie e nipoti")Un grido scapigliato sulle pagine e in video in pieno spirito Dandini a scuoterci nei tempi dei Trump e dei Vannacci, "una figurina ritagliata dal passato", al quale l'autrice spiega con pazienza perché il femminicidio esiste ed è importante ricordarlo. Spiega anche al ministro Nordio perché il codice Rocco-Mussolini non è affatto il più bello del mondo. Ma il messaggio è più largo. "Siamo tutti chiusi in casa, spaventati dalle guerre, delusi dalla politica, con gli occhi sui telefonini. Mi è venuta voglia di dirmi e di dire a tutti svegliamoci. Guardiamoci indietro per vedere da dove veniamo e dove non vogliamo tornare". Due chicche: l'avviso a De Gregori ("lo adoro e se non vuole dare messaggi dal palco nessuno lo obbliga, ma non condanni chi lo fa come Bruce Springsteen"). E la rivelazione: "Mi piacerebbe rifare 'Parla con me', ma a questo punto lo chiamerei 'Il divano rosso'. Alle presentazioni mi chiedono sempre 'Torna il divano?'" (Intervista di Giulia Santerini) Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    30 分
  • Concita De Gregorio: "Basta coi guerrieri. Il cancro non si batte, si cura. In America sarei morta"
    2026/06/18
    "Tutti abbiamo un danno. Una malattia, un licenziamento, un lutto. È importante dare un nome alle cose e cercare la cura che fa per noi, che è diversa per ogni persona". "La cura" (Einaudi) è il titolo del nuovo romanzo di Concita De Gregorio, non un viaggio nella malattia ma nella vita. La sua e quella di chi ha incontrato sulla sua strada "nel tempo del dopo, quello in cui voglio solo cose belle e dico basta alle persone sasso". Cose belle come "abbracci da scimpanzé", contatto fisico con le persone, musica, teatro, mare e lavoro. Persone belle: "Quelle che ci fanno stare bene e non se ne vanno quando devono restare".Cosa succede in una donna davanti a una diagnosi di cancro? Qual è il primo pensiero, come lo dici ai figli. C'è una lista possibile di cose da fare o far trovare in tua assenza? In studio tocchiamo alcuni dei momenti più privati della giornalista, scrittrice e attrice, ma anche i più buffi, con i dialoghi surreali col prof che sta per operarla o con la compagna di stanza Angelina a ferragosto in un ospedale magico di Barcellona. Il quadro è molto più grande, punta alla bellezza e appunto, alla cura per tutti. "Se fossi nata in America sarei morta - è sicura Concita -. Le uniche battaglie politiche che contano oggi sono per la sanità e l'istruzione". Senza quest'ultima si cade nel tempo dei bulli, da Trump a Vannacci, nella solitudine e nella paura. Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    33 分
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