『Qualcosa di personale』のカバーアート

Qualcosa di personale

Qualcosa di personale

著者: OnePodcast
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Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. "Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata. 社会科学
エピソード
  • Paolo Crepet: "Tutti pazzi per Sinner. E perché tuo figlio è chiuso in casa a ordinare la pizza?"
    2026/07/23
    "Non tutti hanno un'anima, chi uccide i bambini non ce l'ha. Ma se ce l'hai è come un orto, va nutrita e coltivata". Paolo Crepet - psichiatra, sociologo, saggista, conferenziere nei teatri da sold out fisso - varcati i 70 anni e con decine di saggi alle spalle, firma, appunto, "Riprendersi l'anima" (HarperCollins) - già premio Hemingway - e ci indica una via stretta."L'IA ci fa scemi, lo scroll e l'algoritmo anche". Grandi e piccini. La strada è il gioco per i bambini, la creatività e il fare le cose insieme per gli adulti. Sfide, sconfitte, andare oltre la ripetizione e la comfort zone. Altro che ossessione dei corpi ed eterna giovinezza: "I nonni invece di fare la corsetta vadano a giocare coi nipoti. Vogliamo vivere fino a 130 anni ma senza vita, rinunciando a mangiare e bere con l'aggeggio della pressione addosso". E isolati."I signori delle Big tech ci vogliono individui e separati. Ma l'intelligenza non è individuale, è collettiva. Dunque, o la esercitiamo o abdichiamo". Ne va della democrazia: "Ci vogliamo consegnare a una monarchia digitale? Vogliamo ospedali controllati dai robot, scuole coi robot, Wimbledon giocata dai robot?"Il tennis è una sua croce e ossessione: "Possibile che, sbracati sul divano, ammiriamo Sinner e Alcaraz, che sanno cosa sono fatica e impegno, e poi ai nostri figli puliamo il nasino a 10 anni come a 20!?". Nulla contro i giovani: "Amo i rivoluzionari, ma quelli che osano, sfidano le onde da velisti, vanno a cercarsi un lavoro in Antartide, gli ultimi dei Mohicani". Da dove nasce la violenza nei ragazzi? "Dalla frustrazione. Non ci fidiamo di loro, li andiamo a prendere a scuola come pacchi Amazon. A proposito. Vorrei il divieto di ordinare cibo a casa sotto i 35 anni". E del cellulare sotto i 16? "Avanti così e arriveremo a una bella telecamerina inserita nel feto per postare foto del nascituro". E il profluvio di foto e video ci fa sempre meno sensibili: "Siamo micragnosi, anestetizzati dalle immagini, non ci fanno più effetto. Guerre e gattini. Ma ci pensate all'effetto dello scatto della strage di Capaci ai tempi?" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    31 分
  • Vanessa Casu: "Io non sono la mia cecità. Ho una figlia-cane guida, conosco il panico e la felicità"
    2026/07/16
    "Non c'è un podio del dolore. Anche se io ho passato una Divina Commedia a vent'anni, non è detto che oggi non possa essere felice. Faccio quello che mi pare, amo la mia cucciola Pancake, il mio cane guida. E voglio prendermi cura degli altri". Parola di Vanessa Casu, 30 anni, un'artrite reumatoide che e le ha tolto la vista un pezzettino alla volta fino alla cecità totale a 20 anni, appunto. In studio con Pancake, un labrador da 33 chili che lei chiama "la mia piccolina", ci porta la sua storia e la sua battaglia: "Non sono la portavoce della dinastia dei disabili. Sono Vanessa, che aveva paura di essere Vanessa al 20% una volta persa la vista. E che ha avuto per anni il buio dentro. Ma poi ne è uscita ed è diventata una bella ragazza indipendente". Una ragazza gay che ha avuto anche un paio di "storie tossiche", ha sofferto molto ma che ha ripreso a cercare l'amore ("non mi accontento della prima che passa perché sono cieca e sento così poca voglia di un impegno totale in giro"). Non cerca più invece il successo con la musica anche se ha una voce splendida - 4 sì a X Factor a 19 anni -, suona chitarra e batteria e compone canzoni in stile Janis Joplin. "Il mio è un genere che in Italia non esiste, pop ma anche rock e soul. Per avere successo non bastano il talento e una storia. Il mercato non vuole una ragazza cieca con la testa dura che non canta la canzone dell'estate e non cede alle mode". Quella ragazza oggi è cintura nera di kickboxe, si è laureata con lode in Media, comunicazione digitale e giornalismo e ha fatto dei suoi canali social un lavoro: sulla pagina Instagram vanessacasumusic raggiunge centinaia di migliaia di persone raccontando la sua vita e i suoi pensieri e ha scritto il libro "Io e Pancake. La mia storia, il mio cane guida e tutto quello che ci fa stare bene" (Rizzoli). E tra social, libro e intervista in studio riesce a farci stare davvero meglio tutti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    30 分
  • Gabriele Corsi: "Quanti uomini da poco. A indifferenti e cinici social chiedo solo 'Tu cosa fai'?"
    2026/07/09
    La provocazione a tutti i costi e i social violenti ("non sei un hater, sei solo uno stronzo"). Il libro mistero sangue sesso del vecchio direttore di giornale e il trapper ignorantissimo Colon che strabilia Sanremo con il brano "Attacca il diacono". La serie strabanale "Reinnamorarsi" a Roma e "i podcast dei podcast che al mercato mio padre comprò". Cattivissimi casi da promuovere che toccano al protagonista del primo romanzo di Gabriele Corsi, "Un uomo da poco. Sei disposto a peggiorare per migliorare la tua vita?". Insomma: essere senza scrupoli e morale porta più successo? Partiamo di qui, perché un conduttore storico di Radio Deejay (Chiamate Roma Triuno Triuno col Trio Medusa) e un volto tv (Iene, Eurovision, PrimaFestival, Dont' Forget the lyrics) assai amato ha sentito il bisogno di scrivere questa storia? "A volte mi dicono che sono troppo una brava persona. Penso invece che ci siano in giro troppe cattive persone", spiega in studio. Ma chi sono gli uomini "da poco" per l'autore? Quanti ne ha incontrati nel mondo dello spettacolo. E fuori? Corsi non si tira indietro, racconta chi e cosa non ama e perché ha detto parecchi no ("Domenica in" compresa). Sono show le imitazioni del suo "Sbrocco", modello del comico romano scadente, come le reading . Poi mostra il tatuaggio con il nome che gli hanno dato in Uganda, che significa "giorno di raccolta quando il raccolto è buono". "Questo vorrei che restasse, non un libro o la tv ma qualcuno che dica Gabriele ha provato a fare qualcosa". Ancora una volta, come con il suo primo libro "Che bella giornata. Speriamo che non piova", riesce a farci ridere e commuovere. Il suo segreto. Una news: da settembre lo vedremo condurre una nuova trasmissione: "Buy it now, mai più senza", in prima serata sul Nove. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    30 分
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