エピソード

  • Salmo 139 | Signore, tu mi scruti e mi conosci, mi hai fatto come una meraviglia stupenda
    2026/04/10

    Il salmo 139 è uno dei salmi più belli: una poesia, un canto capace di ristorarci quando ci sentiamo abbattuti e presi dallo sconforto. Dio, non è un’entità a noi estranea che ci controlla e ci giudica in tutto ciò che facciamo come un dittatore, ma è un Padre buono che ci ama e che conosce tutto di noi e dal quale non dobbiamo temere nulla. Anzi, proprio perché conosce le nostre fragilità e le nostre difficoltà egli ci sta sempre vicino e ci sostiene: così come i genitori accudiscono un pargoletto.

    Noi siamo una meraviglia agli occhi di Dio! Satana invece vuole il nostro sconforto, il nostro scoraggiamento. Satana vuole che ci sentiamo un errore, uno sbaglio. Questo non è vero per Dio che è sempre pronto a perdonarci e ci accoglie a braccia aperte, sempre! (Luca 15,20-24)

    Per chi si dice: “Io non dovevo esistere”, “Il problema sono io”, “Io faccio schifo”. Questo salmo dice tutto il contrario: Dio ci ha voluti – amati – sin dall’eternità, ci ha fatto meravigliosi e ci è sempre accanto!

    Proprio per la dolcezza e la tenerezza di questo salmo, non esitiamo a rileggerlo quando ci sentiamo giù di morale e dubitiamo. Vinciamo il dubbio con la fede e l’amore verso Dio.

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  • Preghiera per un defunto, per una persona cara
    2026/03/31

    Ci sono momenti, come la perdita di una persona a noi cara, nei quali non si hanno parole per esprimere il proprio dolore e il proprio amore. Il silenzio in questi momenti diventa preghiera e un abbraccio vale più di mille parole.

    Per tutti coloro che vorrebbero dire qualcosa ma, sopraffatti dal dolore, non sanno cosa dire o come pregare, questa breve preghiera vuole essere un accompagnamento, le prime parole di un dialogo personale con Dio e la persona cara.

    Questa preghiera, ispirata dallo Spirito Santo e alimentata dalla perdita recente di alcune persone a me vicine, è una preghiera per abbandonarsi alla speranza. A quella speranza piena di certezza che non si tratta di un addio, ma di un arrivederci e che la morte è solo un passaggio per la vita eterna.

    A tutti voi che state attraversando questi momenti di sofferenza: prego che lo Spirito di Dio possa darvi fortezza e sostegno.

    NOTE: La preghiera ha due momenti di silenzio, uno all’inizio e uno alla fine, nei quali possiamo ricordare il nome della persona a noi cara. All’inizio: “Grazie, Dio, per il dono di ____ ”, alla fine “Padre mio, accogli ____ con Te ...

    La maggior parte del testo è al femminile perché si riferisce all’anima, che in italiano è appunto al femminile. Il testo può però essere tranquillamente riadattato al maschile, per esempio: “l’avevi donata” e “lontana dai miei abbracci” diventano “l’avevi donato” e “lontano dai miei abbracci”, ecc.

    Un’ultima nota, le due preghiere classiche per i defunti sono il “L’eterno riposo” e la preghiera di santa Gertrude:

    L’eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

    Eterno Padre, io ti offro il preziosissimo sangue del tuo divin Figlio, Gesù, in unione con le messe dette in tutto il mondo, oggi, per tutte le anime sante del Purgatorio, per i peccatori di ogni luogo, per i peccatori della Chiesa universale, quelli della mia casa e dentro la mia famiglia. Amen.

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  • Litanie dell’umiltà
    2026/03/27

    Le litanie dell’umiltà sono state scritte dal servo di Dio R. Merry del Val, segretario di stato di papa Pio X. Ognuna di queste preghiere arriva violenta come un piccone nel nostro cuore scardinando tutti i nostri preconcetti, esse agiscono anche come uno scalpello eliminando tutto ciò che è orgoglio e vanagloria. Queste preghiere non sono facili da accettare, ma poco a poco, meditandole, la nostra anima viene levigata lasciando trasparire la lucentezza e la purezza del nostro spirito.

    In un mondo dove si dà voce all’esaltazione di sé, queste preghiere dissonano e ad alcuni potrebbero apparire come eccessive oppure come roba d’altri tempi. Ma proprio in questi tempi esse sono importanti, poiché ci ricordano ciò che ci dice Gesù stesso: “imparate da me che sono mite e umile di cuore” (Matteo 11,29). E siccome si diventa pazienti esercitando la pazienza nelle occasioni difficili, così anche l’umiltà non può essere vissuta, e accresciuta, senza che ci sia qualcuno che ci umilii. Non è facile accettare di essere disprezzati, ma guardiamo al nostro modello: Gesù, che insultato, percosso e ucciso, ha voluto mostrare la sua umiltà con il silenzio e la sottomissione al volere del Padre, accettando tutto con amore.

    Queste litanie dell’umiltà sono precedute da un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria.

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  • Dio guarda al cuore (preghiera per vincere vanità e vanagloria)
    2026/03/24

    Una delicata preghiera ispirata dallo Spirito Santo per tutte quelle volte in cui ci lasciamo cadere nella tentazione della vanità e della vanagloria. In un mondo dove la bellezza esteriore e le prestazioni sia fisiche che professionali sono state estremizzate fino a divenire degli idoli, questa breve preghiera ci ricorda che “vanità delle vanità, tutto è vanità.” (Qoèlet 1,2). Ritorniamo a ciò che è essenziale per non essere come “sepolcri imbiancati: all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume.” (Matteo 23,27).

    Questa preghiera non è così drastica, ma ci invita comunque a guardare al nostro cuore e a non lasciarci trasportare dalla mondanità, o come dicono i vangeli: dal mondo. Concentrarci sul cuore ci aiuta anche a non giudicare gli altri; in questo modo vivremo con lo sguardo di Dio, perché Egli “non apprezza il vigore del cavallo, non gradisce la corsa dell'uomo. Al Signore è gradito chi lo teme, chi spera nel suo amore.” (Salmo 147,10-11).

    Ogni frase di questa preghiera è tratta dalla Bibbia, i versetti sono poi stati assemblati per creare un discorso unico e coeso. Questi sono i riferimenti: 1 Pietro 3,3-4; Salmo 51,19; Proverbi 31,30; 1 Samuele 16,7; Matteo 11,29.

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  • Preghiera di fusione nella Divina Volontà (ispirata dagli scritti di Luisa Piccarreta)
    2026/03/20

    Questa preghiera mi è stata data da un amico che Dio ha messo sul mio cammino da qualche tempo. Lui ha avuto la grazia di incontrare Gesù a seguito di una preghiera di liberazione, e proprio Gesù lo ha indirizzato negli anni a leggere e a vivere i testi di Luisa Piccarreta (trovi una sua breve biografia in fondo). Il mio amico è una persona verace, che segue (e vive) tutti i sacramenti e che dice quel che pensa. Gli chiesi una preghiera sulla Divina Volontà e mi diede questa preghiera senza rifletterci troppo come se sapesse già cosa avrebbe fatto al caso mio… o nostro.

    Questa preghiera, meditata e vissuta bene, porta una grande consolazione a tutti coloro che potrebbero sentirsi desolati o sconsolati, e dona la forza di andare avanti nella consapevolezza di non essere soli perché Dio vive in noi.

    Il testo originale mi è stato dato in francese, e nella versione originale il titolo sarebbe stato “Prière d’infusion dans la Divine Volonté” cioè “Preghiera d’infusione nella Divina Volontà”. Io ho preferito usare il termine “fusione”, sebbene non sia una traduzione corretta, perché l’ho trovata più in sintonia con la tradizione e il contesto italiano degli scritti da cui si ispira.

    Ho provato a cercare la sua corrispondente preghiera in italiano in rete e nei vari siti che promuovono gli scritti di Luisa Piccarreta, ma non sono riuscito a trovarla. Ci sono delle rassomiglianze con altre preghiere (spesso chiamate “atti” o altro) ma alcune frasi hanno sfumature differenti, per esempio anziché dire “vieni ad ascoltare nelle mie orecchie” qui si dice “vieni ad ascoltare attraverso le mie orecchie”. Ho trovato questa versione molto bella e interessante, infatti in questo modo noi ci vediamo, e diveniamo, uno strumento di Dio, il tramite per mezzo del quale Egli opera nel mondo.


    È interessante notare che mentre molte religioni, o pratiche spirituali, orientali come il buddismo e lo yoga hanno come scopo lo svuotare sé stessi: non pensare a nulla e non avere nulla dentro di sé (diventare un insignificante contenitore vuoto); per noi cristiani invece lo scopo è diverso: noi svuotiamo noi stessi da tutto ciò che è mondanità (nei vangeli: “mondo”) per riempirci di Dio, e così lasciare che sia Dio a vivere in noi: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Galati 2,20), “In Dio infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (Atti degli apostoli 17,28).

    Un’altra cosa che mi piace di questa preghiera è che è molto semplice e diretta.


    Breve biografia di Luisa Piccarreta

    Luisa Piccarreta nacque nella città di Corato nella provincia di Bari, Italia, il 23 aprile 1865, domenica "In Albis" (attuale festa della Divina Misericordia), e lo stesso giorno fu battezzata; visse sempre lì e morì in concetto di santità il 4 marzo 1947.Un giorno, quando aveva circa diciotto anni, uscita sul balcone ebbe una visione di Gesù che stava portando la croce. Fu quello l’inizio delle sue esperienze mistiche e dalla sua unione a Dio che durarono per 62 anni. Passò quasi la sua intera vita immobilizzata nel letto scrivendo i suoi dialoghi con Gesù e Maria in quaderni, ora raccolti in 36 volumi intitolati “Libro di cielo”. È stata proclamata Serva di Dio e la causa di beatificazione è attualmente in corso.


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  • Sacro manto in onore di san Giuseppe
    2026/03/17

    Più che una preghiera, il “Sacro manto” è una bella ed elegante raccolta di preghiere e orazioni in onore di san Giuseppe. Si è soliti recitare il “Manto di san Giuseppe” per 30 giorni consecutivi in onore dei suoi presunti 30 anni vissuti con Gesù.

    C’è la regola che dice che se si interrompe questa catena di trenta giorni bisogna ricominciare da capo, ma io mi sento ben tranquillo nel dire che non è vero e che ciò che conta è l’intenzione con la quale si prega. Pregatela anche a spezzoni, come riuscite e mettendoci la vostra buona volontà, Dio farà il resto. La preghiera deve essere un ristoro per l’anima e non un obbligo o una sofferenza. Dobbiamo anche distaccarci dal pensiero che Dio sia una macchinetta a gettoni che dispensa grazie se si inserisce la moneta giusta. Dio non agisce neanche come una raccolta punti o bollini, che ti ignora se non hai pregato tutti i giorni come dice la regola. Dio si accontenta di un “Ti amo!” e di un “Aiutami, Papà!”.

    Distacchiamoci da tutto ciò che rende la nostra preghiera uno sterile rituale privo di amore. (Matteo 7,21-23 – Luca 13,25-27) Impegniamoci a meditare ciò che diciamo e cerchiamo di vivere ciò che ascoltiamo nella preghiera.


    La prima volta che pregai il “Manto di san Giuseppe” era per chiedere una grazia particolare, ma dopo pochi giorni mi resi conto che ciò che chiedevo non era la volontà di Dio e che la mia richiesta era in realtà un attaccamento. Non ottenni ciò che chiesi, ma ringraziai Dio perché mi diede la luce per riconoscere il mio attaccamento e la forza di accettare la sua volontà per spezzare quel legame sbagliato. Usiamo perciò questi 30 giorni, insieme a san Giuseppe, per discernere ciò che è la volontà di Dio per noi.


    San Giuseppe è una figura silenziosa nei vangeli, ma di una profondità immensa, capace di insegnarci moltissimo. Molto bella e ristorante è la lettera apostolica di papa Francesco “Patris Corde” su san Giuseppe dell’8 dicembre 2020, una lettura breve e consigliata a tutti quanti:

    https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html


    Nota: ho dovuto registrare le varie parti più volte e in momenti diversi, quindi la mia voce cambia un po’, mi spiace… ho fatto del mio meglio :)

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  • Angelus in italiano (preghiera)
    2026/03/13

    La preghiera dell’Angelus prende ispirazione dal vangelo di Luca (1,26-38). È una preghiera molto semplice che ci ricorda il grande mistero dell’incarnazione e ci fa riflettere sul ruolo di Maria nel magnifico progetto di salvezza per l’umanità di Dio. Preghiamo con devozione e umiltà questa bella preghiera che la tradizione vuole sia recitata all’aurora, a mezzogiorno e al tramonto. Preghiamola senza troppa apprensione, anche solamente una volta, e ricordiamoci che Dio guarda al nostro cuore e all’intenzione con cui preghiamo.


    Qui ho voluto riproporre la versione in italiano che recita il papa – in latino in piazza san Pietro – con l’aggiunta dei tre "Gloria" e del "L’eterno riposo", ho voluto aggiungere anche la preghiera all’angelo custode come fatto da qualcun altro in rete perché l’ho trovata una bella idea. Che io sappia, comunque, sarebbe sufficiente recitare le tre "Ave Maria" insieme alle tre invocazioni…


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  • Dio è mio Padre (Preghiera di madre Eugenia Ravasio)
    2026/03/10

    Una dolcissima e tenerissima preghiera rivolta a Dio Padre scritta da madre Eugenia Elisabetta Ravasio, suora della Congregazione di Nostra Signora degli Apostoli (in fondo trovi una sua breve biografia). Questa preghiera ti avvolge come una soffice coperta, essa fa risuonare nel nostro cuore il profumo dell’amore che Dio ha per ciascuno di noi. Leggendola, il nostro desiderio di stare uniti a lui e di amarlo come un papà, come un babbo misericordioso cresce a tal punto che ci sentiremo protetti e avvolti dalle sue braccia, e non vorremmo separarcene.

    Ho passato molte notti leggendo e meditando con gratitudine questa bellissima preghiera, la condivido con la speranza che anche altri possano essere toccati dalla sua dolcezza.

    Se si recita questa preghiera come novena, aggiungere: "Ti prometto, di essere più generoso, specialmente in questi nove giorni in tale circostanza... con quella persona..."

    È molto bello anche leggere quello che dice Gesù in varie rivelazioni private. Dai dialoghi fra Gesù e Josefa Menéndez (libro: Invito all’amore): “[Nel Getsemani] «... mi prostrai un'altra volta, adorai il mio Padre, implorando il suo aiuto. Non dissi: "Mio Dio", ma "Padre mio". Quando il vostro cuore soffre di più, allora dovete chiamare anche voi Dio con nome di Padre. Supplicatelo di aiutarvi, esponetegli le vostre sofferenze, i vostri timori, i vostri desideri e, con il grido della vostra angoscia, ricordategli che siete i suoi figli prediletti. Ditegli che il vostro corpo è sfinito, il vostro cuore oppresso fino alla morte, che l'anima sembra sperimentare il sudore di sangue. Pregatelo con fiducia filiale e aspettate tutto da colui che vi è Padre. Egli vi consolerà e vi darà la forza necessaria per affrontare la tribolazione e la sofferenza, sia la vostra che quella delle anime a voi affidate.»”

    Dio a Vassula Rydén (Vera vita in Dio, 25 aprile 1988 ): “« Vieni a Me liberamente; apriMi il tuo cuore, trattaMi come un amico, come tuo Padre, ma non dimenticare mai che Io sono Santo e il tuo Dio»”

    Negli stessi vangeli Gesù ci insegna a rivolgerci a Dio con il titolo di “abba” che significa: “babbo”, “papà”. Penso proprio che questa preghiera ci inviti a questa rispettosa intimità con Dio.


    Breve biografia di madre Eugenia Elisabetta Ravasio:

    Nacque a San Gervasio d’Adda (ora Capriate San Gervasio), piccolo centro in provincia di Bergamo, il 4 settembre 1907, da famiglia di origini contadine. Frequentò solo la scuola elementare e dopo alcuni anni di lavoro in fabbrica entrò a vent’anni nella Congregazione di Nostra Signora degli Apostoli, ove si sviluppò la sua grande personalità carismatica che la fece eleggere, a soli 25 anni, Madre Generale della Congregazione stessa. Durante la sua vita aprì oltre settanta centri per l’aiuto dei più poveri e scoprì la prima medicina per curare la lebbra. Madre Eugenia è tornata al Padre il 10 agosto 1990. La cosa più importante che ella ci ha lasciato è il messaggio: “Il Padre parla ai suoi figli”, l’unica rivelazione fatta personalmente da Dio Padre e riconosciuta autentica dalla Chiesa dopo dieci anni di rigorosissimi esami. È degno di nota il fatto che il Padre – nel 1932 – dettò a madre Eugenia il messaggio in latino, lingua a lei totalmente sconosciuta. (Per approfondire vistare il sito: Dio è Padre, https://www.dioepadre.org )


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