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I nostri sentimenti

I nostri sentimenti

著者: Luca Stanchieri
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Sentire bene è una pratica. I nostri sentimenti è un podcast in cui Luca Stanchieri — fondatore della Scuola di Coaching Umanistico — propone un manuale parlato per l'educazione sentimentale.

Le emozioni sono reazioni del corpo. I sentimenti sono qualcosa di più: simboli valoriali che si formano nel tempo, si possono allenare, e che orientano scelte, relazioni e vita. Distinguere gli uni dagli altri è il primo passo per non subirli, ma per imparare a sceglierli.

Un percorso in puntate brevi sulle radici, sulle forme e sulla cura dei sentimenti che ci abitano.

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© Luca Stanchieri
個人的成功 哲学 社会科学 自己啓発
エピソード
  • L'adolescenza sentimentale
    2026/08/28

    Esiste una seconda adolescenza. Non ha nulla a che vedere con il corpo: arriva a qualunque età adulta, spesso dopo i cinquanta, e comincia quasi sempre da una domanda — quanto mi resta da vivere? È il momento in cui il progetto di vita scritto da giovani chiede di essere riscritto.

    Luca Stanchieri la chiama adolescenza sentimentale, e in questa puntata la ricostruisce partendo da più lontano: da cosa significhi davvero prendersi cura di sé. Non concedersi un premio, ma preparare il terreno — il gesto elementare con cui si coltiva quello che in tutte le culture è il simbolo della felicità, dal giardino dell'Eden a quello di Epicuro.

    Da lì la puntata arriva alla libertà, che è più complicata di quanto sembri. È prima di tutto un fatto: possiamo scegliere chi essere, e questo include la libertà di essere infelici. Diventa un sentimento solo quando scopriamo di essere liberi anche di essere felici. Ed è proprio questa libertà a renderci insicuri — perché nessuno può sostituirci nella scelta di chi vogliamo essere.

    Con gli studi longitudinali di Emmy Werner alle Hawaii, che seguirono seicentonovanta bambini per oltre trent'anni: l'infanzia pesa, ma la nostra capacità di elaborare i sentimenti resta malleabile per tutta la vita.

    E con una parte personale — il ritmo delle giornate, lo sport, il gioco preso sul serio come lo prendono i bambini, e il corpo che a questa età va onorato non risparmiandolo, ma facendolo faticare.

    Luca Stanchieri è psicologo, coach e fondatore della Scuola di Coaching Umanistico dal 2004.

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    22 分
  • La compassione
    2026/08/21

    "Avrei avuto più caro che l'ordine fosse stato di dargli un'archibugiata sulla schiena, senza sentirla parlare, senza vederla in volto." Chi parla è il Nibbio, uomo di fiducia dell'Innominato, appena tornato dal rapimento di Lucia. E aggiunge: mi ha fatto troppa compassione.

    È da questa scena dei Promessi Sposi che Luca Stanchieri parte per raccontare il sentimento che può rovesciare il risentimento. Un criminale che non aveva mai provato rimorso scopre, davanti a una giovane donna inerme, di non essere più l'uomo che credeva di essere.

    La stessa cosa accade tre secoli dopo a Frank Galvin, avvocato fallito e alcolizzato del Verdetto di Sidney Lumet, che entra in un ospedale per fotografare una donna in stato vegetativo — prova legale utile a strappare qualche dollaro in più — e si trova a chiedersi: se accetto quei soldi, che uomo divento?

    E accade a Rosa Luxemburg, nel 1917, in una lettera dal carcere: un bufalo trascinato nel cortile della prigione, frustato da un soldato, che la fissa con occhi di bambino punito. "Le lacrime che mi scorrevano sul viso erano le sue lacrime."

    Tre storie lontanissime per dire la stessa cosa. La compassione non è pietà: la pietà guarda dall'alto e conferma la distanza tra chi sta bene e chi sta male. La compassione implica simmetria — chi la prova si vede riflesso nell'altro.

    Con una distinzione decisiva tra empatia e simpatia, e uno sguardo agli studi di Lynn Hunt su come la diffusione del romanzo, nel Settecento, abbia reso pensabili i diritti umani.

    Luca Stanchieri è psicologo, coach e fondatore della Scuola di Coaching Umanistico dal 2004.

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    25 分
  • Il risentimento
    2026/08/07

    Il traffico di Roma è il laboratorio perfetto di un sentimento. Basta un errore, una distrazione, un rallentamento — e quello che qualche decennio fa produceva una battuta tagliente oggi produce una lite. Perché nell'abitacolo l'altro è senza volto, è intercambiabile, e lo scambio è irreversibile: ci si incrocia una volta sola, non c'è spazio per la riparazione.

    Luca Stanchieri chiama questo meccanismo il paradigma dell'altrismo: l'altro è semplicemente chi non sono io, una massa indifferenziata e ostile. Ed è il cuore del risentimento — il secondo modo in cui l'amore per la vita fallisce.

    La puntata parte dalla vendetta come dovere sacro nell'antica Grecia e dalla faida germanica, con il guidrigildo che la trasformò in compensazione. Distingue il risentimento dalla rabbia, che esplode subito, e dall'odio, che ha un bersaglio preciso: il risentimento è stabile, deliberato, e mantiene fresche ferite che sarebbero state dimenticate. Chi ne è animato non è risentito verso una persona, ma verso la vita.

    Al fondo, però, c'è una delusione verso se stessi. E l'unico sollievo che offre — la ricerca di capri espiatori — non guarisce la ferita: la mantiene viva.

    Con una domanda che riguarda la violenza contemporanea: basta il risentimento a spiegarla? La risposta è categoricamente no. Perché diventi azione, un sentimento deve incontrare una cultura che lo legittimi.

    Luca Stanchieri è psicologo, coach e fondatore della Scuola di Coaching Umanistico dal 2004.

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    22 分
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