エピソード

  • La Morte
    2025/11/13

    perdere un amico, un collega, oggi è successo

    di getto ho scritto questo.

    ciao Andre

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  • UN BAMBINO
    2025/09/24

    il mio sfogo in generale sulla situazione a GAZA

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  • ASPETTARE
    2025/09/18

    Aspettare.

    Una parola che sembra vuota…

    ma dentro ci sta tutto: speranza, paura, noia, perfino felicità.

    Aspettare… vuol dire fidarsi del tempo.

    Restare fermi quando vorresti correre…

    tacere quando avresti mille cose da dire.

    Ed è lì che capisci cosa conta davvero:

    quel messaggio che non arriva,

    l’abbraccio che sogni,

    una porta che finalmente si apre.

    Certo… aspettare può bruciare.

    Ma è nell’attesa che cresci…

    tra un “non ancora” e un “chissà se”.

    Forse la vita… non è altro che questo:

    un’attesa continua… interrotta da pochi istanti

    in cui finalmente succede qualcosa.

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  • Settembre
    2025/09/11

    “Settembre, andiamo. È tempo di migrare.” — così scriveva D’Annunzio.

    Ma è con le note di Alberto Fortis che settembre, per molti di noi, diventa qualcosa di più di un mese: diventa una sensazione.

    Settembre è il ponte sospeso tra quello che siamo stati d’estate e quello che torneremo a essere d’inverno. È la terra di mezzo, quella in cui non sei più abbronzato, ma non sei nemmeno ancora coperto da sciarpe e cappotti.

    C’è sempre una malinconia sottile, in settembre. Non è tristezza, non è nostalgia, è come se fosse un richiamo. Il richiamo della normalità, delle agende che si riempiono, dei treni presi di corsa, delle scuole che riaprono, dei lavori che ripartono a pieno ritmo.

    Settembre è il mese dei nuovi inizi. Molti pensano che l’anno nuovo inizi a gennaio, ma la verità è che ricomincia a settembre. È lì che decidiamo se cambiare, se studiare, se lasciare, se ripartire. È lì che mettiamo via l’estate con la promessa che tornerà, ma intanto proviamo a reinventarci.

    Eppure, in questa rinascita, resta sempre quella frase che Alberto Fortis cantava: “Settembre, è il mese del ripensamento…”

    Sì, perché settembre è proprio questo: uno specchio che ci costringe a guardarci dentro. Ci fa ripensare a chi siamo, a cosa vogliamo, a chi ci manca, a chi non vogliamo più.

    Forse settembre non è il mese più bello, ma è il mese più vero. Perché ci toglie le maschere leggere dell’estate e ci rimette addosso i vestiti pesanti della vita.

    Ed è lì che capisci che la malinconia di settembre non va combattuta: va vissuta. Perché dentro quella malinconia c’è la spinta più forte che abbiamo per cambiare davvero.

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  • LA FIDUCIA
    2025/09/04

    La fiducia…

    È quella cosa invisibile che tiene insieme tutto.

    Non la vedi, non la tocchi, ma se c’è la senti forte, quasi più dell’amore.

    Perché amare è facile, fidarsi no.

    Amare puoi farlo anche di pancia, d’istinto.

    Ma fidarti… fidarti significa spogliarti, consegnare le chiavi di te stesso a qualcun altro e sperare che non ti distrugga la casa.

    La fiducia è fragile, è come il vetro: ci vuole tempo per soffiarla, modellarla, darle forma… e un attimo per romperla.

    E quando si rompe, non torna mai com’era prima.

    Puoi aggiustarla, sì, ma resteranno sempre le crepe, i segni, i ricordi di quel rumore sordo: crack.

    Eppure, nonostante tutto, non possiamo farne a meno.

    Perché vivere senza fidarsi è sopravvivere, non vivere.

    È come guidare con il freno a mano tirato.

    È come amare a metà.

    La fiducia è il coraggio di dire: “Ti lascio entrare, anche se potresti ferirmi”.

    E se trovi qualcuno che quella fiducia la custodisce, allora hai trovato davvero un tesoro.

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  • GUERRA O PACE
    2025/08/28

    La guerra…

    è un rumore che ti entra dentro, è un silenzio che urla più forte di qualsiasi bomba.

    È il pianto di un bambino che non sa perché il cielo gli crolla addosso.

    È la rabbia di un uomo che perde la sua casa, la sua famiglia, la sua vita.

    La pace, invece, è un suono leggero.

    È il battito del cuore che non ha paura, è una carezza che non conosce confini.

    La pace è sedersi a tavola, guardarsi negli occhi e sapere che domani saremo ancora qui.

    È il coraggio di scegliere il dialogo quando sarebbe più facile alzare un’arma.

    Guerra e pace… due parole che stanno agli estremi dello stesso filo.

    E la verità è che quel filo è nelle nostre mani, ogni giorno.

    Possiamo spezzarlo con l’odio, o intrecciarlo con l’amore.

    Perché la pace non è un sogno:

    la pace è una scelta.

    La più difficile.

    La più necessaria.

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  • L’ESTATE
    2025/08/21

    L’estate… quella stagione che non guardi mai sull’orologio, perché il tempo sembra farsi liquido, lento, dorato. È il profumo della salsedine che ti entra nei vestiti, il rumore delle cicale che diventa colonna sonora delle tue giornate. È il sole che ti bacia la pelle e le sere che sembrano non finire mai, tra chiacchiere leggere e risate più forti del vento. L’estate è un po’ nostalgia in anticipo: mentre la vivi, già sai che ti mancherà. È un abbraccio caldo, una canzone che parte dalla radio e diventa subito ricordo. È libertà, spensieratezza… e quell’idea che, anche se per pochi mesi, la vita possa davvero essere tutta qui: un tuffo, un tramonto e la voglia di non smettere mai di sentirsi vivi.

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  • Anni 2000: musica, moda e non solo
    2025/08/14

    Sai, gli anni 2000 non sono solo un decennio… sono una sensazione.

    Erano gli anni dei primi telefoni a conchiglia, con le suonerie polifoniche che costavano un patrimonio, e di MSN Messenger, dove bastava un “nudge” per dire “Ehi, ci sei?”.

    Erano i tempi in cui per connetterti a internet sentivi quel suono gracchiante del modem… e dovevi dire a casa: “Non alzare il telefono!”.

    La moda? Be’, impossibile dimenticare: jeans a vita bassissima, cinture con fibbie giganti, felpe oversize e magliette aderenti con scritte glitterate. E poi i capelli… punte gelatissime per lui, meches biondo platino per lei.

    Era l’epoca delle borse a spalla piccolissime e dei braccialetti colorati in plastica.

    E la musica?

    Dai, come si fa a non ricordare? MTV ancora trasmetteva video musicali, le classifiche erano un mix di pop, R&B e dance. Britney Spears, Eminem, Beyoncé agli inizi, i Black Eyed Peas… e in Italia i tormentoni di Tiziano Ferro, gli 883 alla loro ultima corsa, e i primi grandi successi di Jovanotti “versione 2.0”. I CD masterizzati giravano come moneta di scambio tra amici.

    Ma soprattutto… c’era un senso di novità continua: i social non ti dicevano cosa dovevi ascoltare o indossare, lo scoprivi da un amico, in radio o per caso su una rivista. E ogni scoperta diventava “la tua cosa”.

    Gli anni 2000… un mix di moda discutibile, musica che ancora oggi sappiamo a memoria, e quella sensazione che il futuro fosse lì, a portata di mano… dentro un Nokia 3310.

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