エピソード

  • Un Sì a metà
    2026/10/19

    Lo scorso inverno sei stata a un passo dall'andartene, e alla fine hai deciso di restare: “Ci riproviamo. Vediamo come va.” Poi, a marzo, scegliete insieme un materasso nuovo e tu dici “ci pensiamo”. A ottobre è ancora in negozio, e voi dormite sulla buca.

    Qualche mese fa, in questo podcast, ti ho fatto una domanda: se cancelli gli anni che hai già messo nella tua storia e la guardi com'è oggi, ci entreresti? Questa puntata è per chi ha risposto sì, e quel sì l'ha detto a voce mentre con il resto sta ancora decidendo.

    È come entrare a casa di qualcuno dicendo “passo solo un attimo”, e poi restare un'ora e mezza seduti sul bracciolo del divano senza togliersi il cappotto.

    Hai deciso di restare, e intanto tieni pronta l'uscita. Chi ti dorme accanto se ne accorge, e dopo qualche mese il cappotto se lo rimette anche lui. Per questo parlo prima a chi tiene pronta l'uscita, poi a chi glielo vede fare tutte le sere.

    C'è anche quello che vedo in aula quando entro per una giornata di formazione, dove a dirmi chi ha deciso di esserci sono le giacche. E c'è una ricerca su degli studenti, una fotografia e la possibilità di cambiarla.

    Alla fine ti lascio una cosa da prenotare, di quelle che non si possono disdire.

    Buon ascolto.

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    12 分
  • Noi, gli EVOLUTI
    2026/10/12

    Un martedì mattina Roberta Rossi, quella del terzo piano, cambia nome nella chat del condominio e diventa Roberta Shanti Rossi, con un tramonto nella foto del profilo e un buongiornissimo alle anime belle. Shanti vuol dire pace, e a casa sua con il marito c'è una guerra fredda da tre mesi.

    Questa puntata parla di cosa succede quando cominci a lavorare su di te e chi hai in casa no. Lo yoga e la meditazione li stimo, e chi riesce a praticarli con costanza lo invidio. Quello che mi interessa è il momento in cui una battuta scema sulla tua tisana diventa “la tua ferita che parla”, e da quel giorno il tuo partner lo guardi dal piano di sopra.

    C'è anche Roberto, che dopo tre weekend sulla mentalità vincente spiega alla moglie che il mare ad agosto è roba da perdenti. E c'è una ricerca su quanto ci si sente più buoni della media un'ora dopo una lezione di yoga.

    Alla fine ti lascio una cosa da contare: gli abbracci della settimana, alberi esclusi.

    Buon ascolto.

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    14 分
  • Ti ha già CHIESTO SCUSA
    2026/10/05

    Dopo un litigio ci mettiamo ad aspettare una frase precisa, “scusa, ho sbagliato”, e intanto non ci accorgiamo di quello che arriva al suo posto. Il tuo partner si affaccia alla portafinestra e ti chiede se hai visto le forbici grandi, che hai in mano tu.

    Tuo padre, dopo una telefonata storta, si presenta con il trapano e ti monta la mensola che gli avevi chiesto a maggio, senza dire una parola sulla discussione. Quelle sono scuse, fatte da chi le parole per farle non le ha mai imparate.

    Prima del gesto, però, ci sono gli occhi e il corpo.

    La faccia cambia segno, lo sguardo va e viene, e la testa si abbassa un po' nelle spalle per la paura di sentirsi dire di no. Di mestiere guardo i corpi, e in questa puntata ti faccio vedere come riconoscere quelle scuse qualche minuto prima che arrivino.

    Poi parliamo di cosa succede quando rispondi “non fare finta di niente”. La ragione resta tua, e intanto dall'altra parte qualcuno impara che dopo un litigio conviene non provarci più.

    C'è anche Fonzie, che “ho sbagliato” proprio non riusciva a dirlo.

    Buon ascolto.

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    14 分
  • Il suo NE PARLIAMO
    2026/09/28

    Avevo otto anni ed ero innamorato di Orietta, che stava in classe con me e guardava quelli più grandi. Per due anni le ho scritto poesie e gliele ho nascoste nella cartella, le ho portato regali presi da casa mia, e non le ho mai chiesto niente.

    Il giorno che le ho regalato un cuoricino di pietra rosa rubato a mia madre, lei ha detto “grazie” e ha girato i tacchi. Quel grazie me lo sono tenuto stretto per mesi, perché un grazie non ti nega niente e ti lascia continuare con la coscienza a posto.

    Mia nonna la guardava da fuori, quella storia, e mi diceva sempre la stessa cosa in dialetto: è inutile pregare i santi che non fanno le grazie.

    Oggi ti parlo di quello che succede in casa di gente adulta, quando chiedi una cosa al tuo partner e ti senti rispondere “ne parliamo”, oppure “hai ragione”, oppure “sì dai, organizziamoci”. Poi quella cosa non arriva, e tu ci riprovi, e ogni volta ti dici che il momento giusto deve ancora venire.

    Il punto della puntata è questo: una risposta ce l'hai già, e sei tu che la chiami “non ancora”. Finché la chiami così, la partita la gioca un altro e tu stai lì ad aspettare, che è faticoso e insieme è comodo, perché chi aspetta non deve decidere niente.

    Ti racconto anche come è finita con Orietta, e cosa è successo con Silvia, alla quale invece quella domanda l'ho fatta in faccia.

    Buon ascolto.

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    12 分
  • Hai smesso di ASCOLTARLA
    2026/09/21

    Domenica sera, due ore di autostrada, il rientro da tre giorni via. Lei fa una domanda sulle vacanze dell'anno prossimo e lui risponde in due secondi parlando di soldi. Lei dice una cosa con la voce stanca e lui ci sente un'accusa. Lei comincia una frase e lui la finisce al posto suo. Poi quaranta minuti di silenzio, che lui riempie da solo con la spiegazione che aveva già in magazzino.

    Quelle due ore te le racconto due volte, e la seconda dal sedile del passeggero, dove c'è tutto quello che non è mai arrivato dall'altra parte.

    Succede perché dentro la testa ci portiamo un modello della persona con cui viviamo, costruito anni fa e mai più corretto. Quel modello traduce mentre l'altro parla, e noi rispondiamo alla traduzione invece che alla frase. Io lo chiamo il traduttore automatico, e lo sento lavorare quasi tutti i giorni, in studio e addosso a me.

    Alla fine ti lascio una domanda sola, da fare stasera prima di rispondere. Dieci secondi, e regge anche con un capo, con un cliente, con un figlio.

    Buon ascolto.

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    15 分
  • Aspetti che se ne accorga
    2026/09/14

    Ti è mai capitato di prepararti un discorso in macchina, ripassarlo mentre scarichi la spesa, decidere pure il momento giusto per farlo, e poi alle undici e un quarto di sera chiedere soltanto se va tutto bene?

    Lui dice di sì senza alzare gli occhi dal telefono, tu vai a letto, e quella sera entra nell’elenco delle volte in cui ci hai provato.

    In questo episodio faccio una cosa che qui dentro non avevo mai fatto: parto da una scena che deve ancora succedere, tu fra sei mesi in un parcheggio che dici a tua sorella di averci provato in tutti i modi, e da lì torno indietro tappa per tappa, fino alla domenica di tre anni fa in cui tutto è cominciato.

    Ti faccio vedere la telefonata alla suocera che hai preso al posto suo, il caffè fatto da te dopo il litigio, la lavatrice caricata invece di entrare in salotto a dirgli che così non ti va più bene.

    Parlo di quel lavoro che fai sempre tu, sempre nello stesso modo, e del fatto che l’altro non lo vede passare perché ormai lo dà per scontato.

    Io lo chiamo il turno di notte, e parlo del motivo per cui l’hai scelto, che è meno nobile di quanto ti racconti.

    Alla fine rispondo alla domanda che avevo lasciato in sospeso qualche settimana fa, cioè per quanto tempo ha senso remare da soli prima di posare i remi, e la risposta sta tutta in una domanda sola.

    Buon ascolto.

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    15 分
  • Quel santino del tuo EX
    2026/09/07

    Ti è mai capitato di litigare per una sciocchezza, restare in cucina con i piatti da fare e ritrovarti a cercare un nome sul telefono? Non scrivi niente, guardi la foto del profilo tre secondi e chiudi tutto. Poi ti dici che con quella persona lì non litigavate mai, e ci credi davvero.

    Quella persona, nella tua testa, ha smesso di sbagliare il giorno preciso in cui te ne sei andato tu. Non ha mai avuto una domenica di novembre in cui non sapevate cosa dirvi, non ha mai discusso con te su chi paga il dentista, e non è mai tornata a casa con l’umore grattugiato per otto mesi di fila.

    Chi hai in casa adesso invece tutte queste prove le sta dando, una dietro l’altra, e ogni tanto ne sbaglia qualcuna.

    In questo episodio parlo di rimpianto, e di quella figurina che ci teniamo nel portafoglio come le nonne tenevano i santini.

    Ti racconto perché il motivo per cui hai lasciato quella persona oggi ti sembra una sciocchezza, che cosa fa la memoria con il dolore quando passano gli anni, e che cosa vedo succedere in stanza quando qualcuno mi porta il partner attuale descritto come un disastro e mezz’ora dopo mi parla dell'ex come di un santo.

    Alla fine c’è una prova sola da fare stasera, e ti costa cinque minuti.

    Buon ascolto.

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    12 分
  • Ti danno sempre RAGIONE
    2026/08/31

    Racconti la stessa storia da mesi, in macchina, nel gruppo su whatsapp, ai tuoi genitori. E ogni volta viene fuori un po' più pulita, un po' più tonda, e il pezzo in cui c'eri anche tu si accorcia di due frasi.

    Nessuno sta mentendo.

    Però dopo dieci racconti la storia che porti in giro e la serata che hai vissuto davvero sono diventate due cose diverse.

    In questo episodio ti faccio vedere come si costruisce quella che chiamo la "versione da tavolo", guardiamo le quattro dimensioni del pubblico a cui la racconti sempre, e poi torniamo a quella lista di nomi. Perché te la sei costruita tu.

    Buon ascolto.

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    15 分