『Tracce - Le voci che restano del terremoto in Friuli』のカバーアート

Tracce - Le voci che restano del terremoto in Friuli

Tracce - Le voci che restano del terremoto in Friuli

著者: Giuseppe Parisi Messaggero Veneto e Nord Est Multimedia
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10月19日まで。※適用条件あり
Quali sono le impronte invisibili che un evento così devastante incide nell’anima di un popolo? Il sisma del 1976 ha ridisegnato i confini del tempo, creando un solco netto tra ciò che era e ciò che sarebbe stato. Il terremoto ha registrato una traccia dentro chi si ricorda perfettamente dov’era in quel momento e dentro chi in quel momento non c’era ma erediterà un racconto. Le tracce scritte sulla carne dal terremoto meritano ancora e per sempre un’unica cura: l’ascolto.

Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca.
Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti.
Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco.

Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia
Copyright il NordEst
政治・政府
エピソード
  • 11 settembre
    2026/09/11
    ll 6 maggio 1976 fu solo l'inizio. Pochi mesi dopo, tra l’11 e il 15 settembre, nuove e violente scosse costrinsero decine di migliaia di friulani ad abbandonare ancora una volta le proprie case e a cercare rifugio sulle coste di Lignano e Grado.

    Fu un esodo doloroso, affrontato da molti con la paura e la convinzione che non ci sarebbe stato un ritorno.In questo episodio ripercorriamo quei giorni attraverso incontri, ricordi e testimonianze.Claudio Sandruvi, allora giovane consigliere comunale a Gemona e oggi sindaco di Montenars, ci porta nel cuore di una pubblica amministrazione chiamata ad affrontare l’emergenza e capace di farlo con una straordinaria attenzione alle persone.

    Con lo psicanalista Luigi Caparrotta riflettiamo invece sullo sradicamento, sulla perdita dei propri punti di riferimento e sul trauma collettivo vissuto da adulti e bambini costretti a lasciare improvvisamente i luoghi della propria vita.Un viaggio intimo nella memoria che ci porta a guardare con occhi diversi anche il cosiddetto “modello Friuli”: non il risultato di un’unica scelta o di pochi protagonisti, ma un mosaico costruito da un’intera comunità, in cui ciascuno si assunse la propria “tessera” di responsabilità.

    Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca.
    Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti.
    Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco.

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    21 分
  • Ep. 4 - La fine, l’inizio
    2026/05/02
    "Il sapere è potere solo quando è a servizio del benessere di tutti"

    Il viaggio di Tracce si conclude dove tutto sembra ricominciare: tra le corone d'alloro e le grida festose dei laureati dell'Università degli Studi di Udine. Ma questo ateneo non è nato nel silenzio delle aule, ma tra il fango delle tendopoli. In questo ultimo episodio, scopriamo come la più grande eredità del terremoto sia stata una scommessa culturale: 125 mila firme raccolte da un popolo ferito che pretese il diritto alla conoscenza.

    Insieme al giornalista Mattia Pertoldi, analizziamo quali sono stati i segreti della ricostruzione dopo il terremoto ma scaviamo anche nelle pieghe di una narrazione che pur valorizzando la resilienza friulana, rischia di alimentare una retorica che spegne la voglia di costruire futuro.Il racconto si accende di colori con l'epopea dell'Udinese. Nel settembre del '76, mentre la terra ricominciava a tremare ferocemente, i bianconeri inauguravano lo Stadio Friuli.

    È l'inizio di una scalata che, solo sette anni dopo, porterà a Udine il "Galinho" Zico. Attraverso i ricordi di Antonio Simeoli, riviviamo quel paradosso meraviglioso: un territorio ancora segnato dalle cicatrici del sisma che pretende e ottiene il calciatore più forte del mondo. Un riscatto collettivo riassunto nel celebre grido: "O Zico o Austria"

    Infine, guardiamo al futuro attraverso gli occhi di Anna, una giovane ricercatrice in architettura umanitaria cresciuta con l'eco dei racconti del '76. La sua storia ci dimostra che i semi gettati cinquant'anni fa continuano a germogliare in giro per il mondo.

    Dalle radio dei radioamatori ai gruppi WhatsApp dei volontari di oggi, la traccia più resistente non è il cemento armato ma quella spinta umana a "dare una mano" che non conosce confini.

    Il Friuli ringrazia e non dimentica.


    Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca.
    Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti.
    Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco.

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    29 分
  • Ep. 3 - Il ricordo
    2026/05/02
    "Anin in denant. Andiamo avanti".

    Se cammini oggi per le strade del Friuli, le ferite architettoniche sembrano rimarginate. Ma dove sono finite le tracce dell'Orcolat? In questo terzo episodio di Tracce, scopriamo che i segni più profondi non sono nei muri ma incisi nei silenzi, nelle foto che "urlano" e nella memoria di chi è rimasto.Partiamo da Buja, nella casa di Laura e Guglielmo.

    Lei maestra, lui medico: due pilastri di quel "Modello Friuli" che non è fatto solo di una gestione efficiente dei fondi ma di persone. Laura ci racconta di una luna immensa che rischiarò le macerie e di come il cervello umano, sotto shock, attivi un "pilota automatico" per la sopravvivenza. Attraverso i suoi ricordi, vediamo scendere da un'auto Susanna Agnelli con le maniche rimboccate e tocchiamo con mano le "formine di plastica" dell'insiemistica, strumenti di una scuola che non voleva arrendersi al fango.Il ricordo del 1976 è un'eredità che si tramanda: dalla madre di Laura, che portava in sé il trauma del sisma del 1928, fino alle nuove generazioni.

    La scrittrice Ilaria Tuti ci parla del latte rubato a sua madre dal terremoto, mentre la scrittrice e sinologa Giada Messetti ci racconta una sensibilità generata da quel trauma e che condiziona ancora oggi le sue mappe geografiche.

    In questo viaggio tra le Krivaie (i prefabbricati jugoslavi) e i racconti di Greta Sclaunich e Angelo Floramo, emerge la vera essenza del Friuli: una terra che ha trasformato il dolore in una "democrazia dal basso". Il terremoto, nella sua tragica violenza, ha fatto emergere l'anima più sincera dell'essere umano, ridefinendo il concetto di "NOI".

    "I figli erano figli di tutti, di fatto. Ecco cos’è stato il terremoto: la tragedia che ha fatto venire a galla l'anima."


    Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca.
    Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti.
    Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco.

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    32 分
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