Stephen Shore e la rivoluzione del quotidiano
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E se ti dicessi che la foto più potente della tua vita non ha bisogno di alcuna macchina fotografica, ma solo di uno sguardo capace di innamorarsi della noia?
In questo speciale di Visualture, la fotografia col sorriso, facciamo un viaggio nella mente di un vero e proprio mostro sacro: Stephen Shore. Negli anni '70, quando il colore era considerato roba da cartoline, Shore ha preso una macchina di grande formato e ha deciso di fare una cosa folle: fotografare distributori di benzina anonimi, diner di provincia e camere di motel, sbattendoci in faccia che non esiste un soggetto noioso, ma solo uno sguardo distratto.
Ne parliamo analizzando la sua eredità teorica e sfogliando idealmente il suo capolavoro più recente, The Mental Image, per capire come nasce la vera visione fotografica prima ancora di toccare il mirino.
☕ Se passi da Cerveteri, vieni a trovarci anche da Familia Bio, dove la materia prima e il rispetto per la terra seguono esattamente la stessa cura che mettiamo nello sguardo.
Ascolta, fai tuo il metodo e poi dimmi la tua nei commenti: qual è il libro di fotografia che ti ha fatto davvero cambiare prospettiva?
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