『Perchè la Parola corra - Omelie domenica』のカバーアート

Perchè la Parola corra - Omelie domenica

Perchè la Parola corra - Omelie domenica

著者: Andrea Berselli
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概要

A volte chi predica lo fa con i fogli, altre volte con la voce.
In questo podcast alcune omelie domenicali, imperfette, semplici, ma un gradino in più affinchè la Parola possa correre!Copyright Andrea Berselli
スピリチュアリティ
エピソード
  • Gv 9,1-41 - IV domenica di Quaresima
    2026/03/14
    Ci stiamo avvicinando alla Pasqua di Gesù. NON È ANCORA IL MOMENTO, non è ancora il compimento della vita del nostro precursore ma la liturgia in questo tempo ci aiuta a intuire qualcosa in più di dove stiamo andando PRESENTANDO ELEMENTI DI RISURREZIONE.La settimana scorsa abbiamo conosciuto la RISURREZIONE DELLA SAMARITANA, da donna insoddisfatta della vita e quasi morta interiormente a donna realizzata e viva.Questa settimana incontriamo UN CIECO E VEDIAMO ANCHE QUI UNA RISURREZIONE, una rinascita e ci aiuta a capirlo anche L’IMMAGINE DELLA SALIVA CON LA TERRA CHE RIPLASMA IL VOLTO DELL’UOMO, come se fossimo di fronte ad una nuova creazione. Era un uomo morto dentro perché era stato educato che SE ERA IN QUELLA CONDIZIONE ERA PER QUALCHE SUO PECCATO. Ma era un uomo anche che FACEVA MORIRE DENTRO ALTRI PERCHÉ NELLA STESSA CONDIZIONE ERANO I SUOI GENITORI i quali avranno passato la vita a chiedersi quali colpe avevano commesso per far nascere un figlio cieco e CHISSÀ QUALI SENSI DI COLPA in quella famiglia. TUTTI CHE SI AUTOINCOLPAVANO. Che vita triste. O meglio, CHE VITA MORTA. MA LORO ERANO MORTI DAVVERO? NO. E allora CHI GLI AVEVA DIAGNOSTICATO LA MORTE? GLI ALTRI. Ah, interessante. L’UOMO CHE SI ATTRIBUISCE IL POTERE DI DICHIARARE MORTO QUALCUN ALTRO. L’uomo che si arroga il diritto di decidere chi è vivo e chi no. E, facciamoci caso, anche una volta che arriva Gesù e fa risorgere la vita di quel povero cieco ecco che ALCUNI SI METTONO DI TRAVERSO DAVANTI ALLA RISURREZIONE. E alla fine QUELLI CHE NON RIESCONO A RISORGERE SONO PROPRIO LORO.Ma perché? PERCHÉ FATICHIAMO COSÌ TANTO AD ACCETTARE CHE NOI SIAMO FATTI PER LA VITA E NON PER LA MORTE? Perché pur di non abbandonare i nostri schemi preferiamo rinunciare allo stupore della risurrezione e rimanere nel buio della morte?È proprio vero il detto che UNO VEDE CIÒ CHE VUOLE VEDERE. NEL VANGELO ASCOLTATO È CHIARO: C’È UN DATO, OVVERO, IL CIECO VEDE. Ed ecco che per qualcuno quel dato è segno di risurrezione, che Dio è grande, che è fedele, che non abbandona il suo popolo, che LO LIBERA NON SOLO DALL’INVASORE MA ANCHE DAL SENSO DI COLPA, DALLA FRUSTRAZIONE, DALL’UMILIAZIONE. MA PER QUALCUN ALTRO QUELLO STESSO DATO È SEGNO DI BESTEMMIA, di ignoranza, di superbia.LO STESSO DATO E DUE INTERPRETAZIONI DIVERSE. Proviamo a chiederci allora che cosa c’era di diverso in queste due persone… Possiamo ipotizzare che sostanzialmente AVEVANO DI DIVERSO IL CUORE. QUELLO DEL CIECO AVEVA DEI DESIDERI, DESIDERAVA RISORGERE, lo voleva con tutto se stesso ed ha saputo cogliere i segni della risurrezione nella sua vita.QUELLO DEI FARISEI INVECE NON DESIDERAVA NULLA, ERA UN CUORE FREDDO CHE NON AVEVA PIÙ OBIETTIVI SE NON ERGERSI A GIUDICI e sostituirsi all’idea di un Dio giudice che avevano costruito e imposto agli altri. PENSATE LA GIOIA DI QUEL CIECO NEL RISCOPRIRE CHE DIO NON ERA COME QUELLO CHE GLI AVEVANO PRESENTATO. E pensate il crollo del castello mentale che hanno avuto questi FARISEI CHE SI SONO CHIUSI IN DIFESA DELLA LORO IDEA PER PAURA CHE TUTTO CROLLASSE.La rigidità di sé, del proprio cuore, delle proprie idee impediscono alla novità della risurrezione di entrare.
    Mentre l’accoglienza della fragilità, l’accettazione di non bastare a se stessi, il desiderio della novità e del farsi educare dallo stupore APRONO LA STRADA ALLA POSSIBILITÀ DI DIO.E noi da che parte stiamo?Vogliamo risorgere?Allora abbandoniamo la pretesa della perfezione, abbandoniamo la certezza di sapere tutto della vita e di Dio, abbandoniamo la presunzione di non avere nulla da ricevere dagli altri e LASCIAMO IL CUORE APERTO ALLO STUPORE, QUELL’ELEMENTO PEDAGOGICO CAPACE DI RINVIGORIRE UN CUORE STANCO. Diamo voce ai nostri desideri e impariamo a chiedere aiuto e aiutarci a vicenda! Così lasceremo lo spazio al risorto per venire a fare risorgere anche noi!
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  • Gv 4,5-42 - III domenica di Quaresima
    2026/03/07
    Tanti spunti di riflessione in così poco tempo. È un passo pieno di simboli che in un’altra occasione meriterebbe di essere adeguatamente approfondito. Oggi ci limitiamo a queste piccole sottolineature:una donna va al pozzo a mezzogiorno. Sappiamo che non era l’orario normale e sappiamo che probabilmente andava a quell’ora perché si vergognava. Si vergognava della sua vita, di ciò che gli altri pensavano di lei, del suo passato, dei suoi fallimenti. Questa donna porta un’anfora vuota ma che è pesantissima perché piena di tutte queste cose. Vorrebbe riversarle nel pozzo, eliminarle per sempre, ma non c’è modo, è rassegnata e quindi si nasconde. Non facciamoci scivolare via questi dettagli: questa donna va al pozzo perché ha sete, ma alla fine l’anfora la lascia al pozzo quindi aveva sete di cosa? Che cosa all’inizio del confronto con Gesù le mancava e poi ne era piena? Aveva sete di dignità? Aveva sete di rispetto? Aveva sete di pietà per tutti i suoi errori? Possiamo interpretare come preferiamo ma una cosa è certa: Gesù ha saziato la sua sete perché ha lasciato lì quell’anfora!Senza il confronto con Gesù non riusciva a fare due cose:- non riusciva a perdonare se stessa. Sapeva di aver commesso degli errori e si sente schiava dei suoi fallimenti. Non riesce a pensare che ci possa essere una via di uscita e allora non lotta più, si arrende. Dio sarà anche buono ma lei ormai è fuori dalla sua bontà.- non si sentiva perdonata dalla sua gente. Va di nascosto perché è stanca dei giudizi degli altri. È stufa dei pre-giudizi, cioè del chiacchiericcio di chi commenta e parla senza sapere le cose. Non si sente parte della sua comunità. Abita lì, ma è una necessità, non una scelta. Potesse scapperebbe, andrebbe a vivere altrove. E poi arriva Gesù. E agisce in questa direzione:- la fa sentire amata pienamente (aveva 6 mariti nei quali non trovava soddisfazione)- le dà un motivo per tornare in mezzo alla gente Insomma il confronto con Gesù cosa fa? Schiaccia il tasto play della sua vita che nel frattempo si era messa in pausa. Questo testo è molto prezioso e andrebbe ulteriormente approfondito mettendo noi stessi sia nei panni della samaritana chiedendoci ad esempio come viviamo i nostri fallimenti, se riusciamo a perdonarci, se riusciamo a provare gusto nel vivere in comunità. Ma potremmo anche metterci nei panni della gente chiedendoci se riusciamo a guardare agli altri con misericordia e se siamo comunità aperte e accoglienti. Tuttavia oggi ci accontentiamo di accorgerci dei frutti dell’incontro con Gesù che possiamo chiedere al Signore diventino anche i frutti del nostro percorso quaresimale.

    Fa, o Signore che in questo tempo di Quaresima anch’io possa riscoprire l’amore di Dio per me. A volte mi identifico nei miei fallimenti, altre volte mi sostituisco a te ma aiutami tu, Signore, a gustare la gioia di sentirsi amati da te, non perché me lo merito, non perché ho fatto qualcosa ma perché semplicemente tu sei mio Padre.E aiutami Signore a riscoprire in questo tempo l’importanza della comunità perché è qui che posso star bene ed è qui che mi mandi ad annunciarti. Non fare mai calare in me l’ardore missionario. Non fare spegnere in me il desiderio di parlare di te e quando avrò la tentazione di ritirarmi da solo al pozzo tu vieni a svegliarmi dal mio torpore ed inviami nuovamente con cuore rinnovato e missionario in mezzo alla mia gente ad annunciare la buona notizia della tua e nostra Pasqua. Amen
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    5 分
  • Mt 17,1-9 - II Quaresima
    2026/02/28
    Gesù devia. Ma perché? Perché va su quel monte allungando la strada? È ad una svolta del suo ministero, sa che di lì a poco se continua su quella strada dovrà lasciare la calma e familiarità della galilea per il caos ed il pericolo della giudea. Era la scelta giusta? Gesù sentiva che doveva fare una scelta coraggiosa. L’aveva individuata ed ecco i dubbi di chi sta per fare scelte importanti: ma è la scelta giusta? E se ho inteso male le parole del padre? E se c’è un modo migliore per arrivare allo stesso obiettivo? E se… ecco immaginiamocelo gesù che si pone domande umane, le stesse nostre domande di vita, le domande che uno che vuole vivere non può non porsi! E quindi cosa fa?

    ⁃ Si ritaglia del tempo. Aveva tante cose da fare? Sicuramente. Questo cambio di programma ritarda delle cose importanti? Certo. Eppure lo fa. Si ritaglia del tempo perché le scelte della vita per una vita di qualità richiedono tempo.

    ⁃ Si porta dietro degli amici. Sente il bisogno di condividere. Non tutto, ma tanto con qualcuno che sente più vicino di altri. Le scelte importanti non si possono fare da soli se no rimaniamo imprigionati nei nostri ragionamenti che ci portano un po’ di qua e un po’ di là

    ⁃ Rilegge la sua storia. Mosè ed elia sono segno della legge e dei profeti e quindi della storia del popolo al quale gesù appartiene e quindi sono parte della sua storia. Una scelta di qualità non è mai slegata da ciò che sei, dalla tua storia e da quella della tua gente.

    ⁃ Si sente amato. Prega e nella preghiera prova una consolazione. Si sente confermato e consolato dal padre che lo riconosce sia amato e sia si compiace di ciò che sta facendo. La preghiera come luogo di discernimento, di conferma e di consolazione.

    Tante volte fatichiamo a fare questi passaggi perché tutto ci sembra urgente, tante cose da fare, ansia da prestazione, se non faccio questo che figura faccio, gli altri cosa dicono di me? Deluderei tutti quindi facciamo scelte smart. No. Queste non sono scelte, questo è tirare avanti la baracca e funziona per un po’ ma se nella tua barca hai un buco per un po’ puoi tirare avanti come se non lo avessi ma poi devi necessariamente fare una scelta: lo tappo, scendo o cambio barca? Ecco nel pieno del tempo quaresimale il signore ci chiede di osare scelte di qualità! Datti un metodo per scegliere e per rileggere le tue scelte! E se intuisci che il signore ti sta chiedendo un cambio di direzione agisci! Sarebbe bello se il frutto della quaresima fosse un ricalcolo del percorso, se aldilà di digiuni e devozioni potessimo arrivare alla pasqua e dire: grazie signore perché in questo tempo quaresimale mi hai preso per mano, mi hai dato del tempo per guardare alla mia vita, mi hai dato dei buoni compagni di viaggio con cui camminare, mi hai ricordato chi sono e adesso mi sento libero e consolato nel fare questa scelta! Che bel frutto di risurrezione! Chiediamo allora questo dono al signore e agiamo affinché il desiderio diventi realtà!
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    7 分
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