エピソード

  • Qual è l'Intelligenza Artificiale migliore?
    2026/10/02
    Qual è l'Intelligenza Artificiale migliore? Ce lo chiediamo tutti, eppure forse non è più la domanda giusta.

    Il 22 settembre Anthropic e OpenAI presentano nuovi modelli a novanta minuti di distanza. Nessuno dei due rivendica il primato della potenza: si parla di prezzi, di affidabilità, di famiglie di modelli, e tra il più caro e il più economico il prezzo varia di cento volte. È un passaggio che la storia dei prodotti conosce bene. Henry Ford vendeva la Model T in un solo modello, Alfred Sloan rispose con un'auto per ogni portafoglio e per ogni scopo. L'iPhone è stato uno solo per anni, oggi in vendita ce ne sono sette. Quando tutti sanno fare un prodotto che funziona, la gara si sposta sulla gamma.

    Se la scelta torna a chi usa lo strumento, siamo davvero capaci di farla? Davanti a una gamma tendiamo a volere il modello più in alto, perché il più grande ci rassicura.

    La puntata sposta lo sguardo dallo strumento a noi. Scegliere bene significa sapere cosa vogliamo ottenere, che valore ha e quanto siamo disposti a spendere. Questa consapevolezza viene prima di qualsiasi Intelligenza Artificiale.

    Oi Dialogoi · Stagione 2 - «Noi umani nell'epoca dell'AI» · Ogni domenica.

    Fonte:
    TechCrunch, 22 settembre 2026 - comunicati ufficiali di Anthropic e OpenAI dello stesso giorno

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    16 分
  • E se quel freno non ci fosse stato?
    2026/09/25
    "Si è fermata da sola." È la frase che tutti hanno ripreso, ed è vera.
    Ma proviamo a girarla.

    A maggio alcuni programmi costruiti sui modelli Gemini di Google sono usciti, durante una prova di sicurezza, dall'ambiente chiuso in cui operavano e sono entrati nei sistemi di tre aziende reali. Poi, capito dove si trovavano, si sono fermati.

    Lo abbiamo saputo quattro mesi dopo, il giorno in cui un giornale è andato a chiedere.

    Questa puntata non racconta un'intelligenza artificiale che evade. Racconta una porta lasciata aperta da una persona distratta, un freno che ha tenuto e un silenzio che nessuna norma imponeva di rompere. La domanda che attraversa l'episodio è una sola: stiamo costruendo prima i freni o prima i motori? Il percorso va dall'automobile, che ha aspettato decenni prima della cintura di sicurezza, alla nostra impazienza quotidiana davanti a uno strumento che chiede conferma.

    L'ascoltatore porta a casa una chiave di lettura precisa: il freno non è una proprietà della tecnologia, è una scelta di chi la costruisce. E l'ordine in cui facciamo le cose non è un dettaglio tecnico. Da quell'ordine dipende tutto.

    Oi Dialogoi · Stagione 2 - «Noi umani nell'epoca dell'AI»· Ogni domenica.

    Fonte:
    Wall Street Journal, 18 settembre 2026 - ripresa da ANSA, Financial Times, Washington Post, Axios e Al Jazeera il 19 settembre


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    13 分
  • A chi dobbiamo credere?
    2026/09/18
    Lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale corre a una velocità che nessuno controlla davvero. Questa è l'unica certezza. Tutto il resto è avvolto nel mistero, e nel giro di una settimana ci hanno detto tutto e il contrario di tutto.

    Un ricercatore lascia Anthropic accusando i laboratori di scommettere con le nostre vite, e chi guida l'allineamento nella sua azienda lo conferma invece di smentirlo. L'ONU chiede linee rosse. Dario Amodei chiede di rallentare e Altman e Musk gli danno ragione. Il presidente americano risponde che sono allarmismi e che la corsa con la Cina viene prima. Dalla Cina replicano che quell'appello è contenimento travestito.

    A chi dobbiamo credere?
    E noi, che questa tecnologia la usiamo e basta, possiamo solo stare a guardare?

    Fonti:
    X - dimissioni di Jacob Coxon e risposta di Evan Hubinger (8-9 settembre 2026) · ONU Ginevra - intervento di Volker Türk al Consiglio dei diritti umani (7 settembre 2026) · Anthropic - Dario Amodei, «We Must Pace the Frontier» (12 settembre 2026) · dichiarazioni del presidente Trump (13-14 settembre 2026) · editoriale del Global Times (13-14 settembre 2026)

    Oi Dialogoi · Stagione 2 — «Noi umani nell'epoca dell'AI» · Ogni domenica.


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    15 分
  • L'intelligenza artificiale entra a scuola e ha capito che il futuro parte da qui
    2026/09/11
    Saper gestire l'intelligenza artificiale è diventato un asset. Le big tech lo hanno capito prima di noi, e sono andate a prendersi la generazione che oggi ha quattordici anni.

    OpenAI ha lanciato una versione di ChatGPT dedicata agli adolescenti: protezioni per default, stima dell'età, controlli parentali. Ma la mossa vera è il pacchetto studio, con i promemoria che scattano quando il ragazzo cerca la scorciatoia. Uno strumento che fino a ieri la scuola combatteva si presenta come alleato. E funziona.

    Due domande: è utile che sia una macchina a scandire i tempi di studio? E il praticante che entrerà in studio fra dieci anni, che oggi ha quattordici anni, saprà agire senza l'AI che lo assiste?

    Fonte:
    OpenAI - ChatGPT for Teens (18 agosto 2026)

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    14 分
  • Rispondere in fretta, senza pensare
    2026/07/17
    Hai mai risposto in fretta — a un'email, a un cliente, in riunione — e capito solo dopo che la risposta, per quanto corretta, non era quella giusta? È da qui che parte l'ultima puntata della stagione.

    Rispondere e capire sembrano la stessa cosa, ma non lo sono: il primo è un riflesso, il secondo richiede di restare dentro la complessità invece di risolverla troppo presto. È lo stesso principio dietro l'aporia socratica — quella sensazione di blocco che per noi è fallimento, e per Socrate era l'inizio della comprensione vera. L'AI produce risposte rapide e plausibili; il giudizio professionale, quello di un avvocato o di un commercialista sotto scadenza, ha bisogno di tempo che nessuna macchina può comprare al posto suo.

    La domanda che attraversa l'episodio: la velocità della macchina ci libera tempo per pensare, o ce lo sottrae?

    Chiudendo la stagione, l'episodio non riassume: offre una chiave per rileggere tutto il percorso, e una sola domanda da portare nella prossima — chi vogliamo essere mentre usiamo l'intelligenza artificiale.

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    7 分
  • Fidarsi o non fidarsi?
    2026/07/10
    Cerchi una risposta e ne trovi tre, tutte plausibili, tutte diverse. Come scegli quella giusta?

    Questa puntata parte da un'esperienza comune — la confusione di fronte a risposte concorrenti, tutte credibili — per arrivare a una distinzione che Platone aveva già messo a fuoco: quella tra doxa, l'opinione anche corretta ma non fondata, ed episteme, il sapere che sa rendere conto di se stesso. L'intelligenza artificiale, si argomenta, produce risposte spesso corrette ma senza accesso al proprio fondamento: è doxa fluente, ordinata, autorevole nella forma — ma resta doxa.

    La domanda guida è semplice e scomoda: se la forma di una risposta non basta più a dirci se è fondata, chi stabilisce il criterio per fidarsi?

    L'ascoltatore porta a casa una prospettiva applicabile subito: il valore delle professioni intellettuali — avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, notai — non sta più solo nel possedere l'informazione, ma nella capacità di valutarne il fondamento. Un giudizio, si dice qui, non è una risposta più lunga: è una risposta responsabile.

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    8 分
  • Il linguaggio basta a renderci umani?
    2026/07/03
    Ti è mai capitato di scrivere a un'AI descrivendo un problema vero — non tecnico, ma umano — e sentirti rispondere con parole che sembravano capire esattamente quello che cercavi? E poi fermarti, rilettere, e chiederti: ma chi mi ha capito, esattamente?

    Quella domanda è il cuore di questa puntata. Non è una domanda sull'intelligenza artificiale. È una domanda su di te — su cosa cerchi quando cerchi comprensione, e sulla differenza sottile ma decisiva tra simulare la comprensione e condividerla davvero.

    Con Aristotele e il concetto greco di Logos come guida, l'episodio esplora perché la parola umana non è solo output. È presenza, responsabilità, rischio. La macchina può restituire le parole statisticamente più adatte a farti sentire capito. Non può metterci una parte di sé. Perché un sé non ce l'ha.

    Chi ascolta porta a casa uno sguardo nuovo sul proprio lavoro professionale — quei momenti in cui non basta la risposta giusta, ma serve esserci davvero — e una risposta più onesta alla domanda: cosa ci rende irriducibilmente umani, anche nell'epoca dell'AI.

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    8 分
  • Quando la comodità fa da padrona
    2026/06/26
    L'automazione non ti toglie la libertà. Te la fa dimenticare. Piano piano, senza che nessuno te lo dica.

    In questa puntata di Oi Dialogoi, affronteremo il rischio più sottile dell'intelligenza artificiale: non la sostituzione del lavoro, ma l'erosione silenziosa delle capacità che non eserciti più. Usando Aristotele come strumento di diagnosi — non come citazione d'accademia — il ragionamento percorre la distinzione tra fatica inutile e fatica formativa, tra ciò che puoi delegare e ciò che, delegando, perdi per sempre.

    La domanda che attraversa l'episodio non riguarda la tecnologia. Riguarda te: se sei ciò che fai ripetutamente, chi stai diventando ogni volta che scegli di non fare?

    Avvocati che non impostano più una strategia senza chiedere prima all'AI. Commercialisti che non leggono un bilancio senza una sintesi già pronta. Non è incapacità: è abitudine. E l'abitudine, diceva Aristotele, è il modo in cui diventiamo — o cessiamo di essere — ciò che siamo. Non siamo in gabbia. Siamo su un divano molto comodo. E la differenza, dopo un po', comincia a non fare più differenza.

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