エピソード

  • Borgianello in acquerello
    2025/12/15
    L’acquerello, più di altre tecniche, ha una vocazione comunitaria: si impara presto a fidarsi della macchia, a governare acqua e colore, meglio se in gruppo. Dopo il terremoto, la risposta non è l’elegia ma un festival: dal 2023 Borgianello in Acquerello richiama a maggio, nel borgo di Borgianello a Serrapetrona, maestri, dilettanti e visitatori per dipingere en plein air. Protagoniste sono le “Giuditte”, gli alberi di Giuda in fiore: monocromo a magenta, blu di Prussia e velature fino a rosa saturo e ombre viola, con scorci tra case, San Pietro, lago di Caccamo e Pievefavera. Tra acquerello botanico e tavoli apparecchiati, basta un pennello per cambiare sguardo e fermarsi. Testi e voce femminile di Lucia Tancredi.
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  • Giochi d'acqua
    2025/12/15
    Dipingere l’acqua ad acquerello non significa scioglierla: va trattata come una superficie solida, soggetta a prospettiva, riflessi e ombre. La Via delle Cascate Perdute, vicino Sarnano nel Parco dei Sibillini, svela tre salti del Tennacola riemersi dal bosco fino al 2020: l’Antico Mulino, “de lu Vagnatò” con la piscina naturale, e le “Cascatelle” in contrada Romani. Lungo il percorso, tra Cammino Francescano e Lauretano, appare la Madonna dei Quattro Occhi: un invito a osservare rocce, vegetazione e traiettorie dell’acqua. Matita per inquadrare, ombre in terra di Siena e ocra, verdi muschio e smeraldo, dettagli sull’asciutto; l’acqua scorre nell’alveo del dipinto tra giada, verde veneziano e tocchi di cobalto, fino alla spuma resa con una spugna. Testi e voce femminile di Lucia Tancredi.
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  • Acquerello per amatori e principianti
    2025/12/15
    Isabella Crucianelli, pittrice maceratese formata tra avanguardie e raffinate memorie d’oro crivellesche, guida alla tecnica dell’acquerello con una “sfumatura picena”. Qui il modello non è il turbine di Turner ma la sosta contemplativa: un paesaggio-idillio, armonico, come nella Riserva dell’Abbadia di Fiastra. Si parte da un disegno leggero, si gestisce l’umidità del foglio e si osa subito con il tono più scuro, sapendo che non si torna indietro. Velature, attese e passaggi tra bagnato e asciutto costruiscono macchie e tocchi, materia o trasparenza, finché aria, ora e luogo fissano l’immagine. Testi e voce femminile di Lucia Tancredi.
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  • True Colours
    2025/12/15
    Nell’acquerello, oltre agli strumenti serve un linguaggio “liturgico”: nominare i colori significa già entrare nel fare. I rossi diventano vermiglione, lacca di garanza, rosso di Venezia, fino al monocromo di Canfaito. I bruni vanno dalla seppia alla terra di Siena e raccontano mattoni, abbazie e borghi. I verdi sono smeraldo, terra verde, verde veronese, sempre vivi nelle Marche. Poi gialli e ocra per colza, girasoli, case e spiagge; azzurri oltremare, cobalto e di Prussia tra costa e Sibillini. Il nero d’avorio chiude con sobrietà. Testi e voce femminile di Lucia Tancredi.
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  • Velature
    2025/12/15
    Nel passo di Proust su Bergotte davanti alla Veduta di Delft di Vermeer emerge una lezione utile anche per l’acquerello: evitare il secco e il fittizio, lavorare per velature. Cielo e nuvole diventano esercizio centrale, tra bagnato su bagnato e tocchi sull’asciutto. Gli alberi costruiscono la profondità e, nel paesaggio marchigiano, acquistano identità proprie: viridi da vicino, azzurrati da lontano, protagonisti silenziosi di colline e prospettive. Testi e voce femminile di Lucia Tancredi.
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  • Delizioso feticismo dei materiali
    2025/12/15
    L’acquerello nasce dal contatto con la materia, un “fare anima” che rende spirituale il gesto. Si può dipingere su molte superfici, ma la carta resta l’ideale: il bianco non si usa, si sfrutta nelle sue texture. Serve carta spessa, acid free, non patinata. Il vertice è la carta di Fabriano, con la sua storia di innovazioni e filigrane. Strumenti leggeri: godet, pennelli naturali o sintetici, tavolozza minima, stracci e acqua, anche torbida, perché l’acquerello è metamorfosi continua. Testi e voce femminile di Lucia Tancredi.
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  • II Watercolor
    2025/12/15
    L’acquerello ha radici antichissime: dagli Egizi al pennello meditativo d’Oriente, fino alle miniature medievali. Poi diventa tecnica nomade e immediata, diversa dal gouache opaco e coprente. Con il Grand Tour l’Italia accende l’immaginario dell’acquerello: luce, velature, emozione, viaggio leggero. Nel Piceno questa pittura trova una tavolozza stagionale di toni caldi e freddi, tra colline e borghi, per evocare il paesaggio e “viaggiare” le Marche in modo diverso. Testi e voce femminile di Lucia Tancredi.
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  • Giovanna Garzoni
    2025/12/15
    Un corso di Acquerello Piceno trova la sua madrina ideale in Giovanna Garzoni, nata ad Ascoli Piceno nel 1600. Pittrice indipendente e raffinata, attraversa Napoli, Firenze, Torino e Roma, affermandosi nelle corti e nelle accademie. Celebre per gli acquerelli su pergamena, trasforma la natura morta in pittura viva, sensuale e silenziosa, fedele a una vocazione creaturale che fa di ogni dettaglio un universo armonico. Testi e voce femminile di Lucia Tancredi.
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