『La nuova paternità, non chiamatelo mammo』のカバーアート

La nuova paternità, non chiamatelo mammo

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ANSA - di Alessandra Magliaro. Il cambiamento generazionale che vede sempre più padri coinvolti nella responsabilità di cura e nell'accudimento dei figli in una divisione più equa dei compiti genitoriali è in atto, come auspicato da tempo.C'è da guardare con speranza al futuro ma resta ancora molto da fare a livello culturale: un papà che resta a casa a occuparsi del figlio mentre la mamma lavora è un “mammo” oppure sta semplicemente facendo il padre? La domanda è tornata al centro del dibattito dopo la polemica nata durante una trasmissione televisiva dove è stato utilizzato il termine “mammo” per riferirsi ad un marito rimasto ad occuparsi del bambino mentre la mamma era via per un impegno lavorativo. Una parola che ha suscitato numerose critiche sui social, riaccendendo la riflessione sugli stereotipi che ancora accompagnano la genitorialità. Perché se una mamma si occupa dei figli è considerato normale, quando a farlo è un papà sembra ancora necessario ricorrere a una definizione diversa. Il nuovo protagonismo dei padri contribuisce in modo positivo al loro sviluppo psicologico e al consolidamento del legame padre-figlia/o. La trasformazione riguarda la capacità dei padri di costruire una relazione autonoma, attenta e consapevole con i propri bambini, riconoscendone esigenze, emozioni e caratteristiche individuali. Non si tratta quindi semplicemente di “aiutare la mamma”, espressione che continua implicitamente ad attribuirle la responsabilità primaria della cura, ma di condividere una responsabilità genitoriale che appartiene a entrambi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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