Il suo NE PARLIAMO
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Avevo otto anni ed ero innamorato di Orietta, che stava in classe con me e guardava quelli più grandi. Per due anni le ho scritto poesie e gliele ho nascoste nella cartella, le ho portato regali presi da casa mia, e non le ho mai chiesto niente.
Il giorno che le ho regalato un cuoricino di pietra rosa rubato a mia madre, lei ha detto “grazie” e ha girato i tacchi. Quel grazie me lo sono tenuto stretto per mesi, perché un grazie non ti nega niente e ti lascia continuare con la coscienza a posto.
Mia nonna la guardava da fuori, quella storia, e mi diceva sempre la stessa cosa in dialetto: è inutile pregare i santi che non fanno le grazie.
Oggi ti parlo di quello che succede in casa di gente adulta, quando chiedi una cosa al tuo partner e ti senti rispondere “ne parliamo”, oppure “hai ragione”, oppure “sì dai, organizziamoci”. Poi quella cosa non arriva, e tu ci riprovi, e ogni volta ti dici che il momento giusto deve ancora venire.
Il punto della puntata è questo: una risposta ce l'hai già, e sei tu che la chiami “non ancora”. Finché la chiami così, la partita la gioca un altro e tu stai lì ad aspettare, che è faticoso e insieme è comodo, perché chi aspetta non deve decidere niente.
Ti racconto anche come è finita con Orietta, e cosa è successo con Silvia, alla quale invece quella domanda l'ho fatta in faccia.
Buon ascolto.