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Il Dhamma non salva la storia.

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10月19日まで。※適用条件あり

Il Buddha può indicare una via di liberazione, ma può davvero cambiare il corso della storia?

Attraverso alcuni episodi significativi del Canone pāli, questa puntata esplora il rapporto tra il Dhamma, il potere politico e la violenza della storia.

La vicenda di Ajātasattu, il re del Magadha che conquista il trono dopo aver ucciso il padre, ci conduce a una domanda fondamentale: che cosa può offrire il Buddha a chi cerca la pace senza poter cancellare le conseguenze delle proprie azioni?

La distruzione della confederazione dei Vajji, le cui condizioni di stabilità vengono illustrate dal Buddha stesso, e l'annientamento del clan dei Sākya, il popolo al quale appartiene, pongono un ulteriore interrogativo: perché il Dhamma non impedisce la guerra e non protegge nemmeno coloro che sono più vicini al Buddha?

Da questi racconti emerge una riflessione sul carattere del Dhamma: una verità che non garantisce la giustizia storica, non assicura la vittoria del bene e non controlla gli esiti delle azioni umane.

Ma riconoscere i limiti della trasformazione storica non significa rinunciare all'impegno nel mondo, né rifugiarsi nella meditazione per sottrarsi alle responsabilità della vita.

Che cosa significa, allora, praticare il Dhamma in un mondo attraversato da conflitti, ingiustizie e sofferenza? È possibile agire con responsabilità e compassione senza essere prigionieri dei risultati delle nostre azioni?

Una riflessione sul significato della liberazione buddhista, sulla responsabilità etica e sulla possibilità di abitare la storia senza lasciarsi dominare dall'odio, dalla paura e dalla disperazione.

Il Dhamma non salva la storia. Ma può indicarci come vivere e agire al suo interno, senza diventare prigionieri delle sue contraddizioni.

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