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Friction | Le zone di attrito tra AI e Democrazia

Friction | Le zone di attrito tra AI e Democrazia

著者: Claudia Morelli con Stefano Gazzella e Elia Barbujani
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Ogni innovazione crea frizione. Ridefinisce equilibri. Sposta responsabilità. Ridisegna libertà.
Sposta il confine tra ciò che è possibile e ciò che è lecito. Tra chi progetta e chi subisce. Tra velocità e
garanzie. Tra efficienza e diritti.

L’intelligenza artificiale non è solo uno strumento. È una redistribuzione di potere.

FRICTION è lo spazio in cui analizziamo queste trasformazioni, per focalizzare quello che veramente conta dentro la notizia.

Senza allarmismi. Senza semplificazioni.
Per distinguere l’hype dalla realtà.
Per capire chi decide. Chi controlla. Chi risponde.
E quale ruolo ha il diritto nell’equilibrio che sta cambiando.

Sono Claudia Morelli.
Con me Elia Barbujani e Stefano Gazzella.
Tre prospettive. Un solo punto di attrito. Una ipotesi di soluzione.

Questo è FRICTION.
Un episodio a settimana, ogni sabato mattina. Per riflettere insieme.Claudia Morelli con Stefano Gazzella e Elia Barbujani
政治・政府 政治学 社会科学
エピソード
  • AI: cosa abbiamo capito nella prima stagione di FRICTION
    2026/07/25
    Dai processi alle Big Tech a Pax Silica, dal lavoro al cloud e ai modelli frontier: i segnali che hanno trasformato l’intelligenza artificiale in un’infrastruttura strategica.

    Quando abbiamo iniziato questa stagione, sembrava che il centro del dibattito fosse ciò che l’intelligenza artificiale poteva fare.
    Oggi la domanda è cambiata.
    Chi può controllarla, chi può accedervi e chi può spegnerla?

    Alcuni temi emersi nella prima stagione di FRICTION:
    • il potere non sta soltanto nei contenuti, ma nel modo in cui i sistemi sono progettati.
    • l’AI non sostituisce necessariamente l’umano; spesso riorganizza ciò che l’umano vede, decide e considera rilevante, nel lavoro e nella sicurezza
    • gli Stati non vogliono più soltanto disciplinare l’AI. Vogliono garantire la priorità nazionale nell'utilizzo dei modelli di frontiera
    • l’AI globale rischia di trasformarsi in un sistema di capacità concesse a blocchi politici, industriali e militari.
    Questa prima stagione ci ha lasciato una certezza.
    L’intelligenza artificiale non si sta limitando a cambiare gli strumenti che usiamo.
    Sta cambiando chi può decidere, chi può accedere, chi può controllare e chi deve rispondere. Abbiamo iniziato dai prodotti. Siamo arrivati alle infrastrutture.
    Abbiamo iniziato dalle regole. Siamo arrivati alla geopolitica.




    FRICTION è il podcast di Claudia Morelli con Stefano Gazzella e Elia Barbujani
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    17 分
  • Chat Control: chi controlla i messaggi privati? Analizziamo i dati
    2026/07/11
    Deroga ePrivacy, crittografia end-to-end, GPT-5.6, Cina e Ucraina: come sicurezza, sorveglianza e accesso all’AI stanno ridefinendo il potere digitale.

    In questo episodio di FRICTION analizziamo Chat Control e il nuovo voto europeo sulla deroga ePrivacy.
    La situazione attuale è più precisa di quanto sembri: non è stato approvato il regolamento permanente Chat Control 2.0, ma una deroga temporanea che consente la scansione volontaria di comunicazioni e contenuti non protetti da crittografia end-to-end per individuare abusi sessuali online sui minori.
    Le chat cifrate end-to-end, come WhatsApp e Signal, restano escluse dal perimetro.
    Ma il punto di attrito rimane: quando la sicurezza entra nelle comunicazioni private, chi controlla l’infrastruttura del controllo?
    Abbiamo analizzato i dati del rapporto della Commissione Europea sull'implementazione del Regolamento ChatControl.
    A fronte di un volume di account scansionati Linkedin pari a 21milioni di immagini e 63mila video nel 2022 i casi identificati linkedin nel 2022 sono solo 2.
    Meta non ha invece offerto dati sul volume di dati scansionati, ma i casi identificati come contenente materiale di minori illecito è di 6,6milioni di contenuti nel 2022.

    Da qui allarghiamo lo sguardo: la Cina valuta restrizioni all’accesso estero ai modelli AI avanzati, gli Stati Uniti intervengono sul rilascio di GPT-5.6 e l’Ucraina sceglie modelli AI eseguibili localmente per non dipendere da provider che potrebbero spegnere l’accesso.

    Il filo comune è uno: comunicazioni private, modelli AI e infrastrutture digitali stanno diventando spazi di potere, sicurezza e dipendenza.

    Con Claudia Morelli, Elia Barbujani e Stefano Gazzella.



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    20 分
  • OpenAI e governo USA: lo Stato entra nel capitale dell’AI
    2026/07/04
    Quota del 5%, Anthropic, GPT-5.6 e controllo sui modelli frontier: come Washington sta passando dalla regolazione dell’intelligenza artificiale alla governance diretta dell’accesso.

    In questo episodio di FRICTION analizziamo la proposta di OpenAI di riconoscere al governo USA una quota del 5% e il suo significato politico, economico e istituzionale.
    Non è solo una notizia societaria.
    È il segnale di una trasformazione più profonda: lo Stato americano non si limita più a regolare l’intelligenza artificiale, ma può diventare parte diretta dell’architettura economica e strategica delle aziende frontier AI.
    Dal caso Anthropic al rinvio di GPT-5.6, fino al controllo politico sulle agenzie federali indipendenti, emerge una domanda centrale: se il governo entra nel capitale, nell’accesso e nella sicurezza dei modelli AI, chi tutela davvero l’interesse pubblico?

    Con Claudia Morelli, Elia Barbujani e Stefano Gazzella.
    FRICTION è il punto di attrito tra tecnologia, intelligenza artificiale e potere.

    FRICTION è il podcast di Claudia Morelli con Stefano Gazzella e Elia Barbujani
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    16 分
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