Episodio 146. Il giorno in cui ho detto ai miei anziani genitori: parliamo di soldi
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Rossana ha 34 anni, lavora in uno studio di design e vive a Lomazzo, tra Como e Milano, dove è cresciuta in una famiglia piccola e silenziosa. «I soldi non erano un argomento di cui parlare, forse erano anche una volgarità».
Al posto delle parole, però, ci sono i gesti: una spesa fatta con attenzione, un aiuto dato senza domande. E una rete tesa sotto i piedi che permette a Rossana scelte che ad altri sembrerebbero azzardate: lasciare un luogo di lavoro tossico senza un piano B, passare dalla correzione di bozze ai seicento euro di uno stage, arrivare a un lavoro stabile senza aver mai rincorso lo stipendio. «Il mio paracadute sono sempre i miei genitori. Una cosa che mi hanno garantito è la possibilità di essere serena e di poter scegliere, senza far decidere ai soldi che lavoro dovessi fare».
A Rossana, quindi, non è mai mancato il denaro, né l'esempio di come gestirlo: la madre aveva lavorato in Borsa e, fin da giovanissima, le aveva fatto aprire un conto e accedere ai suoi primi investimenti. Ciò che le è mancato è stato il contesto, il perché delle scelte: si è ritrovata con gli strumenti, senza le istruzioni. Il conto lo gestisce Rossana con il consulente; i genitori non sono mai entrati nel merito, né hanno condiviso con Rossana il loro modo di gestire il denaro. «La cosa bella è che ho la mia privacy; quella meno bella è che sono un po' allo sbaraglio, per conto mio».
Poi arriva un figlio, e il vuoto smette di essere una faccenda solo sua. Rossana fa quello che nessuno le aveva insegnato: prende l'iniziativa e apre con i genitori la conversazione sui soldi che non c'era mai stata. Chiede cosa sarà di loro quando invecchieranno, come funzioneranno le cose quando il figlio sarà grande. Si fa mostrare l'estratto conto, immagina una linea del tempo, decide come tenere fermo un cuscinetto e investire il resto. E per la prima volta i soldi smettono di servire solo a colmare vuoti o accumulare sicurezza, e iniziano a spalancare possibilità per chi viene dopo. «Adesso stiamo concordando il modo in cui potranno contribuire a creare un futuro per mio figlio».