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Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

著者: Matteo Raffaele and the Easy Italian team
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Take your Italian from learner to local with Matteo and Raffaele. Immerse yourself in authentic Italian as we share the ups and downs of daily life, interesting stories, and things that will surprise you about Italy. Plus, as a member, you’ll get interactive transcripts with a translation of your choice; bonus content; early access; and our magical vocabulary helper that shows you minute-by-minute translations while you listen. Com'è facile!© 2026 Easy Languages 教育 旅行記・解説 社会科学 語学学習
エピソード
  • 238: Le otto monete italiane, e perché 4,99 fa 5 euro
    2026/09/12

    In questa puntata: la fine del caldo e i riti scaramantici, la caponata siciliana e la salsa agrodolce, l'olio da smaltire, le otto monete in euro italiane, Castel del Monte, la Mole Antonelliana, il Colosseo, Botticelli, Boccioni, Marco Aurelio, l'Uomo Vitruviano e Dante.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper
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    Parole della settimana

    Cosa vuol dire smaltire? Liberarsi di qualcosa a poco a poco, finché non ne resta più. Nella puntata succede due volte e in due sensi diversi: smaltire l'olio della frittura vuol dire portarlo dove va portato, all'isola ecologica; smaltire la caponata vuol dire finirla, piatto dopo piatto, con gli amici rimasti a cena. To dispose of — and also, to get through the leftovers.

    Cosa sono i riti scaramantici? I piccoli gesti che si fanno per allontanare la sfortuna: toccare ferro, incrociare le dita, buttare il sale. Chi ci tiene è scaramantico — e Raffaele, nei primi trenta secondi, li fa praticamente tutti insieme. Lucky rituals, superstitious gestures.

    Chi siamo

    Easy Italian Podcast è il podcast di Matteo e Raffaele per chi impara l'italiano: conversazioni vere, in italiano naturale, su vita quotidiana, storie e curiosità dall'Italia. Una puntata a settimana, livello intermedio: B1 con la trascrizione, B2 senza. Con l'abbonamento: trascrizione interattiva, Vocab Helper e traduzione. https://www.easyitalian.fm/membership

    Note dell'episodio

    Il caldo sta finendo e Raffaele non vuole dirlo troppo forte: tocca ferro, incrocia le dita, butta il sale. Matteo il caldo lo affronta a tavola, con una caponata cucinata su Zoom insieme agli studenti della scuola. Le melanzane però non le ha fritte, e il motivo vero non è la salute: è l'olio che resta dopo. Raffaele ne approfitta per dire una cosa piuttosto seria su che fine fa, quell'olio, nelle case italiane. Poi c'è la salsa agrodolce, che secondo Matteo assomiglia moltissimo a una cosa che avete tutti in frigo — e lui stesso si ferma a metà frase per spiegare fino a che punto. Quante caponate esistono in Sicilia? Molte più di quante ne immaginiate, e ognuna ha i suoi puristi.

    Poi Raffaele chiede quanto costa il pranzo, Matteo chiede quanto ha in tasca, e la puntata cambia mestiere. Le banconote in euro sono uguali in tutta Europa; le monete no, e l'Italia ha deciso di complicarsi la vita con otto monete e otto immagini diverse. Un castello ottagonale, la Mole Antonelliana che è nata sinagoga e ha fatto a gara con la Tour Eiffel, il Colosseo — e su quello Matteo dice una frase che gli costa l'accusa di eresia. Poi Botticelli, Boccioni, un imperatore a cavallo, e Dante dipinto da Raffaello.

    Due monete però mancano all'appello, e la loro assenza spiega una cosa che vi sarà capitata mille volte alla cassa. Nell'aftershow si parla delle monete commemorative da 2 euro, quelle che quasi nessuno trova nel resto. E voi, l'avete mai guardata bene una moneta che avete in tasca?

    Trascrizione

    Raffaele: [0:23] Arriva, arriva, Matteo!

    Matteo: [0:25] Buongiorno, buongiorno, come state?

    Raffaele: [0:29] Buongiorno a te, buongiorno a tutti i nostri ascoltatori. Sta arrivando.

    Matteo: [0:35] Sta arrivando?

    Raffaele: [0:36] Forse.

    Matteo: [0:37] Dici che arriva questa bella ondata di freddo, per favore?

    Raffaele: [0:46] Ondata di freddo, adesso non esagererei.

    Matteo: [0:48] No, va bene.

    ...

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    26 分
  • 237: Il furto di Ferragosto al museo di Messina
    2026/09/05
    Due tavole restano appoggiate a un muro sul lungomare, e a riconoscerle sono i fari di una macchina e Google Lens. In chiusura, una lettera del dicembre 1940 caduta da un libro comprato vent'anni fa, e la storia di un'espressione che una volta non voleva dire essere intelligenti, ma essere ricchi. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Parole della settimana la talpa — L'animale che vive sottoterra, ma anche — ed è questo il senso della puntata — la persona che lavora dentro un posto e in segreto aiuta chi lo deruba. Matteo lo spiega così: "qualcuno all'interno del museo che ha collaborato con chi ha preso le tavole. Si dice la talpa perché la talpa di solito è sottoterra, all'interno, si introduce, è già lì". E Raffaele completa: può scavare, quindi "può entrare e uscire indisturbato". A Messina la polizia pensa che uno dei custodi possa esserlo: lo pensa, non lo ha dimostrato. English: a mole — the animal, and the insider who secretly helps those robbing the place where they workavere sale in zucca — Oggi vuol dire essere intelligenti, avere "materia grigia", il contrario di avere la testa vuota. Ma l'espressione è più vecchia dell'italiano e si fa risalire all'antica Roma, dove voleva dire una cosa diversa: essere ricchi. Il sale serviva a conservare il cibo quando i frigoriferi non esistevano, era prezioso, e spesso si veniva pagati proprio in sale — da lì viene la parola salario. E la zucca? Le zucche si svuotavano e si usavano come contenitori, spesso per il sale: averne una piena voleva dire avere un piccolo tesoro in casa. Solo dopo la zucca è diventata la testa, per via della forma — come negli spaventapasseri. English: to have salt in your gourd — to be smart; originally, in ancient Rome, to be rich Note dell'episodio Comincia con un proverbio sbagliato — "Tutto bene?" "Quel che finisce bene" — e Raffaele fa notare che non finisce proprio niente: settembre sta cominciando. Poi arriva la frase che tiene insieme la puntata: è stata un'estate calda anche per l'arte in Italia. Le buone notizie vengono spese subito. I tre quadri rubati mesi fa in un museo in provincia di Parma — un Cézanne, un Renoir e un Matisse — sono stati ritrovati in una casa della stessa regione, e cinque persone sono state arrestate. Succede quasi sempre così, spiega Raffaele, e la ragione è semplice: quando i giornali hanno fatto il nome di un quadro famoso, quel quadro non lo compra più nessuno, "a meno che il furto non sia commissionato da un collezionista senza scrupoli". Tutto bene quel che finisce bene, stavolta davvero. La seconda buona notizia è un acquisto: a inizio 2026 il Ministero della Cultura ha intercettato una tavoletta di Antonello da Messina — un Ecce Homo dipinto sui due lati, con un San Girolamo sul retro, "la dimensione di un quaderno" — mentre stava andando all'asta da Sotheby's a New York, e ha fermato tutto offrendo quindici milioni di dollari. Sarà esposta al museo dell'Aquila, che se non sbaglia è Capitale della Cultura per il 2026. E qui, dice Raffaele, finiscono le notizie positive. Prima però c'è l'unica lezione della puntata, tenuta corta apposta: perché Antonello è importante. Perché è l'anello di congiunzione tra il Rinascimento italiano e quello fiammingo — le Fiandre, il Belgio di oggi, più o meno — dove si dipingeva a olio e non a tempera. Matteo chiede un nome da attaccare alla scuola, perché una scuola si ricorda meglio se ha una faccia, e Raffaele gli dà Rubens. Antonello quella tecnica la impara a Napoli dai pittori fiamminghi e poi la porta a Venezia, e per questo il Rinascimento veneziano non somiglia a nessun altro in Italia. Poi la puntata gira. Nella notte di Ferragosto, mentre tutti sono in spiaggia con i falò e le chitarre, dal museo regionale di Messina, sul lungomare, sparisce il Polittico di San Gregorio: cinque tavole unite, più un'altra piccola tavoletta tirata fuori da una teca rotta. A scoprirlo è una famiglia che torna alla macchina verso le nove e mezza, accende i fari e vede due pezzi di legno appoggiati a un muretto. Scendono, guardano, provano con Google Lens, e telefonano al museo: scusate, abbiamo trovato due dipinti di Antonello da Messina, per caso sono i vostri? Dentro al museo cadono dal pero. Le domande che Raffaele si fa non riguardano il mercato dell'arte: perché lasciare indietro due tavole, e proprio due delle più grandi, dopo un furto studiato abbastanza bene da sapere in che ordine si smonta un polittico? E l'allarme? Pare che sia scattato e che i custodi lo abbiano interpretato come un falso allarme, spegnendolo quasi subito. I custodi sono tutti sospesi in attesa di essere trasferiti in musei meno importanti, e uno di loro non ha convinto la polizia, che ha dei dubbi e pensa possa essere la talpa. Il danno però non è soprattutto economico: erano le uniche opere di ...
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    27 分
  • 236: La piena: il contrario della siccità
    2026/08/29
    ...a Campagna, in provincia di Salerno, il fiume viene deviato apposta dentro le strade del paese, e la domenica alle tre in punto tutti si tirano addosso secchi d'acqua. In mezzo, dieci ore di macchina, un ghiacciaio visto con 23 gradi e un'isola in vendita nella laguna di Venezia. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Parole della settimana la piena — Quando in un fiume c'è così tanta acqua che esce dal suo corso e allaga quello che c'è intorno. È, come dice Raffaele, "esattamente l'opposto della siccità", cioè della mancanza d'acqua. A Campagna la piena non arriva da sola: la preparano, deviando il fiume dentro le strade del centro. In napoletano si dice 'a chiena. English: a flood; the swelling of a river until it overflows (the exact opposite of a drought)il gavettone — L'acqua contenuta in un secchio lanciata addosso a qualcuno per gioco, di solito d'estate e di solito per rinfrescarsi. A Campagna si chiama anche secchiata, e Raffaele aggiunge la precisazione più importante: "la secchiata non vuol dire che lanci il secchio... solo l'acqua". Il secchio no: quello è pericoloso. English: a bucketful of water thrown over someone for fun (and please throw the water, not the bucket) Note dell'episodio È la prima puntata con Matteo di nuovo a Milano dopo tre mesi di lavoro da remoto in Inghilterra, e comincia dove finiscono tutte le puntate degli ultimi tre mesi: dal caldo. Raffaele legge le previsioni di Napoli — dovrebbe scendere sui 30-31 gradi — e ci mette la firma; Matteo fa notare che è proprio quella la frase che non va bene, "solo dire 'scendere a 31' vuol dire che c'è qualcosa che non va". Poi arriva il racconto dall'Inghilterra, ed è un racconto di siccità — cioè, come la spiega lui, "mancanza d'acqua inaspettata": parco dopo parco, "non ce n'era uno verde", i campi da golf lasciati seccare — giustamente, dice Matteo, perché in emergenza l'acqua serve prima per cose più importanti — e, se proprio vogliamo esagerare, un giorno e mezzo di pioggia in tre mesi. Raffaele confessa di non aver creduto alle prime foto di una Londra tutta marrone: "questa è intelligenza artificiale". Ci ha creduto alla quinta, alla sesta, alla settima, quando le mandavano persone che conosce. L'unica pioggia dell'estate è caduta durante il Tramlines, il festival di Sheffield, e sono rimasti tutti fuori a chiacchierare felici sotto l'acqua. Il viaggio di ritorno è stato lungo e voluto così. Una notte a Troyes, nella zona della Champagne fra Parigi e Digione — non lontano da Reims — dove il centro storico è tutto medievale, di legno e mattoni, e le case si sono appoggiate una all'altra negli anni "perché ovviamente il legno piano piano si muove, non è come la pietra". Poi dieci ore fino a Milano, una sosta ogni due ore per la ricarica, per sgranchire le gambe e per la schiena di Matteo, il traforo del Monte Bianco e i ghiacciai "che fortunatamente sono ancora lì", visti con 23 gradi. Aosta è passata senza fermarsi: "volevamo tornare a casa". L'altra cosa che Matteo si porta indietro è un modo nuovo di fare vacanza — non la natura ma le persone, per la prima volta tutti gli amici visti davvero, compresi quelli conosciuti con il tiro con l'arco — e Raffaele prova a inventare la parola per dirlo: "un'amicanza". Se la inventa lì, e lo dice. E qui Raffaele porta Matteo dove l'acqua abbonda. Non in campagna: a Campagna, ventimila abitanti alle spalle di Salerno, dove ogni fine settimana d'agosto — e a mezzanotte fra il 16 e il 17, la Chiena 'e Mezzanotte — si devia il fiume e lo si fa entrare piano piano nel centro del paese, dieci o quindici centimetri d'acqua nei vicoli, tutti con i piedi a mollo. Sembrerebbe, dice Raffaele, un'idea del Seicento, di quando c'erano le pestilenze e le strade bisognava lavarle. Oggi è una festa: la mattina il paese appende secchi di plastica colorati dappertutto, chiunque ne può prendere uno, e alle tre del pomeriggio della domenica parte il conto alla rovescia e finisce tutto in un enorme gavettone collettivo. Raffaele non c'è mai stato ma ne guarda i video ogni anno, e paragona la cosa alle grandi feste spagnole — quella dei tori e quella dei pomodori. A Matteo, dopo venti minuti passati a parlare di parchi gialli, basta la fotografia: "solo guardare la foto di uno di questi eventi mi ha rinfrescato". Il finale è un indovinello: un posto dove l'acqua non si può nuotare ma ci si può navigare come se fosse una strada. Venezia, naturalmente, dove l'acqua abbonda anche troppo — c'è pure l'acqua alta — e dove però sembrerebbe essere tornato Mimmo, il delfino già visto nel Canal Grande due anni fa: e i delfini, dice Raffaele, sono un indizio di acqua pulita. La notizia vera è un'altra: nella laguna c'è un'isola in vendita, l'Isola di Crevan, cinque milioni e mezzo. È di origine napoleonica, costruita ...
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    25 分
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