• ST02 EP08 - ESSELUNGA E LA FAMIGLIA CAPROTTI
    2025/03/20
    1957, in un'Italia ancora alle prese con la ricostruzione post-bellica e affamata di modernità, Guido Caprotti, insieme al fratello Bernardo, creano qualcosa che avrebbe rivoluzionato il panorama commerciale italiano: il supermercato. In un'epoca in cui le piccole botteghe e i mercati rionali dominavano il panorama commerciale, i Caprotti osarono sognare in grande, importando dagli Stati Uniti un modello di vendita completamente nuovo per l'Italia.Da dove arriva Il nome "Esselunga" ? Esso ha un'origine curiosa e pragmatica al tempo stesso. Deriva dalla forma allungata del primo negozio, situato in viale Regina Giovanna a Milano. Questo primo punto vendita, con i suoi scaffali ordinati, l'ampia varietà di prodotti e il concetto rivoluzionario del self-service. Questo lungo supermercato rappresentava una vera e propria finestra sul futuro per i consumatori italiani dell'epoca.Guido Caprotti, con il suo spirito imprenditoriale e la sua capacità di vedere oltre l'orizzonte, gettò le basi di quello che sarebbe diventato un colosso della grande distribuzione, anche grazie alla spinta dei Rockfeller(la ricca famiglia imprenditoriale americana) La sua intuizione fu quella di capire che l'Italia era pronta per un cambiamento nel modo di fare la spesa, un cambiamento che avrebbe portato efficienza, varietà e un miglioramento della qualità della vita per milioni di famiglie. Se Guido Caprotti fu l'ideatore, Bernardo Caprotti (divenuto amministratore delegato nel 1965) riuscì a trasformare realmente Esselunga in un'icona del retail italiano. Assumendo le redini dell'azienda, Bernardo si dimostrò un leader visionario, determinato e talvolta controverso. La sua filosofia aziendale si basava su alcuni principi fondamentali che avrebbero guidato Esselunga nei decenni a venire: qualità senza compromessi, innovazione costante e un'attenzione maniacale ai dettagli. Sotto la guida di Bernardo, Esselunga introdusse numerose innovazioni nel settore della grande distribuzione italiana. Fu tra i primi a implementare il codice a barre nei supermercati, una tecnologia che oggi diamo per scontata ma che all'epoca rappresentava una vera rivoluzione in termini di efficienza e gestione dell'inventario. Questa mossa non solo migliorò l'esperienza del cliente alle casse, ma permise anche un controllo più preciso delle scorte e una gestione più efficiente dell'intera catena di approvvigionamento.Dopo la scomparsa di Bernardo Caprotti nel 2016, i figli Marina, Giuseppe e Violetta hanno ereditato le redini dell'azienda. Questo passaggio di testimone ha portato con sé nuove sfide ma anche nuove opportunità per l'azienda. Ognuno dei figli Caprotti ha portato in dote una visione unica, complementare a quella dei fratelli. Marina, con la sua esperienza nel mondo del marketing, ha puntato sul rafforzamento del brand Esselunga, lavorando per mantenere e accrescere quella percezione di qualità e affidabilità che ha sempre contraddistinto l'azienda. Il suo focus sulla comunicazione e sul rapporto con il cliente ha permesso a Esselunga di rimanere rilevante in un mercato sempre più competitivo.Giuseppe, dal canto suo, si è concentrato sull'innovazione tecnologica e sull'e-commerce. la sua visione ha permesso a Esselunga di abbracciare la digitalizzazione, lanciando e potenziando servizi come la spesa online e la consegna a domicilio.Violetta ha invece posto l'accento sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d'impresa.Esselunga è molto più di una semplice catena di supermercati. Con un fatturato annuo che supera gli 8 miliardi di euro, l'azienda è diventata un vero e proprio pilastro dell'economia italiana. Impiega oltre 25.000 persone, contribuendo all'occupazione nel paese, ed è rinomata per le sue politiche di welfare aziendale all'avanguardia.La storia di Esselunga è un esempio brillante di come visione, innovazione e dedizione possano trasformare un'idea in un'istituzione nazionale
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  • ST02 EP07 - DAVIDE DATTOLI & TALENT GARDEN
    2024/10/12
    Se dobbiamo parlare di innovazione e idee che hanno cambiato un certo paradigma questo lo dobbiamo ad una figura che incarna lo spirito imprenditoriale del nuovo millennio: parliamo di Davide Dattoli. Nato nel 1990, questo giovane visionario ha dato vita a una realtà che sta ridefinendo il panorama del lavoro e della formazione digitale nel Vecchio Continente. Era il 2011 quando Dattoli, appena ventunenne, fondò Talent Garden. Oggi, Talent Garden vanta Accademie in oltre 12 mercati europei, formando annualmente più di 25.000 talenti nelle competenze digitali più ricercate e gestendo corporate Academy per i colossi europei nell'ambito dell'upskilling e reskilling digitale. Ma la storia di Dattoli non è solo quella di un imprenditore di successo, è il racconto di un innovatore che ha saputo leggere i segni del cambiamento e agire di conseguenza. L'approccio di Dattoli al mondo del lavoro e della formazione è profondamente radicato nella consapevolezza del cambiamento continuo. La Talent Garden Innovation School, come spiega Dattoli, è stata concepita con una missione chiara: "non creare disoccupati". I programmi, snelli e intensivi, si concentrano su cinque aree chiave - programmazione, dati, marketing, design e business - e sono costantemente aggiornati per rispecchiare le esigenze in rapida evoluzione del mercato del lavoro digitale. Questa apertura mentale si riflette nell'ambiente di lavoro di Talent Garden, dove, nonostante la crescita esponenziale (da 10 a 270 dipendenti in 12 paesi), si è mantenuto lo spirito di una piccola startup. Il gruppo Talent Garden fa il 60% del fatturato fuori dall’italia, parliamo di circa 40 milioni di euro, ha raccolto circa 60 milioni di euro e vanta partner importanti al suo interno come la Tamburi Investment, Angelini investments, Digital Magics, e altri Family Office di importanti famiglie imprenditoriali italiane. Ma cosa sono i family office? I Family Office veri e propri CFO della famiglia, si occupano non solo dell'allocazione del patrimonio, ma anche della pianificazione fiscale, successoria e filantropica, in pratica riuniscono competenze finanziarie, legali, fiscali e societarie.Sono molto utilizzati dalle famiglie italiane con un patrimonio importante. Torniamo alla storia di Davide Dattoli: Guardando al futuro, Davide rimane fedele alla sua visione iniziale affermando: "Mi piacerebbe continuare a fare quello che faccio oggi e che più mi dà soddisfazione: supportare la digitalizzazione dell'Europa, avere l'opportunità di lavorare con e per le persone. Aiutarle a crescere, personalmente e professionalmente. Questo è il mio carburante." Davide Dattoli inoltre è sposato con Giada Zhang fondatrice e capo di Mulan Group, un’altra figura interessante nel panorama degli imprenditori self-made italiani La semplicità di Davide è un potente promemoria che ci racconta come, con visione, dedizione e la giusta dose di audacia, è possibile non solo adattarsi al cambiamento, ma guidarlo
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  • ST02 EP06 - ANTONIO PERCASSI
    2024/09/15
    Antonio Percassi, un nome che forse non tutti conoscono, ma che sicuramente tutti hanno "incontrato" facendo shopping. Nato nel 1953 a Clusone (Bg) Percassi era l'ultimo di sei figli. A 23 anni era un calciatore profesionista e decide di appendere gli scarpini al chiodo. Aveva fiutato un'opportunità nel mondo degli affari, nel 1976, Percassi incontra Luciano Benetton. L'anno dopo, apre il suo primo negozio Benetton e a seguire:United Colors of Benetton, Sisley, Zerododici e Playlife.La vera svolta arriva nel 2001. Percassi stringe una joint venture con Inditex, il gruppo guidato da Amancio Ortega, sapete chi è?Vi dice nulla il nome Zara? Ecco, è stato Percassi a portare il colosso spagnolo in Italia, aprendo il primo megastore a Milano.Nel 1997, ha un'intuizione geniale: creare un brand di cosmetici accessibili ma di qualità. Nasce così Kiko Milano, realizzato concretamente dal figlio Stefano. E’ un successo! Kiko diventa un vero e proprio fenomeno, con negozi in Europa ma anche fuori. Ma la storia di Kiko ci porta fino ai giorni nostri, infatti il gruppo Percassi sta vivendo una nuova fase entusiasmante. Nel 2023, L Catterton, un investitore di fama mondiale nel settore consumer, ha siglato un accordo per acquisire una quota di maggioranza di Kiko Milano, con questo accordo la famiglia Percassi non abbandona la nave ma manterrà una "partecipazione significativa" nella società.Nel 2007 ha collaborato con Flavio Briatore per l'avviamento del marchio di abbigliamento Billionaire Italian Couture, una linea sartoriale di lusso.Il suo amore per il calcio lo porta nel 2010, a tornare alle sue radici diventando presidente dell'Atalanta. Sotto la sua gestione, l'Atalanta è passata dall'essere una squadra di provincia a giocare in Champions League e vincere l’Europa League nel 2024. Qui ha venduto la quota di maggioranza alla famiglia italo/americana Pagliuca per circa 400 milioni di euro e mantenendo circa il 40%. Come fa Percassi a gestire tutte queste attività?La risposta è: attraverso una holding di partecipazioni, nel suo caso la principale ha il nome di Odissea SRL. Ma cos'è esattamente una Holding?La holding di partecipazioni è una società che non produce direttamente beni o servizi, ma possiede quote (azioni) di altre società.La storia di Antonio Percassi è un vero e proprio caso di studio su come costruire un impero partendo praticamente da zero. È la prova che con visione, coraggio e capacità di adattarsi, si possono raggiungere risultati straordinari.
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  • ST02 EP05 - BENDING SPOONS
    2024/08/23
    Bending Spoons, nata nel 2013 come una startup di sviluppo app, questa società milanese si è rapidamente trasformata in un colosso tech di portata internazionale, ridefinendo il concetto stesso di innovazione Made in Italy. Tutto ebbe inizio quando cinque visionari - Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli, Luca Querella e Tomasz Greber - unirono le forze all'Università di Copenhagen. Armati di competenze tecnologiche e ingegneristiche all'avanguardia, decisero di piantare i semi della loro impresa in terra italiana. Il loro obiettivo? Creare applicazioni mobile che spaziassero dal fitness alla produttività, dall'intrattenimento al montaggio video. In soli sette anni, Bending Spoons è riuscita nell'impresa di diventare uno dei principali sviluppatori di applicazioni a livello mondiale. I numeri parlano chiaro: oltre sette milioni di utenti mensili e più di duecento milioni di download. Ma ciò che ha veramente catturato l'attenzione del mondo tech è stata la capacità dell'azienda di reinventarsi costantemente. La vera svolta è arrivata quando Bending Spoons ha iniziato a espandere il proprio raggio d'azione attraverso acquisizioni strategiche. L'acquisto di Meetup, la piattaforma social che connette gruppi di persone in base a interessi comuni, ha segnato l'inizio di questa nuova era. Ma è stata solo la punta dell'iceberg.Nell’ultimo anno, l'acquisizione di Issuu, la rinomata piattaforma di editoria digitale, ha confermato la nuova direzione dell'azienda.Più recentemente, l'acquisizione di StreamYard per circa 150 milioni di dollari ha ulteriormente consolidato la posizione di Bending Spoons nel mercato delle applicazioni per la creazione di contenuti digitali.Oggi, il portfolio di Bending Spoons è un mosaico di innovazione: da Splice, uno dei principali editor video al mondo, a Remini, che utilizza l'intelligenza artificiale per migliorare le foto, fino a Evernote, l'app di produttività per eccellenza. Nel 2024, Bending Spoons ha avviato un importante riassetto societario, creando Bending Spoons Operations, controllata al 100% da Bending Spoons Holdings. Questo passaggio ha comportato il trasferimento di tutte le attività operative alla nuova entità, con un aumento di capitale di 100 mila euro e un sovrapprezzo di 114,6 milioni.Con oltre un miliardo di persone raggiunte dai suoi prodotti e più di 100 milioni di utenti mensili, Bending Spoons si sta affermando come una vera e propria holding di partecipazioni nel settore tecnologico. La vision dell'azienda, guidata dall'AD Luca Ferrari, è chiara: sfruttare le proprie competenze e tecnologie per far crescere ulteriormente le realtà acquisite.
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  • ST02 EP04 - GIORGIO ARMANI
    2024/08/08
    Giorgio Armani nasce l'11 luglio 1934 a Piacenza, in Emilia-Romagna. La sua storia è quella di un uomo che ha saputo reinventarsi, trasformando una passione in un impero. Inizialmente, Armani intraprende gli studi di medicina all'Università di Milano, ma presto si rende conto che la sua vera vocazione è altrove. Abbandona l'università e, nel 1957, trova lavoro come vetrinista presso La Rinascente, celebre grande magazzino milanese. È qui che muove i suoi primi passi nel mondo della moda, affinando il suo gusto estetico e la sua comprensione del design. Gli anni '60 segnano una svolta importante: Armani inizia a lavorare per Nino Cerruti, dove ha l'opportunità di approfondire la sua conoscenza dei tessuti e del design maschile. Questa esperienza si rivelerà fondamentale per il suo futuro successo. Il 1975 è l'anno della svolta: Giorgio Armani, insieme al suo partner Sergio Galeotti, fonda la Giorgio Armani S.p.A. e lancia la sua prima collezione di moda maschile. Il suo stile, caratterizzato da linee pulite e tessuti fluidi, si distingue immediatamente nel panorama della moda. Armani reinventa la giacca maschile, eliminando le imbottiture e creando un look più rilassato e moderno. Gli anni '80 vedono l'ascesa meteorica di Armani a livello internazionale. Il suo stile elegante e sobrio conquista Hollywood e il mondo degli affari. Armani diventa sinonimo di raffinatezza e potere, vestendo star del cinema e leader mondiali. La sua visione imprenditoriale lo porta a espandere il brand oltre la moda maschile, lanciando linee femminili, accessori e profumi. La diversificazione del marchio Armani è un esempio brillante di strategia imprenditoriale. Oltre alla linea principale Giorgio Armani, nascono Emporio Armani, più giovane e accessibile, Armani Exchange per un pubblico ancora più ampio, e Armani Privé per l'alta moda. Ma Armani non si ferma qui: il suo impero si estende all'arredamento con Armani Casa, all'hotellerie con Armani Hotels & Resorts, e persino alla pasticceria con Armani Dolci. Parlando di numeri, il Gruppo Armani ha chiuso il 2023 con risultati impressionanti. Il fatturato ha raggiunto i 2,35 miliardi di euro, segnando una crescita del 7,3% rispetto all'anno precedente. Questi dati confermano la solidità e la continua crescita dell'impero Armani.Giorgio Armani mantiene il controllo totale della sua azienda, possedendo il 100% delle azioni. Questa indipendenza gli ha permesso di mantenere una visione coerente e di prendere decisioni rapide senza dover rispondere a azionisti esterni.Oggi, a quasi 90 anni, Giorgio Armani rimane una forza trainante nel suo impero. La sua legacy non è solo nel mondo della moda, ma anche nell'imprenditoria italiana. Ha dimostrato come la creatività, unita a un solido senso degli affari, possa creare un marchio globale duraturo. Giorgio Armani ha ridefinito il concetto di eleganza, ha costruito un impero partendo da zero e ha portato il Made in Italy in tutto il mondo
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  • ST02 EP03 - WEROAD
    2024/07/25
    WeRoad sta rivoluzionando il modo in cui i giovani viaggiatori pianificano le loro avventure. Questa facilità d'uso non è casuale, ma il risultato di una visione imprenditoriale innovativa che ha saputo intercettare i desideri e le esigenze di una generazione in cerca di esperienze autentiche e connessioni reali. WeRoad, nata nel 2017 come startup interna di OneDay Group, ha rapidamente trasformato il panorama del turismo giovanile in Italia e oltre. La storia di WeRoad affonda le sue radici nell'intuizione di Paolo De Nadai, fondatore di OneDay Group. Tutto ebbe inizio nel 2007 con ScuolaZoo, un blog per studenti che si è evoluto in un ecosistema di servizi dedicati ai giovani. Da questa base, nel 2016, è nato OneDay Group, con l'obiettivo di focalizzarsi sulle nuove generazioni attraverso la creazione di community e l'uso strategico dei canali digitali. WeRoad rappresenta il culmine di questa visione, offrendo viaggi avventura per piccoli gruppi con un approccio fresco e dinamico. Al timone di questa realtà in rapida crescita c'è Mattia Riva, partner e CEO di OneDay Group. Riva, con il suo background nel settore del design e una passione personale per i viaggi, ha portato una visione strategica che combina tecnologia, community building e comprensione profonda delle esigenze dei giovani viaggiatori. Il successo di WeRoad si riflette nei numeri: 36 milioni di euro raccolti in finanziamenti e circa due terzi del fatturato totale di OneDay Group, che nel 2023 ha toccato i 75 milioni di euro. Questi risultati hanno attirato l'attenzione di investitori di alto profilo come Carlo De Benedetti e Luigi Berlusconi. Il modello WeRoad si basa su un sistema unico di coordinatori selezionati e formati, che guidano gruppi di viaggiatori in avventure in tutto il mondo. Questo approccio di crowdsourcing ha permesso alla startup di creare una rete di 2.500 coordinatori in Europa, gestiti attraverso una sofisticata piattaforma digitale. L'innovazione più recente, WeRoad X, permette ai coordinatori di proporre i propri itinerari, ampliando ulteriormente l'offerta e la personalizzazione dei viaggi.
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  • ST02 EP02 - INTERPUMP GROUP SPA
    2024/06/25
    Nell’ episodio parlo di Interpump Group spa, leader mondiale nella produzione di pompe ad alta pressione, quest’azienda rappresenta una delle storie di successo industriale italiane più affascinanti degli ultimi decenni. Fondata nel 1977 da Fulvio Montipò, l'azienda è cresciuta cosi tanto da trasformarsi da piccola impresa artigianale a colosso internazionale, quotato alla Borsa di Milano. Fulvio Montipò, è nato il 9 settembre 1942 a Sant'Ilario d'Enza provincia di Reggio emilia, figlio di un muratore, ha dimostrato fin da giovane un forte spirito imprenditoriale e un'incredibile capacità di innovazione. Dopo aver completato i suoi studi, ha deciso di intraprendere la strada dell'imprenditoria con l'obiettivo di rivoluzionare il settore delle pompe ad alta pressione.Il passo decisivo verso il riconoscimento globale avvenne nel 1996, quando Interpump si quotò alla Borsa di Milano. Questo evento segnò l'inizio di una nuova era per l'azienda, permettendole di raccogliere capitali significativi per finanziare ulteriori espansioni e acquisizioni. La quotazione fu un successo immediato, riflettendo la fiducia degli investitori nella solidità e nel potenziale di crescita di Interpump.Nel 2023, Interpump ha raggiunto un fatturato impressionante di 2 miliardi e 240 milioni di euro, segno della continua crescita e della solidità finanziaria dell'azienda. Inoltre, il titolo di Interpump in borsa ha mostrato un rendimento medio del 18% negli ultimi cinque anni, riflettendo la fiducia e l'interesse costante degli investitori.Sotto la guida di Montipò e del suo team, Interpump è diventata un'azienda multinazionale con una forte presenza in Europa, America e Asia.
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  • ST02 EP01 - PERCHE' COMPANY CREATORS
    2024/06/21
    Iniziamo la seconda stagione parlando di Company Creators, com'è nata l'idea. In questo episodio ho parlato di chi sono e perchè ho pensato di creare questo podcast come spazio per raccontare storie di business e finanza, per ispirare, educare e informare chiunque sia interessato a fare l'imprenditore oppure l'investitore nelle aziende quotate e non. Questo podcast è un ponte tra voi ascoltatori e il mondo del business, continueremo il viaggio in questo splendido mondo con molte storie da raccontare e con tanti imprenditori che si racconteranno.Buon ascolto!
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