Trentatré anni dopo Lance Armstrong, il ciclismo americano torna a vincere un Mondiale. A Montréal, contro ogni pronostico, Brandon McNulty sferra un attacco solitario, rimane da solo per 32,5 chilometri e conquista una maglia iridata che nessuno si sarebbe aspettato. Nel Pagellone di questo Mondiale ci sono voti alti (oltre al vincitore, corrono bene Matteo Jorgenson, Ciccone, Pidcock, Matthews e van der Poel) e voti bassi (per il resto del Belgio e praticamente tutta la nazionale Francese). E poi una domanda un po' provocatoria: un campione del mondo che l'anno prossimo tornerà a fare il gregario di Tadej Pogačar è la storia che meritava una gara così bella? E l'Italia? Nazionale coesa, tatticamente ineccepibile, con Bettiol, Pellizzari, Scaroni e Piganzoli a lanciare Ciccone, che si è avvicinato più di chiunque altro a colmare il vuoto lasciato da Alessandro Ballan nel 2008. Complimenti al ct Roberto Amadio. Voto 110 e lode invece a Demi Vollering, che dopo Liegi, Fiandre, Giro d'Italia e Tour de France Femmes ha aggiunto anche il Mondiale. E onore a Elisa Longo Borghini, terza sul podio: alla sua 28ª prova iridata continua a mancare quella maglia individuale. Una produzione Double Vision Film × Corax. Iscriviti al canale e bada la gente! 🚴♂️ 📲 Ascolta BADA LA GENTE su YouTube, Apple Podcasts e su tutte le altre piattaforme dedicate! YouTube Apple Podcasts Amazon Music Instagram TikTok Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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