A volte essere dimenticati è più doloroso che essere odiati
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Perché alcune persone continuano a cercare qualcuno che non le vuole più? Perché provocano, litigano, mandano messaggi pieni di rabbia o cercano continuamente uno scontro, anche quando una relazione è ormai finita? Dopo ventimila sedute ho imparato che a volte non cerchiamo più l'amore di qualcuno, ma semplicemente la conferma di esistere ancora nella sua mente. Perché essere odiati significa comunque occupare un posto nella vita dell'altro. Significa che quella persona continua a pensarci, a provare qualcosa per noi, a ricordarsi della nostra esistenza. Essere dimenticati, invece, può farci sentire cancellati, come se tutto quello che abbiamo vissuto insieme non avesse lasciato alcuna traccia. E allora persino una lite può sembrare preferibile al silenzio, una risposta arrabbiata può sembrare meglio dell'indifferenza e un conflitto può diventare l'ultimo modo per mantenere un legame. Ma questo bisogno non riguarda soltanto le relazioni sentimentali. Riguarda anche le amicizie, i rapporti familiari e, più profondamente, il nostro bisogno umano di sentirci importanti per qualcuno. Perché tutti desideriamo lasciare una traccia nella vita delle persone che abbiamo incontrato. E a volte accettare che qualcuno possa continuare a vivere senza pensarci più è molto più difficile che sopportare la sua rabbia. Perché a volte preferiamo essere un brutto ricordo piuttosto che non essere più nessun ricordo. #psicoterapia