#25 - Sono Giorgia, sembro Mario: il sovranismo a Cernobbio svela la sua servitù
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Ogni settembre l'Italia che conta si riunisce a Villa d'Este per dirsi che il mondo è come deve essere. Meloni non ci va, ma il suo assenso è scritto nei conti dello Stato.
Cernobbio come liturgia del "non c'è alternativa": il generale sovranista seduto accanto a Mario Monti e un governo che ci consegna austerità per i deboli e deficit per le armi.
Ventidue miliardi in riarmo mentre alla sanità si dice che i soldi non ci sono. Persino la deroga al bilancio ha una direzione di classe.
Il riarmo è il "non c'è alternativa" che si mette l'elmetto. Ma l'alternativa non è che non esiste: è che non è invitata.
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