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“Aziendalista a chi?”: spiegare a un americano perché sarebbe un’offesa

“Aziendalista a chi?”: spiegare a un americano perché sarebbe un’offesa

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“Vengo definito un aziendalista: per qualcuno è un’offesa, per me è un complimento”. Se uno statunitense, entusiasmato dai Mondiali, decidesse per la prima volta di interessarsi di calcio italiano, sarebbe sorpreso dalle parole di Massimiliano Allegri. Perché un allenatore si trova costretto a un inciso del genere nella conferenza stampa di presentazione? Cosa c’è da sorprendersi se una figura professionale paragonabile a quella di un superconsulente è pronta a collaborare con l’azionista gli ha conferito l’incarico?

Con la puntata n. 11 di Antifútbol, il podcast che il team di VDL 29 realizza con il Napolista, raccontiamo al nostro sprovveduto americano gli ultimi decenni di cultura del tifo. Dove le figure degli allenatori non si sono divise solo in una griglia interpretativa relativa al modo di stare in campo, cioè resultadisti contro giochisti. Ma anche lungo la direttrice del rapporto con la proprietà: aziendalisti (appunto) contro antagonisti.

È una faccenda molto napoletana. Alle nostre latitudini la prospettiva del papponismo ha reso popolari i mister che operano in aperta polemica con la famiglia De Laurentiis (Sarri, ma anche il primo Mazzarri), nonché sospetti quelli invece acquiescenti (Ancelotti su tutti). Ma non riguarda solo Napoli. L’accezione negativa di “aziendalista”, divenuta sinonimo di servile, arriva dal sindacalismo. E, infatti, dappertutto il tifoso vuole che il tecnico sia il garante delle sue istanze di vittoria davanti a una società che (magari) persegue altri interessi o altre priorità. Se si sottrae a questo compito, tradisce parte della sua missione.

Il neofita americano è spiazzato da un tale livello di politicizzazione del ruolo dell’allenatore? Be’, deve sapere che i tifosi sono una strana categoria di “clienti” per una società, che a volte hanno pure ragione. Se si guarda alla maschera del commendator Borlotti ne L’allenatore nel Pallone (1984), motivi per essere diffidenti ne hanno.

Per le musiche si ringraziano gli O’Funk’Illo (Yo lo coloco) e Marco Crimaldi.

Buon ascolto!
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