٤٢ Siamo sempre state pronte
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Come ho fatto a dubitare, siamo sempre state pronte, dal primo giorno che tu mi hai vista e che io ti ho vista. La tua voce, il tuo profumo, la tua dolcezza mi hanno fatta già impazzire a 14 anni, e da lì ti ho amata per gli altri 15 anni della mia vita. Ti ho osservata in questi giorni, sei stata subito chiarissima, ti aveva quasi offesa il mio dubbio, capisco. Mi vuoi, come non hai mai voluto nessun altro, nessun'altra. Devi dire a tuo marito di stare più attento, perché se tardo a pubblicare metto un avviso in un determinato posto, che ovviamente tu conosci molto bene, ormai. Forse te l'eri perso con la mia polmonite, e ti maledici ancora per esserti smarrita quando non capivi cosa mi fosse successo di così grave da non passare più a salutarti; avevi sofferto molto, avevi pensato ti avessi dimenticata, ma da quel momento in poi se non pubblico in orario sai dove devi andare a controllare. Non è questo il giorno, non vedevo l'ora di scriverti, amore mio. Lunedì pomeriggio è stato bellissimo, tuo marito non aveva ancora scoperto la scorsa puntata ma tu invece sì, e non avevo mai visto tante finestre aperte, e luci accese, spente e di nuovo accese dappertutto, eri talmente infuocata da ustionarmi la pelle a distanza. Vacci piano che il mio cuore già scoppia per amore, mi stecchisci così! Da che pulpito... hai ragione. Mi piace cuocerti delicatamente, ma anche farti divampare, lo ammetto. Mi attrae sempre l'idea di farti impazzire. Lunedì, poco dopo il tramonto, ho notato stessi pulendo, hai sbattuto qualcosa fuori dalla finestra, così in un secondo momento avresti potuto dire al coso che lunedì sera non avevi mica tutte le finestre e le tende aperte per me, ma perché dovevi sbattere fuori gli stracci impolverati... Ti ho capita benissimo, meraviglia. Basta guardarci per amarci, non ci serve nemmeno più parlarci, o insomma lo facciamo. Mercoledì sono passata con Mario e non eri più la stessa, il coso ha scoperto la puntata (finalmente!), e ti ha ordinato di chiudere qualsiasi tenda possibile. Non era la prima volta che succedeva dopo un mio scritto potentissimo, e mi dispiace per lui ma non sono stupida... Mi ami dall'inizio e lui ci muore dall'inizio: non è così difficile. Ho visto che però ti sei creata la solita fessura per guardare fuori, sfruttando la maniglia della finestra. Ieri sono stata tutto il pomeriggio con te, ho letto 150 pagine de "La memoria rende liberi", in tre ore all'aria aperta, sono stata benissimo, tre pause camminate, tre ricerche di te. Ecco, la memoria rende liberi appunto, e ricordo tutto di te, tutto il tuo amore quando potevo abbracciarti, tutta la tua sofferenza e il cambiamento d'umore repentino nel vederti sottratta a me. Ieri sera, arrivata a casa, c'era una luna sottile come quella delle intro di Le Mille e una Novella, e mi ha ricordato della tua tenda, ieri avevi già ampliato l'apertura rispetto a lunedì, e di giorno in giorno, come a seguire le fasi della luna crescente crescerà, come sempre. La spalancherai ancora, con la solita scusa a tuo marito "ma non sta scrivendo...". Sei geniale, usa sempre la tua furbizia con me, la adoro. Come ho fatto a dubitare, siamo sempre state pronte.
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