Welfare sos caro spesa. Ma il paradosso è la tassa di comodità
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L'inflazione ad aprile con l'effetto guerra, secondo l'Istat, schizza al 2,8%, il cosiddetto carrello della spesa cresce del 2,5%. Un peso anche sulla classe media che per casa, bollette e cibo spende ormai poco meno di due terzi di quel che guadagna. A prendere piede come aiuto al caro scontrino è l'welfare aziendale: buoni spesa, sconti bollette, buoni vacanza, o rimborsi per baby-sitter e colf sono, per chi può, un secondo stipendio. Ma se è vero che anche il tempo è denaro il paradosso è che gli italiani pagano sempre più quella che è stata definita una tassa sulla comodità (o antidoto alla vita frenetica): sono 35 milioni gli italiani che acquistano online e per food delivery, shopping online e spesa a domicilio gli italiani spendono in media più di 360 euro all'anno solo in costi di consegna. Noi Facciamo i conti... sulla spesa che cambia, per necessità o per scelta.