エピソード

  • Uccisa e mai trovata
    2026/05/05
    Pablo Trincia incontra Vincenzo Chindamo, fratello di Maria Chindamo, scomparsa il 6 maggio 2016 nel territorio di Limbadi, un piccolo comune del Vibonese spesso indicato come roccaforte della potente famiglia Mancuso. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Il primo a essere avvisato è il fratello Vincenzo Chindamo, quando viene scoperta l’auto della donna davanti al cancello della sua azienda agricola. Il veicolo è ancora acceso e al suo interno vengono rinvenute tracce di sangue e capelli. Di Maria, però, non c’è alcuna traccia. Da quel momento la famiglia porta avanti una lunga battaglia per ottenere verità e giustizia, ma le circostanze della sua scomparsa restano ancora oggi avvolte nel mistero. Negli anni, le indagini hanno delineato uno scenario complesso: da un lato, l’ipotesi di un delitto d’onore legato alla famiglia dell’ex marito; dall’altro, quella di un omicidio maturato tra vendetta familiare e interessi della criminalità organizzata legati ai terreni della donna. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Morti nella Grenfell Tower
    2026/04/28
    Pablo Trincia incontra Giannino Gottardi e Daniela Burigotto, i genitori di Marco Gottardi, morto insieme alla fidanzata Gloria Trevisan nell’incendio della Grenfell Tower di Londra. Nelle prime ore del 14 giugno 2017, la Grenfell Tower, una torre residenziale di 24 piani nel quartiere di Kensington and Chelsea, venne avvolta dalle fiamme. L’incendio, divampato da un appartamento al quarto piano, in appena dodici minuti si propagò lungo tutta la facciata esterna, trasformando la torre in una gigantesca torcia. Intorno alle 3 del mattino, Giannino e Daniela ricevono una telefonata dalla madre di Gloria che, avvertita dalla figlia di quanto stava accadendo, terrorizzata, chiama subito anche i genitori di Marco. Da quel momento iniziano a contattare il figlio e la fidanzata, riuscendo a sentirli a intermittenza fino alle 4.08, quando la linea cade definitivamente. Marco e Gloria morirono quella notte nel loro appartamento al 23esimo piano, insieme ad altre 70 persone. Com’è stato possibile che un intero palazzo andasse a fuoco in quel modo? Nei mesi e negli anni successivi, le indagini hanno rivelato che il materiale usato per il rivestimento della torre non era ignifugo e contribuì in modo decisivo alla rapidissima propagazione dell’incendio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    41 分
  • Il mio incubo in Scientology
    2026/04/21
    Pablo Trincia incontra Raffaella Todaro, ex membro dello staff di Scientology, che ci racconta la sua storia, dagli anni di studi in Florida fino all’espulsione quando decide di voler mandare le sue figlie in una scuola pubblica. Raffaella ha 21 anni quando parte per la Florida per affrontare tre intensi anni di addestramento all’interno della sede centrale di Scientology. L’obiettivo è diventare membro dello staff e portare la propria formazione nella sede di Milano, contribuendo all’espansione dell’organizzazione. Superato l’addestramento, ritorna in Italia e diventa una parte attiva dello staff, dedicando alla Chiesa gran parte della sua vita. Ma nel 2006, dopo quasi quindici anni immersa completamente nell’organizzazione, prende una decisione che cambierà tutto: vuole offrire alle sue figlie una vita diversa, mandandole alla scuola pubblica e permettendo loro di scoprire il mondo esterno. All’inizio, i vertici della chiesa di Milano, fanno pressioni per farla restare: la isolano, la sottopongono a controlli e mettono in atto una serie di strategie per farla sentire in colpa. Quando però è chiaro a tutti che la scelta di Raffaella è definitiva, l’organizzazione prende provvedimenti drastici: viene espulsa da tutte le chiese, etichettata come persona sovversiva e pericolosa, e costretta a ricostruire la propria vita lontano dalla Chiesa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Mia madre morta per darmi giustizia
    2026/04/14
    Pablo Trincia incontra Alessandra Cuevas, che a circa nove anni fu vittima di abusi sessuali da parte del padre di due sue amiche, Enrico Perillo, vicino di casa a Portici. L’uomo assoldò poi due sicari per uccidere la madre di Alessandra, Teresa Buonocore. Le violenze proseguirono per circa due anni, finché una segnalazione anonima fece scattare un’indagine per pedofilia nei confronti dell’uomo. Partì così un processo che portò alla condanna di Perillo nel 2010, grazie anche alla testimonianza di Alessandra e di sua madre, Teresa Buonocore, che si era costituita parte civile e che sostenne la figlia durante tutto il processo. Nel 2010, Perillo organizzò il suo omicidio, assoldando due giovani che la uccisero il 20 settembre del 2010, lasciando Alessandra e sua sorella orfane. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Era un padre perfetto
    2026/04/07
    Pablo Trincia incontra Sara Arrighi e Federica Arrighi, figlie di Alberto Arrighi, che il 1° febbraio 2010, uccide a colpi di pistola il suo socio in affari, Giacomo Brambilla. Dopo l’omicidio, tenta di cancellare le tracce del delitto in un gesto estremo e disperato: separa la testa dal corpo per bruciarla e abbandona il resto del cadavere in un dirupo. Arrighi ha due figlie, Sara e Federica, di 12 e 10 all’epoca dei fatti. Cresciute in una famiglia che dall’esterno sembrava perfetta, dove non mancava nulla, a un certo punto perdono tutto. Il padre, la casa, gli amici. Da quel giorno, per tutti, diventano “le figlie dell’assassino”. Vengono guardate in modo diverso, spesso evitate, e si ritrovano a crescere più in fretta del previsto, portandosi addosso il peso di una colpa che non è la loro. Con il tempo devono ricostruire la propria vita e curare le ferite di questa tragedia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Mia sorella vittima di femminicidio
    2026/03/31
    Pablo Trincia incontra Elena Amato, sorella di Elisa Amato, 29 anni, uccisa con tre colpi di pistola, la sera del 26 maggio 2018, dall’ex fidanzato, Federico Zini. Dopo circa un anno di relazione, Elisa aveva deciso di lasciarlo, anche a causa del suo atteggiamento ossessivo e della gelosia crescente. Dopo la rottura, Federico inizia a perseguitarla: si apposta sotto casa, si fa trovare davanti al negozio dove lavora, le invia messaggi continui arrivando a minacciare il suicidio. La sorella di Elisa, Elena, cerca di convincerla a denunciarlo per stalking. La sera del 26 maggio, l’uomo la aggredisce e la uccide. Poi carica il corpo in auto e lo trasporta fino a un parcheggio nei pressi di un campo sportivo a San Miniato, vicino a casa sua, dove infine si toglie la vita. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Un Cold Case riaperto
    2026/03/24
    Pablo Trincia incontra Antonella Delfino Pesce, genetista ed esperta forense che fa riaprire il caso dell’omicidio di Nada Cella, portando all’arresto dell’assassina. Dopo trent’anni è arrivata una verità giudiziaria per l’omicidio di Nada Cella, uccisa a 25 anni il 6 maggio 1995 nello studio di Chiavari dove lavorava. Il tribunale di Genova ha condannato a 24 anni Anna Lucia Cecere, insegnante di 57 anni, grazie alla riapertura delle indagini nel 2021. A rendere possibile la svolta è stata Antonella Delfino Pesce, genetista ed esperta forense, che ha individuato un nuovo elemento decisivo: alcuni bottoni rinvenuti sotto il corpo di Nada, risultati compatibili con quelli trovati nell’abitazione della Cecere. Dal 2017 la consulente, insieme alla madre della vittima, aveva ripreso in mano il caso, analizzando fascicoli, ascoltando testimoni e confrontandosi con le forze dell’ordine, alla ricerca di un dettaglio inedito che potesse spingere la procura a riaprire le indagini. Fino ad allora l’unico indagato era stato il datore di lavoro di Nada, il commercialista Marco Soracco, poi prosciolto nel 1998. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Mio figlio l’attentatore di Londra
    2026/03/17
    Pablo Trincia incontra Valeria Collina, la madre di Youssef Zaghba, uno dei terroristi coinvolti nell’attentato del London Bridge del giugno 2017, in cui persero la vita otto persone. Youssef è nato in Marocco, dove Valeria ha vissuto per 20 anni prima di tornare in Italia nel 2015. E in quel periodo che inizia a cogliere alcuni segnali di una progressiva radicalizzazione del figlio, senza però dargli troppa importanza. Il 3 giugno 2017, guardando le notizie, scopre che un commando di 3 uomini ha compiuto un attentato sul London Bridge: con un van hanno investito alcuni pedoni e una volta scesi armati di coltelli hanno attaccato la folla, uccidendo 8 persone. All’inizio non sa ancora che suo figlio Youssef, di soli 22 anni, è coinvolto e che è stato ucciso dalla polizia. La notizia le viene data 3 giorni dopo dagli agenti della Digos. Inizia così per lei un periodo di dolore e sconvolgimento tra la perdita di un figlio, la consapevolezza del suo ruolo nell’attentato, i sensi di colpa e le domande su cosa avrebbe potuto fare per impedirlo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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