Un bit è il mattone base di tutti i computer di oggi: può essere solo 0 oppure 1. E un qubit? E’ il mattone base dei computer quantistici, e funziona in modo diverso.Il qubit assomiglia più a un dimmer di una lampada: finché lo stai regolando non hai ancora scelto “spento” o “acceso”, ma ti trovi in un continuo di possibilità… poi, quando “misuri”, ottieni un valore preciso, cioè 0 oppure 1. È un po’ come una moneta che gira: finché gira non è ancora testa o croce; quando la fermi, diventa una delle due.Discussione con Fortunato Costantino: avvocato, Direttore Risorse Umane, Legal & Corporate Affairs presso la Q8 Italia S.p.a. È professore a contratto presso la European School of Economics di Teoria Generale della sostenibilità ESG di impresa e della innovazione sociale. È componente del Comitato Editoriale della Rivista del Diritto di Internet. E’ autore di:Il Qubit di Dio: Scienza, coscienza e trascendenza nell’era dell’intelligenza artificiale, Castelvecchi Editore. Costantino fa un'operazione molto interessante: prende i concetti scientifici alla base della fisica quantistica alla base delle applicazioni informatiche (quantum compunting) (sovrapposizione, entanglement, potenza esponenziale) e li proietta in una trama narrativa dove la tecnologia tocca confini filosofici e quasi spirituali.La realtà non è un insieme di oggetti, ma un campo di possibilità in relazione, dove ogni osservazione diventa un atto creativo. Ne emerge una visione nuova dell’umano: non spettatore, ma co-creatore di un cosmo che unisce tecnica, scienza e spiritualità.
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