『Stilo, 27 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine』のカバーアート

Stilo, 27 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine

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概要

Sono quattro giorni che non tocco penna. Ero troppo attonito è troppo triste per scrivere.Gli uomini, i luoghi, tutto ciò che ho visto mi è parso nuovo, singolare, diverso dal mondo dove ho vissuto fino a oggi.E, devo dirlo? Un terrore segreto mi assale quando penso a voi!Ora la sensazione di essere su un altro pianeta, che non vi rivedrò più.Quello che provo è nostalgia; non sto bene se non quando cammino, perché ogni passo mi avvicina a voi.Ma non appena bisogna mangiare, dormire, attendere, il mio cuore si chiude e la mia ragione si smarrisce!Ah, riguardatevi per me. Senza di voi il mondo sarebbe vuoto.L'estate avanza e la malaria ci assedia!Tutte le sere, come gli uccelli che guadagnano il proprio nido, cerchiamo un rifugio in cima alle rocce, in qualcuno di quei ripari che chiamano città e che i popoli della pianura hanno costruito ad altezze prodigiose per difendersi dalle incursioni dei barbari.Queste fortezze, che si innalzano come delle isole al di sopra dei flutti della malaria, oggi proteggono gli uomini non dai Saraceni, ma dalla peste: questo flagello dei paesi caldi è un diluvio invisibile che costringe le popolazioni a rifugiarsi sulle alture.Luoghi narranti narrati e citati: Stilo - Cattolica di Stilo (chiesetta bizantina citata erroneamente come chiesetta saracena) - Palmi - Casalnuovo (di Africo) - Gerace - Piana di Gioia (Tauro) - Seminara - Passo del Mercante - Stretto di Messina - Bagnara (Calabra) - Reggio (Calabria) - Capo Zefiro (o Capo Bruzzano) - Locri - Roccella (Jonica) - Tropea - CatanzaroSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Lettere dalla Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/02/lettere-dalla-calabria-del-1812-di.html La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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