エピソード

  • Un’ARCA per aiutare l’agricoltura a navigare il cambiamento climatico
    2026/04/21

    Si chiama ARCA - Agritech Research Center Arena - ed è una nuova infrastruttura di ricerca che ha visto la luce all’Università Federico II, all’interno del Centro Nazionale di Ricerca per le Tecnologie dell’Agricoltura, uno dei 5 nati nel 2022 grazie a fondi PNRR. Si tratta di una struttura di cinque piani, all’interno della quale convivono ambienti capaci di replicare microclimi diversi, sistemi di sensori che monitorano ogni variabile, e tutte le principali tecnologie di coltivazione fuori suolo: aeroponica, acquaponica, substrato sintetico. Al suo interno le piante possono essere osservate mentre si adattano - o faticano ad adattarsi - ai cambiamenti climatici e alle varie condizioni di coltura, permettendo non solo ai ricercatori, ma anche alle imprese agricole di prendere decisioni di investimento dati alla mano. Ne parliamo con Matteo Lorito, Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e Presidente di Agritech.

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  • 4 misure urgenti per farci risparmiare energia e guadagnare tempo
    2026/04/20

    Poiché il razionamento energetico costituisce certamente una misura estrema, è preferibile adottare misure preventive atte a guadagnare tempo in attesa di un miglioramento della situazione. Le ha messe nero su bianco la FIRE, Federazione per gli usi razionali dell’energia, in un documento consegnato al governo in cui compaiono insieme a molti altri suggerimenti per accelerare sull’efficienza energetica. Si va dalla riduzione dei limiti di velocità in autostrada, all’introduzione di regole per l’accensione dei condizionatori simili a quelle che già esistono per l’accensione dei riscaldamenti invernali. E ancora, più smart working e più IA, che sì, consuma energia, ma applicata correttamente può farcene anche risparmiare molta. Ne parliamo con Dario di Santo, Direttore di FIRE - Federazione per gli usi razionali dell’energia.

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  • Istruzioni per un’energia sicura e a basso costo: il ruolo dell’eolico
    2026/04/16

    Continua lo speciale di Smart City, dedicato alla crisi energetica e alle soluzioni che abbiamo in casa ma non usiamo. Questa sera facciamo il punto sullo sviluppo dell’eolico in Italia, che negli ultimi anni non è andato bene: nel 2024 è stato installato circa mezzo GW; nel 2025 si è passati a 0.6GW. Ma siamo ancora molto al di sotto delle attese e questi ritardi ci costano cari. L’eolico è una fonte di energia elettrica tra le più economiche e offre sicurezza e sovranità energetica, ma arranca tra procedure autorizzative complicatissime e tempi di approvazione biblici. Mentre non meno di 1GW di progetti potrebbe essere sbloccato con un semplice atto amministrativo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ne parliamo con Simone Togni, Presidentedi ANEV.

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  • Istruzioni per un’energia sicura e a basso costo: il ruolo del fotovoltaico
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  • Istruzioni per un’energia sicura e a basso costo: intro
    2026/04/14

    Eolico e Fotovoltaico costano stabilmente, da anni, meno dell’elettricità prodotta da gas. Anni di campagne contro le rinnovabili sembra siano riusciti a oscurare questo elementare dato di fatto. Ciononostante le ultime aste del GSE, l’anno scorso, hanno chiuso a cifre che vanno da meno di 60 a poco più di 74€MWh, contro i 170 dell’elettricità da gas di oggi. Attraverso questo e altri meccanismi, che realizzano il famoso disaccoppiamento, è oggettivamente possibile ridurre il costo dell’energia in bolletta. Eppure almeno 11GW di richieste di autorizzazione per nuovi impianti giacciono in attesa di validazione da parte della Presidenza del Consiglio di ministri, che potrebbe sbloccarle con un semplice atto amministrativo. Ma c’è di più. Nel corso di questa e delle prossime puntate, parleremo delle strategie e delle fonti attraverso cui il Paese potrebbe diventare più autonomo e ridurre la bolletta. Ospite di questa puntata: Tommaso Barbetti, Partner di Elemens.

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  • Displaid: da Politecnico e MIT un sistema di monitoraggio per ponti che si installa in poche ore
    2025/12/23

    Il crollo del Ponte Morandi ha acceso l'attenzione sulla possibilità di dotare le grandi infrastrutture di sistemi di monitoraggio in tempo reale, che possano monitorarne lo stato di salute e segnalare eventuali problemi con largo anticipo, ben prima che possano verificarsi cedimenti catastrofici. Le cose stanno ora cambiando, complice anche lo sviluppo, negli ultimi anni, di nuove soluzioni che permettono di dotare le infrastrutture di sensori in modo agile. Molte delle soluzioni che esistevano fino a solo pochi anni fa, infatti, erano lunghe e complesse da installare. Oggi, possiamo dire che non ci sono più scuse. Un esempio ci è offerto dalla start-up Displaid, che ha da poco chiuso un round di finanziamento da 1,2 milioni di euro. Nata da esperienze fatte tra Politecnico di Milano e MIT di Boston, ha sviluppato un sistema di sensori che può essere installato in poche ore senza nemmeno fermare il traffico. Ne parliamo con Lorenzo Benedetti, Founder e Ceo di Displaid.

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  • Finanziamento da record per la tecnologia che promette di abbattere i consumi di energia dell’IA: verrà prodotta in Italia
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  • Una batteria a flusso al manganese per battere la Cina
    2026/04/09

    Più fonti non programmabili come sole e vento installeremo, più avremo bisogno di sistemi di accumulo di durata crescente. Le moderne batterie al litio svolgono egregiamente il compito su una scala scala temporale che va dai secondi alle ore. Ma per applicazioni in cui i cicli di carica e scarica sono più radi e più lunghi, la loro convenienza economica viene meno. Ed è qui che entrano in gioco le batterie a flusso: parenti delle normali batterie, se ne differenziano perché invece di avere i reagenti impacchettati al loro interno insieme agli elettrodi, li conservano all’esterno in appositi contenitori. Seppur meno efficienti, permettono di aumentare la capacità di accumulo semplicemente aggiungendone di nuovi. Finora questo settore è dominato dalle batterie a flusso al vanadio cinesi, ma una start-up Italiana, Green Energy Storage, è convinta di avere in mano una tecnologia migliore basata sul manganese: più economico, reperibile e facile da maneggiare; una tecnologia che ad oggi non esiste e sulla quale, quindi, si può ancora aspirare ad acquisire un primato. Ospite Salvatore Pinto, Fondatore e presidente - Green Energy Storage.

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