『STORIA MODERNA 72: POLONIA E LITUANIA TRA LA RIVOLTA COSACCA E L'ASSEDIO DI VIENNA (1648-1686)』のカバーアート

STORIA MODERNA 72: POLONIA E LITUANIA TRA LA RIVOLTA COSACCA E L'ASSEDIO DI VIENNA (1648-1686)

STORIA MODERNA 72: POLONIA E LITUANIA TRA LA RIVOLTA COSACCA E L'ASSEDIO DI VIENNA (1648-1686)

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Cosa accade quando uno dei più vasti stati d’Europa, nato dall’unione di due popoli, viene travolto da ribellioni interne, guerre senza sosta, pressioni imperiali esterne e un sistema politico unico, fondato sulla libertà della nobiltà e l’elezione del re? Benvenuti nella Confederazione Polacco-Lituana del secondo Seicento: un mondo affascinante e complesso, che questa lezione vi farà riscoprire in ogni suo dettaglio, dalle paludi del Dnepr fino ai bastioni di Vienna. Partiremo dal devastante biennio 1648–1650, quando la rivolta cosacca guidata da Bohdan Chmel’nyc’kyj dà il via a una catena di eventi tragici noti come il “Diluvio” — un periodo in cui la Polonia-Lituania è aggredita contemporaneamente da cosacchi, tartari, russi e svedesi. Passeremo poi alle guerre di sopravvivenza della metà del secolo, agli accordi difficili, alle elezioni travagliate di monarchi stranieri e al lento emergere della figura eroica di Giovanni Sobieski. Sarà lui, re-contadino, nobile militare, patriota e diplomatico, a diventare il simbolo di una possibile rinascita. Seguiremo il suo cammino da comandante a re, tra battaglie contro gli Ottomani, riforme istituzionali fallite, grandi sogni di potenza e la leggendaria vittoria di Vienna del 1683, che lo rese l’eroe d’Europa ma non salvò la sua patria dalla decadenza. In questa lezione vi accompagneremo attraverso istituzioni originali come il Sejm e la liberum veto, la struttura federale del Commonwealth, l’equilibrio fragile tra nobiltà e monarchia, le sfide geopolitiche dell’Europa orientale, e il destino di uno stato affascinante, schiacciato fra giganti. Una lezione fondamentale per capire l’identità della Polonia storica, la crisi del Seicento, il rapporto tra libertà politica e debolezza statuale, ma anche per riscoprire la figura potente e contraddittoria di Giovanni Sobieski, uno degli ultimi grandi condottieri della cristianità.
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