エピソード

  • Puntata del 20/08/2023
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  • Ritratto degli insegnanti: motivati e aperti alle nuove sfide della scuola - di Maria Piera Ceci
    2026/07/04

    Un altro anno scolastico si è chiuso. Ed è una bella gara fra studenti ed insegnanti a chi è più stanco. Stanchi sicuramente, ma non demotivati, come troppo spesso vengono dipinti i nostri insegnanti. A dircelo è la quarta indagine sui docenti italiani, realizzata dall'università di Milano-Bicocca, l'Istituto Iard e Be for Education Foundation. Un'indagine che ha coinvolto 10mila insegnanti di oltre 400 plessi scolastici. Un lavoro che smonta molti dei luoghi comuni della nostra scuola. Non è vero che gli insegnanti siano sfiduciati e insoddisfatti: l'88 per cento di loro sceglierebbe nuovamente questa professione.
    Inoltre sono sempre più coscienti della necessità di sviluppare competenze relazionali con i ragazzi e le ragazze, non hanno paura di sperimentare nuove metodologie didattiche che vadano oltre la lezione frontale e vivono come positiva la presenza di alunni che arrivano da altri Paesi.

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  • Messi alla prova. Giovani, reati e seconde possibilità - di Livia Zancaner
    2026/07/18

    Hanno tra i 17 e i 23 anni, sono per lo più maschi, da minorenni hanno compiuto dei reati. Ora hanno preso coscienza di quello che hanno fatto e si raccontano, all'interno di un viaggio dentro la messa alla prova, il percorso che può estinguere il reato, ma soprattutto aprire uno spazio di responsabilità, riparazione e cambiamento. Al momento sono circa 3500, in Italia, i giovani in messa alla prova, su quasi 18mila minorenni e giovani adulti in carico ai servizi della giustizia minorile. Alcuni arrivano da contesti fragili, altri hanno storie completamente diverse. Ma alla fine del percorso la domanda è sempre la stessa: la società è pronta ad accoglierli?

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  • Amatrice, la lezione del cratere - di Maria Piera Ceci
    2026/09/12

    Dieci anni fa, il 24 agosto, la scossa di terremoto di magnitudo 6 che fece tremare il centro Italia. Siamo tornati ad Amatrice, diventata il simbolo del sisma 2016, per capire a che punto è la ricostruzione. Siamo entrati nella zona rossa insieme al sindaco Giorgio Cortellesi che, di fronte a gru e impalcature, ci confessa: “Qualcosa non ha funzionato, ma ora i lavori stanno partendo. Mi sembra già di rivedere le persone fra i vicoli e di sentire i profumi e i sapori di allora”.

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  • Nella terra dei ricordi, quella musica dalla collina - di Marta Cagnola
    2026/09/13

    "Amore mio, andremo insieme a vivere là, nella mia valle dove ho imparato ad amare il sole", cantava nel 1962 Luigi Tenco. Il testo di "La mia valle" è dipinto in blu su una parete bianca di una casa di Ricaldone: lì c'è il Museo Luigi Tenco, che in quel luogo aveva trascorso l'infanzia e ora è sepolto. Sempre nel Monferrato, un altro luogo raccoglie grandi storie di musica, quelle dell'inventore dei cantautori moderni, il discografico Nanni Ricordi. Il museo a lui dedicato è una piccola chicca.

    Nella visita di questi luoghi magici ci hanno accompagnato Sandra Garbarino, dell'Associazione Tenco, Sandra Gasparinetti Ricordi e Mario Melotti, sindaco di Sala Monferrato.

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  • L'ombra degli alberi che non c'è. Le città da ripensare - di Roberta Pellegatta
    2026/09/19

    L'estate più calda mai vissuta non resterà un ricordo ma un monito ad attrezzarci per quelle future. Con l'arrivo dell'autunno occorre ripensare in particolare le città dove le superfici cementificate non lasciano scampo, dove l' ombra è difficile da trovare. Quella degli alberi rimane sulla carta degli ambiziosi progetti di riforestazione urbana perché ancora non è stata fatta alcuna programmazione. Vivai pubblici in gran parte smantellati, quelli privati non hanno alberi pronti per la messa a dimora perché per la gran parte prenotati all'estero. Ne parliamo con il professore di Arboricoltura Francesco Ferrini mentre con la biologa Beatrice Bisaglia scopriamo l'autunno delle erbe spontanee, edibili e curative. Tra queste la piantaggine e la malva.

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  • Terremoto 2016. L’identità ritrovata di Arquata del Tronto - di Maria Piera Ceci
    2026/09/20

    Un muro di pietra ancora in piedi, due volte a botte perfettamente disegnate e una targa: Ufficio turistico. Questo è quel che resta di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Una targa che suona come una beffa all'ingresso del paese, distrutto dalle scosse di terremoto del 24 agosto e 30 ottobre 2016. 52 morti fra Arquata e la frazione di Pescara del Tronto. Qui non si può entrare. Del resto a vedere cosa: mucchi di macerie, non c'è più neanche la strada che portava al borgo. E che portava alla rocca medievale, ora imbrigliata dalle strutture di supporto e sorvegliata da una gru, ma che - fiera - ci prova ancora a dominare la vallata del Tronto, su cui si snoda la strada consolare della Salaria, che da Roma porta all'Adriatico. Tutt'intorno una natura che se ne frega del terremoto e mostra tutta la sua bellezza. Non si può entrare ad Arquata del Tronto, ma un permesso chiesto in fretta e furia e siamo dentro. Gran silenzio, noi che ci aggiriamo attenti a non inciampare, un po' storditi da tanta bellezza tradita, accompagnati da Francesco Riti, del soccorso alpino speleologico delle Marche. Per quanti vivono nelle casette il timore è quello di dover aspettare altri dieci anni per rivedere una casa vera. Il lavoro da fare è tanto, come ci diciamo con il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. E per ricostruire una comunità occorre anche restituire a questa comunità i riferimenti artistici di cui era ed è ricca. Ad Amatrice, lì dove la vita è ripresa, nell'aera food dove i turisti si fermano a mangiare l'amatriciana e dove gli abitanti possono ritrovarsi, si lavora sulle opere ferite. Ci accompagna Stefania Zucconi, restauratrice di beni culturali.

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  • Il treno è partito: la metropolitana che cambia Catanzaro - di Simona Gambaro
    2026/06/28

    Per anni è stata un cantiere, una promessa, per molti persino un simbolo delle opere che sembravano non dover finire mai. Oggi, invece, la Metropolitana di Catanzaro è partita davvero. Il primo treno ha lasciato la stazione tra curiosità, emozione e la soddisfazione di chi ha atteso quasi vent’anni per vedere questo momento. Un viaggio inaugurale che segna l’inizio di una nuova pagina per il capoluogo calabrese e per migliaia di cittadini che ogni giorno si spostano tra il centro, il quartiere marinaro e, presto, l’area di Germaneto. Dietro questi binari ci sono anni di attese, ostacoli e investimenti, ma anche la volontà di costruire una città più connessa e moderna. Oggi Catanzaro guarda avanti, e lo fa seguendo il percorso tracciato da queste nuove rotaie.

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