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Reggio Calabria, 21 giugno, a mezzanotte da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine

Reggio Calabria, 21 giugno, a mezzanotte da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine

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概要

È molto tardi per iniziare un racconto; ma non andrò a letto senza averli narrato quel che ho appena visto.
Stasera sono uscito, alle nove, per respirare l'aria fresca e dolce della notte.
Camminavo lentamente nel letto di un torrente asciutto, e che durante l'estate serve per la passeggiata degli abitanti di Reggio.
La luna diffondeva una viva luce che delineava chiaramente i contorni delle palme egiziane ed edifici mezzo moreschi che circondano la città.
Niente può eguagliare l'eleganza orientale di questi quadri notturni assai simili a dei disegni a china su carta colorata.
Solo il cinguettio degli uccelli turbava il silenzio di questa notte maestosa e di maiocchi erano quasi costretti a posarsi sulla stella di Venere, il più brillante dei globi di fuoco sospesi nel cielo!
Ero seduto sotto un gelso.Improvvisamente, udii in lontananza gli accordi di una chitarra.
Tesi l'orecchio e avanzai verso il luogo da dove proveniva il suono, avendo cura di procedere sempre all'ombra degli alberi per paura che la vista di uno straniero facesse tacere il trovatore calabrese.
Finalmente, lo scorsi sotto una terrazza, sulla quale c'era un gruppo di fanciulle avvolte in lunghi veli bianchi sedute accanto ad un gran fuoco di paglia.
Uno dei divertimenti della gioventù calabrese, anche durante l'estate più tardi, è quello di accendere dei fuochi in certi giorni di festa e di danzarvi intorno.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria)

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La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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