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Rassegna Stampa Economica del 10 Agosto. A cura di Giuliano Casale

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Rassegna stampa economico-finanziaria del 10 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.Demografia, lavoro, produttività e sostenibilità del welfareTestate: Repubblica / Il FoglioLa denatalità italiana assume ormai una dimensione pienamente economica. Nel 2025 sono nati circa 355.000 bambini, contro 370.000 nel 2024, mentre i decessi sono stati circa 652.000. Il saldo naturale risulta quindi negativo per quasi 300.000 persone in un solo anno.Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, molto lontano dalla soglia di sostituzione di circa 2,1. Parallelamente, una lavoratrice su cinque lascia o riduce la propria attività dopo la nascita del primo figlio e quasi il 50% delle donne teme ripercussioni professionali legate alla maternità.Il problema centrale riguarda la futura disponibilità di lavoratori. Entro il 2035 la popolazione italiana tra 15 e 64 anni potrebbe diminuire di oltre 3 milioni di persone. Guardando al 2050, la popolazione in età lavorativa potrebbe scendere da circa 37,2 milioni a meno di 30 milioni.La Banca d’Italia, secondo il dossier citato, stima che il solo declino demografico possa sottrarre circa 5% di PIL potenziale entro il 2035. Meno lavoratori significano minore capacità produttiva, maggiore scarsità di competenze e più pressione su pensioni, sanità e finanza pubblica.L’immigrazione diventa quindi parte integrante della politica economica. Nel 2025 il saldo migratorio positivo, circa 296.000 persone, avrebbe compensato quasi interamente il deficit naturale. Tra il 2019 e il 2024 l’Italia avrebbe inoltre perso circa 78.000 giovani laureati italiani, registrando contemporaneamente un saldo positivo di circa 88.000 laureati stranieri.Famiglie, risparmio, ricchezza e mercato immobiliareTestata: Il Sole 24 OreLa ricchezza mondiale continua ad aumentare, ma soltanto una parte limitata deriva da investimenti reali. Il Global Balance Sheet di McKinsey stima un patrimonio globale vicino a 1.800 trilioni di dollari, mentre la ricchezza delle famiglie raggiunge circa 570 trilioni.L’Italia dispone di un importante punto di forza: elevata ricchezza privata e basso indebitamento delle famiglie. La ricchezza netta italiana viene indicata in circa 13 trilioni di dollari, mentre la principale vulnerabilità del Paese resta concentrata sul debito pubblico.La grande sfida consiste nel trasformare una quota maggiore di questa ricchezza in capitale produttivo, infrastrutture, innovazione e proprietà intellettuale, invece di concentrarla prevalentemente in immobili e attività finanziarie.Sul fronte dei mutui, le nuove generazioni rappresentano ormai circa il 40% delle richieste totali di credito. Il Fondo Prima Casa continua a sostenere gli under 36 e l’estensione della garanzia Consap fino a 40 anni amplia ulteriormente la capacità finanziaria di chi acquista casa.§La garanzia rafforzata è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027. Tra i parametri citati figurano un ISEE fino a 40.000 euro per gli under 36, con soglie più elevate per le famiglie numerose.Il quadro monetario torna però meno favorevole: dopo il rialzo BCE di 25 punti base di giugno, il tasso è salito al 2,25%, mentre il mercato riportato dal giornale incorporava la possibilità di ulteriori aumenti nei mesi successivi.Materie prime critiche, terre rare e sicurezza delle filiereTestata: La StampaL’Italia accelera sulla diversificazione delle materie prime strategiche puntando soprattutto sull’Australia occidentale. È prevista per ottobre la firma di un memorandum destinato a favorire accordi industriali tra imprese italiane e australiane.L’obiettivo riguarda magneti permanenti, motori elettrici, tecnologie energetiche, droni e applicazioni militari, tutti comparti nei quali l’accesso alle materie prime è diventato un fattore determinante di competitività.La concentrazione cinese rimane molto elevata. Secondo l’articolo, Pechino controlla circa il 90% della produzione mondiale di magneti permanenti ed è il principale polo di raffinazione e trasformazione delle terre rare.Nel 2024 l’Italia avrebbe importato materie prime critiche per circa 12,7 miliardi di euro, con oltre il 90% del valore relativo a materiali già raffinati. Il 54% delle importazioni proveniva da appena dieci Paesi.L’accordo con l’Australia rappresenta quindi una strategia concreta di de-risking industriale: non soltanto sicurezza delle forniture, ma possibilità per le imprese italiane di entrare nelle fasi a maggior valore aggiunto, dalla raffinazione alla componentistica.Energia, petrolio e rischio geopoliticoTestate: Repubblica / Libero / La Verità / La StampaLo Stretto di Hormuz rimane una delle principali variabili di rischio per energia e inflazione. L’Iran segnala che un’eventuale intesa con gli Stati Uniti non comporterebbe automaticamente la riapertura dello Stretto, collegando la decisione anche a sanzioni e presenza militare americana.Prima del...
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