エピソード

  • L'ora di Israele
    2025/10/31
    “Non esiste alcun popolo eletto da Dio. Non lo sono gli Stati Uniti, non lo è Israele. Il popolo eletto è l’umanità intera”. Così, dal pulpito delle Nazioni Unite, ha tuonato il presidente della Colombia Gustavo Petro. Era la fine di settembre. Mehmet Türkkan, uno dei tre ticinesi salpati verso Gaza con la Global Sumud Flotilla, stava per essere catturato in acque internazionali e imprigionato. Quei giorni sono cruciali: per il conflitto, per la popolazione palestinese massacrata, per il futuro stesso di Israele, per la credibilità di un Occidente chiamato a fare i conti con il proprio passato coloniale che, oggi, ancora echeggia. Scopriamo così che anche Israele ha paura, e che anche il sionismo manifesta le sue crepe: è possibile una vera pace? E sarebbe possibile, altrimenti, una guerra permanente?
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  • Gli studenti di Bellinzona contro tagli e rincari
    2025/05/09
    “Non si studia a pancia vuota, la cultura va nutrita” recitava lo striscione appeso negli spazi comuni del liceo di Bellinzona dove decine di giovani, lo scorso lunedì 5 maggio, si sono riuniti per protestare contro il taglio di 100'000 franchi messo a preventivo dal Parlamento nel 2024 e diventato effettivo da gennaio, con relativo aumento del prezzo di alcuni prodotti in vendita nelle mense scolastiche cantonali. Il Sindacato Studenti e Apprendisti (SISA) ha organizzato questo momento non solo per lanciare la petizione che chiede al Consiglio di Stato di fare marcia indietro e di, anzi, migliorare il servizio di refezione scolastica, ma anche per denunciare l’effetto delle politiche di austerità su scuola e formazione, ossia maggiore precarietà per studenti e famiglie.
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  • Un'enclave rossa nel centro di Lugano
    2025/03/21
    «Molti politici organizzano qui comizi ed eventi elettorali. Io vado d’accordo con tutti, ma si sa che questo è un posto rosso. Lo è sempre stato». In un sabato mattina tranquillo e piovoso ci siamo rintanati al Bar Croce d’Oro, storico ritrovo a due passi dal via vai di Piazza Cioccaro, per farci raccontare dalla proprietaria Valeria non solo del legame con la vita politica luganese che spesso, qui, si ritrova, ma anche di come è arrivata a gestire questo bar, di come ha visto la città cambiare e di cosa la motiva ad andare avanti nonostante i suoi (smaglianti) 76 anni.
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  • Il pianeta della droga ticinese
    2025/03/20
    L’umanità da sempre si confronta nel rapporto con gli stupefacenti. In ogni epoca, primeggia un tipo di droga a seconda di usi e costumi sociali dominanti. In Svizzera, oggi l’allarme è focalizzato sul crack, mentre negli anni Ottanta a preoccupare era l’eroina. Attraverso le parole di un consumatore con quarant’anni di esperienza, proviamo a raccontare il passaggio da una droga all’altra nelle ultime generazioni, il ruolo del mercato, dei consumatori e della società. Per capire l’adesso, partiamo dal recente passato per capire come ci siamo arrivati. E dove si potrebbe arrivare, perché, mette in guardia il nostro interlocutore, le giovani generazioni che consumano crack non sono coscienti della dipendenza che genera.
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  • Le voci di chi chiede voce in capitolo
    2025/03/18
    Musica e solidarietà, timidi sorrisi e al contempo fermezza, determinazione: i rifugiati del Centro Ulivo di Cadro, lo scorso 20 febbraio, hanno chiesto di essere ascoltati e rispettati nei loro diritti, anziché spostati come merce dopo aver ricevuto frammentarie e insufficienti informazioni. Tra poche settimane il Centro d'accoglienza di Croce Rossa sarà infatti convertito in foyer per minorenni e gli attuali residenti, tra cui diverse famiglie con bambini piccoli, saranno costrette all'ennesimo trasloco e all'ennesimo, doloroso, cambiamento. Durante la manifestazione pacifica, organizzata dal Collettivo R-esistiamo, diversi rifugiati hanno preso parola per chiedere più considerazione e per esprimere il desiderio di vedersi garantita una vera integrazione
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  • Facce di tolla
    2025/03/12
    Nel febbraio del 2018, una società di trading di Lugano – la Sider Alloys – ha preso il controllo per 1 euro simbolico dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, nel Sud-Ovest della Sardegna. La promessa del proprietario, Giuseppe Mannina: fare ripartire l’unica fabbrica che produceva alluminio primario in Italia e reintegrare gli oltre 400 operai attraverso un piano industriale da 150 milioni di euro, tra fondi propri, finanziamenti pubblici, prestiti a tasso agevolato e una dote di 20 milioni lasciata dall’Alcoa. Sette anni dopo la realtà è purtroppo un’altra. La produzione non è mai ripartita e lo stabilimento è stato smantellato suscitando la collera di lavoratori e sindacalisti di una regione periferica profondamente toccata dalla crisi economica. Siamo andati sul posto per raccogliere la loro testimonianza.
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  • Le speranze del Gambia passano da Bellinzona
    2024/03/04
    È ripreso in questi giorni al Tribunale penale federale di Bellinzona il processo nei confronti dell’ex ministro dell’interno del Gambia, Ousman Sonko. L’uomo è accusato dal Ministero pubblico della Confederazione di crimini contro l’umanità in base al principio della giurisdizione universale. Un processo storico che nel piccolo paese dell’Africa occidentale uscito da una terribile dittatura sta suscitando grandi aspettative. Attraverso varie testimonianze, tra le quali quelle di due giornalisti gambiani e di due vittime, abbiamo cercato di raccontare l’importanza di questo processo svizzero per il Gambia, un paese ancora in cerca di giustizia
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  • Come tutte le commesse
    2023/05/16
    Il 18 giugno 2023 in Ticino si vota sull'estensione degli orari dei negozi. Due venditrici e un venditore raccontano la loro esistenza condizionata da lunghe giornate, sei giorni la settimana.
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