エピソード

  • Il reality giapponese più assurdo di sempre Raccontato da Marco Cavalli
    2026/02/07

    All’inizio del 1998 Tomoaki Hamatsu aveva 22 anni e voleva fare il comico. Era nato a Fukushima, nel nord-est del Giappone, e per via del suo mento assai pronunciato era soprannominato Nasubi, che in giapponese vuol dire melanzana. Quando si iscrisse a un provino per un programma non sapeva esattamente cosa gli sarebbe successo, eppure nel giro di pochi mesi diventò il personaggio televisivo più famoso del Giappone. Fu infatti scelto come protagonista di Susunu! Denpa Shonen, uno dei primi reality show moderni, con un format estremo e controverso: Hamatsu passò più di un anno chiuso da solo in una stanza, nudo e costretto a procurarsi ciò che gli serviva solo attraverso concorsi a premi postali.

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  • Il ritratto che sconvolse Churchill di Marco Cavalli
    2026/01/29

    Il ritratto di Winston Churchill è un dipinto a figura intera dell’ex primo ministro britannico, realizzato da Graham Vivian Sutherland nel 1954 come regalo per gli 80 anni del primo ministro. Il compenso di mille ghinee fu finanziato da donazioni dei membri della Camera dei comuni e della Camera dei lord. Fu presentato a Churchill da entrambe le Camere durante una cerimonia pubblica alla Westminster Hall in occasione del suo ottantesimo compleanno.
    Churchill detestava il ritratto. Dopo la presentazione pubblica, il dipinto fu portato nella sua casa di campagna a Chartwell.
    Non fu mai esposto. A seguito della morte di Lady Churchill nel 1977,
    divenne chiaro che il dipinto era stato distrutto, solo, qualche mese dopo la consegna...

    Raccontato da Marco Cavalli

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    15 分
  • UN GIOIELLO DI ALVAR AALTO nella provincia italiana di Marco Cavalli
    2026/01/22

    Era il 1966 quando Alvar Aalto mise piedi per la prima volta a Riola, frazione di 900 abitanti nella provincia di Bologna. Aalto, protestante, era stato chiamato dal cardinale Giacomo Lercaro a realizzare una chiesa che testimoniasse l'ondata di rinnovamento impressa al cattolicesimo dal Concilio Vaticano II, che si era conclusa un anno prima. Un incarico accettato inizialmente non senza alcune perplessità, a causa della diversa fede religiosa ma diventato poi esempio di una modernità architettonica basata sull'idea che l'architettura dovrebbe interagire con il paesaggio, idea che ha pervaso tutta l'opera del grande architetto finlandese.
    Il cantiere prese il via solo nel 1976 e la chiesa fu inaugurata nel 1978, quando ormai né il cardinale Lercaro né Alvar Aalto potevano vederla più. Il campanile invece fu inaugurato nel 1994.


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    storia
    raccontata da
    Marco Cavalli



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  • Bernini e Borromini grandi artisti, grandi rivali di Marco Cavalli
    2026/01/19

    Bernini e Borromini - due grandi artisti rivali

    Oggi la storia di due grandi uomini , architetti , artisti del diciassettesimo secolo e della rivalità che li accompagnò tutta la vita: Gian Lorenzo Bernini e Francesco Castelli detto Borromini. La nostra storia comincia il 28 giugno 1633 , la basilica di San Pietro a Roma è addobbata per le grandi occasioni ed il Papa Urbano ottavo, con tutte le più grandi personalità della chiesa celebra la sua prima Messa sotto quello che sara' ricordato come il Baldacchino . Gli occhi di tutta la cristianità per una volta non sono puntati sul pontefice Maffeo Barberini ma sono rapiti dalle linee sinuose dell'enorme struttura che lo sovrasta le cui 4 enormi colonne attorcigliate sul proprio asse paiono impossibili da realizzare. In quella prestigiosa platea di sguardi rapiti siedono anche due uomini, uno sorride, l'altro guarda malinconico il riflesso di quel bronzo che nessuno avrebbe potuto modellare senza le sue geniali idee, Bernini e Borromini. I nostri protagonisti furono due dei più grandi artisti del Seicento che trasformarono, con le loro opere, la Roma Barocca. La loro rivalità divenne leggenda, tanto che tuttora è quasi impossibile parlare di uno senza nominare l'altro. di Marco Cavalli


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  • Alexander Fleming: la scoperta che cambiò la vita agli esseri umani
    2026/01/08

    La scoperta della penicillina avvenne per puro caso: durante i primi anni del Novecento la convinzione che ci fossero agenti micotici che potessero aiutare l'uomo a difendersi da altri germi patogeni era diffusa, ma non provata

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    15 分
  • Rosa Parks Il "NO" che cambiò la storia di Marco Cavalli
    2026/01/01

    1 dicembre 1955, Alabama, il "no" di Rosa Parks che cambia la storia dei diritti civili
    Il primo dicembre del 1955, terminata la giornata lavorativa, la 55enne Rosa Parks, di pelle nera e sarta di professione, prende un autobus (il 2857) per tornare a casa a Montgomery, in Alabama.
    Si siede in una fila centrale e poche fermate dopo, quando sale un passeggero bianco, il conducente del mezzo le chiede di alzarsi per farlo vedere: questo era quanto previsto dalle leggi di segregazione razziale della città.
    E la donna lo sa: i neri siedono dietro, i bianchi davanti, mentre i posti centrali sono misti, ma se occupati la precedenza spetta sempre ai bianchi.
    Questa volta però non ci sta e risponde "no" all'invito dell'autista.
    Da quel momento diventa la paladina dei diritti dei neri impegnati nella dura lotta contro la segregazione che opprimeva gli Stati del Sud.
    Dopo il rifiuto di alzarsi viene arrestato per "condotta impropria", ma poi, già a poche ore dall'arresto, è stata rilasciata grazie alla cauzione pagata da un avvocato bianco vicino alle posizioni dei neri.
    "Dicono che non ho ceduto il posto perché ero stanca, ma non è vero - spiegò poi Rosa Parks - . Non ero stanca fisicamente, non più di quanto lo fossi di solito alla fine di una giornata di lavoro. L'unica cosa di cui ero stanca era subito".
    Il gesto della donna innesca un boicottaggio dei mezzi pubblici che dura bene 381 giorni. La protesta è guidata da Martin Luther King e porterà la Corte Suprema ad abolire le discriminazioni sugli autobus.

    racconto di Marco Cavalli

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  • Il miracolo del Natale 1914 Prima Guerra Mondiale... 2025: speriamo nella pace di Marco Cavalli
    2025/12/26

    Il «miracolo» del Natale 1914 , di due avversari che dimenticano l’odio per unirsi in un abbraccio fraterno, rimase un fatto quasi isolato e ben presto trascolorò nel mito, tanto più quando il sentimento popolare degli europei nei confronti della Grande Guerra cambiò di segno: non più glorioso fatto d’arme ma massacro insensato, che aveva spazzato via una generazione. La tregua di Natale venne quindi vista come la dimostrazione che gli uomini sono fondamentalmente buoni e che erano stati spinti alla guerra da governi stupidi e irresponsabili, tanto che appena liberi di farlo avevano scelto la pace e la fratellanza...

    Racconto a cura di Marco Cavalli

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  • Stanislav Petrov: l'uomo che salvò il mondo di Marco Cavalli
    2025/12/19

    Sono le 00.14 del 26 settembre del 1983 Stanislav Petrov, tenente colonnello dell'esercito sovietico, ha il turno di notte: nel bunker Serpukhov 15 deve controllare i dati che vengono inviati dai satelliti che spiano i movimenti degli armamenti statunitensi. D'un tratto i suoi schermi gli indicano che cinque missili intercontinentali sono partiti da una base nel Montana...

    La sua storia è venuta alla luce solo molti anni dopo, anche perché, come ama dire lui:
    “in fondo, ho deciso solo di non fare niente!”
    Stanislav Petrov



    Marco Cavalli
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